Poste sfida Telecom Italia con opas totale da 10,8 miliardi per il delisting in Borsa

Poste Italiane lancia opas su Telecom e prepara il delisting da Piazza Affari
Poste Italiane ha annunciato una opas totalitaria su Telecom Italia, aprendo la strada all’uscita del gruppo tlc da Piazza Affari dopo quasi trent’anni di quotazione. L’offerta, comunicata domenica a Milano, prevede un corrispettivo misto contanti-azioni pari a 0,635 euro per titolo, con l’obiettivo dichiarato di procedere al delisting. L’operazione, che potrà arrivare a 10,8 miliardi di euro complessivi, punta a creare un campione nazionale integrato tra servizi postali, finanziari, assicurativi, logistici e di connettività. Strategicamente, l’intervento del gruppo guidato da Matteo Del Fante risponde anche alla volontà del governo di mantenere sotto controllo italiano l’ex monopolista delle telecomunicazioni, rafforzando al contempo l’infrastruttura digitale a supporto di Pubblica Amministrazione e imprese. La tempistica effettiva dell’offerta dipenderà ora dall’approvazione del Documento di Offerta da parte della Consob.
In sintesi:
- Opas totalitaria di Poste Italiane su Telecom per circa 10,8 miliardi di euro complessivi.
- Prezzo equivalente a 0,635 euro per azione, con premi fino al 40,5% sulle medie.
- Obiettivo: delisting di Telecom da Euronext Milan e creazione di gruppo integrato nazionale.
- Operazione coerente con golden power e strategia di sovranità digitale italiana.
Termini dell’offerta, razionale industriale e ruolo dello Stato azionista
L’opas di Poste Italiane, già titolare del 27,3% di Telecom Italia, prevede per ciascuna azione conferita 0,167 euro in contanti e 0,02 nuove azioni Poste. Il valore implicito di 0,635 euro incorpora un premio del 18,38% sulla media a sei mesi e del 40,5% sulla media a dodici mesi prima del 20 marzo. In termini quantitativi, l’offerta può riguardare fino a 17,06 miliardi di azioni ordinarie, al netto dei circa 4,23 miliardi già detenuti da Poste, per un controvalore misto cash-equity di circa 10,8 miliardi di euro e finalità esplicita di ritiro dal listino.
Il gruppo guidato da Matteo Del Fante, controllato da Cdp Equity e Ministero dell’Economia con il 64,26%, stima che il nuovo perimetro possa generare ricavi aggregati per 26,9 miliardi, un EBIT proforma di 4,8 miliardi e oltre 150 mila dipendenti. Le sinergie di costo attese a regime sono quantificate in circa 700 milioni di euro, grazie soprattutto a integrazione IT, razionalizzazione degli investimenti in tecnologia e digitalizzazione, e maggiore capacità di cross-selling tra servizi finanziari, assicurativi, logistici e di connettività.
La mossa si inserisce in una strategia pluriennale di espansione di Poste Italiane: acquisizione di Nexive nel 2020, di Plurima nel 2022, investimenti in Moneyfarm e Scalapay, nonché il takeover di Net Insurance nel 2023. L’acquisizione di Telecom, che vanta anche un’importante presenza in Brasile e in America Latina, rafforza il profilo internazionale e offre un’infrastruttura chiave per accelerare la trasformazione digitale della Pubblica Amministrazione italiana.
Sul versante finanziario, la Telecom “snellita” dopo la cessione della rete a Fibercop controllata da KKR per un valore fino a 22 miliardi e la vendita di Sparkle per 700 milioni a una cordata guidata dal MEF con Retelit (fondo Asterion) ha migliorato sensibilmente i fondamentali: Ebitda 2025 a 3,7 miliardi (+6,5%), debito sceso a 6,9 miliardi e rapporto debito/Ebitda sotto 2. Non a caso era finita nel mirino di iliad di Xavier Niel e del fondo CVC Capital Partners, interessati a rilevare la quota di Vivendi (oggi presieduta da Yannick Bolloré), prima dell’intervento di Poste che nel 2025 aveva già acquistato il 15% a 0,2975 euro per azione per 684 milioni in contanti.
Ora la formalizzazione del calendario dipende dalla Consob; nel frattempo il titolo Telecom in Borsa si è rapidamente allineato al prezzo dell’offerta.
Implicazioni future per mercato, concorrenza e sovranità digitale italiana
L’operazione promette di ridisegnare gli equilibri del mercato italiano delle tlc e dei servizi finanziari, concentrando in Poste Italiane una piattaforma multi-servizio con forte indirizzo pubblico. Il controllo statale indiretto tramite MEF e Cdp rafforza la dimensione di “campione nazionale” in un settore strategico.
Nel medio periodo, la combinazione tra infrastrutture di rete di Telecom, base clienti retail e corporate e capillarità fisica di Poste potrebbe accelerare la digitalizzazione di PA e PMI italiane, ma solleverà anche interrogativi antitrust e di tutela della concorrenza, in particolare rispetto a operatori come iliad. Sul fronte dei mercati, il delisting di Telecom rappresenta un ulteriore impoverimento strutturale di Euronext Milan dopo l’uscita di Atlantia (oggi Mundys), riducendo l’offerta di grandi blue chip domestiche per gli investitori istituzionali internazionali.
FAQ
Qual è il valore complessivo dell’opas di Poste Italiane su Telecom?
L’operazione vale complessivamente circa 10,8 miliardi di euro, considerando la componente in contanti e quella in azioni Poste Italiane offerte agli azionisti Telecom.
Che premio riconosce Poste Italiane agli azionisti Telecom rispetto ai prezzi recenti?
Il corrispettivo di 0,635 euro per azione incorpora un premio del 18,38% sulla media a sei mesi e del 40,5% sulla media a dodici mesi.
Qual è l’obiettivo industriale principale dell’integrazione Poste-Telecom?
L’obiettivo è creare una piattaforma nazionale integrata nei servizi di connettività, finanziari, assicurativi e logistici, con sinergie di costo stimate in circa 700 milioni di euro annui a regime.
Come è cambiata la struttura finanziaria di Telecom prima dell’offerta?
Telecom ha ceduto rete e Sparkle, riducendo il debito a 6,9 miliardi e portando il rapporto debito/Ebitda sotto 2, migliorando significativamente la sostenibilità finanziaria.
Da quali fonti deriva l’analisi su Poste Italiane e Telecom Italia?
L’analisi deriva da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente rielaborate dalla nostra Redazione.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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