Poliziotto di Temptation Island licenziato, stop al provvedimento e indagine Mediaset

Poliziotto a Temptation Island, il caso che divide istituzioni e tv
La partecipazione di un agente della Polizia di Stato a Temptation Island ha aperto un fronte inedito tra amministrazione pubblica, diritto disciplinare e industria televisiva di Mediaset. Il licenziamento disposto dal Capo della Polizia Vittorio Pisani, poi sospeso dal TAR del Lazio, è diventato un caso simbolo sulle libertà extra‑lavorative dei dipendenti in divisa e sull’uso delle immagini nei reality registrati in anticipo.
La vicenda, ricostruita da RTL 102.5 e Open, ruota intorno all’assenza di autorizzazione formale, alla diffida non rispettata secondo l’amministrazione e al ruolo decisivo che avranno i materiali di montaggio e le dichiarazioni ufficiali dei responsabili del programma di Canale 5.
Perché il poliziotto è stato licenziato dopo il reality
L’agente avrebbe preso parte all’edizione 2024 di Temptation Island con la compagna senza preventiva autorizzazione, obbligatoria per chi indossa la divisa quando partecipa a programmi tv di forte esposizione mediatica.
Dopo la messa in onda, i vertici della Polizia di Stato hanno interpretato la presenza continuativa come violazione di doveri di correttezza e disciplina, arrivando a dichiararne la decadenza dal servizio, decisione avallata dal Consiglio di amministrazione per il personale.
Come i superiori hanno scoperto la partecipazione al programma
Secondo la ricostruzione di Open, i superiori avrebbero riconosciuto l’agente guardando la trasmissione in tv, essendo a loro volta fan del format prodotto da Fascino per Mediaset.
Nell’agosto 2024 l’uomo ha ricevuto una diffida formale a non comparire oltre nelle puntate in lavorazione presso il resort delle registrazioni, ma la successiva messa in onda di altre scene ha fatto ritenere alla gerarchia che l’ordine non fosse stato rispettato.
Il nodo delle registrazioni e il ricorso al TAR del Lazio
Il cuore giuridico del caso riguarda il carattere registrato di Temptation Island, le tempistiche delle riprese e della diffida, e l’interpretazione delle immagini trasmesse su Canale 5. Il poliziotto sostiene di essersi ritirato subito dopo l’atto dell’amministrazione; l’amministrazione replica che abbia continuato a partecipare, anche a una successiva edizione. Su questo contrasto si gioca l’esito davanti al TAR del Lazio.
I giudici amministrativi hanno congelato il licenziamento e chiesto chiarimenti documentali a entrambe le parti.
Cosa sostiene la difesa del poliziotto
I legali evidenziano che le puntate trasmesse mesi dopo sono frutto di montaggi di materiale girato settimane prima della diffida, come da prassi nei reality pre‑registrati.
Sostengono quindi l’impossibilità materiale per l’agente di “sparire” immediatamente dallo schermo, pur avendo cessato la presenza fisica sul set, e chiedono che l’amministrazione distingua tra partecipazione effettiva e mera diffusione televisiva.
Le richieste del TAR a Polizia e Mediaset
Il TAR del Lazio ha chiesto alla Polizia di Stato una relazione dettagliata sulle date di riprese, diffida, decisioni disciplinari e presunte ulteriori partecipazioni.
All’agente è stato imposto di produrre una dichiarazione ufficiale di un responsabile del programma di Canale 5, con specifico riferimento alla puntata autunnale 2024 considerata decisiva per il licenziamento, così da verificare con precisione quando siano state effettuate le riprese.
Impatto sul rapporto tra lavoro pubblico, social e reality
Il caso si inserisce in un contesto in cui professionisti – dagli avvocati come Alessio Loparco e Sonia Mattalia fino ai personaggi dello spettacolo – ripensano carriere e identità pubblica tra social, reality e tv generalista. Per chi lavora nelle forze dell’ordine, tuttavia, l’esposizione mediatica pone questioni aggiuntive di neutralità, decoro e sicurezza.
La decisione attesa per marzo potrebbe costituire un precedente per l’intero comparto sicurezza, influenzando futuri regolamenti interni sulla partecipazione a format televisivi.
Regole di immagine per chi indossa la divisa
I regolamenti interni di Polizia di Stato, Carabinieri e altre forze armate limitano attività che possano ledere credibilità, imparzialità o riservatezza del servizio.
Reality e social amplificano l’esposizione personale e possono generare conflitti di ruolo, specie quando dinamiche sentimentali o comportamenti privati vengono spettacolarizzati davanti al grande pubblico.
Cosa significa per tv, influencer e futuri concorrenti
Per Mediaset e i produttori di reality il caso può tradursi in controlli più stringenti sui contratti dei partecipanti che lavorano nel pubblico impiego.
Per aspiranti concorrenti in divisa, sanitari o magistrati, diventerà cruciale ottenere autorizzazioni preventive e valutare l’impatto reputazionale a lungo termine di un programma ad alta esposizione su piattaforme, streaming e motori di ricerca.
FAQ
Perché il poliziotto di Temptation Island è stato licenziato
L’agente è stato licenziato perché ritenuto responsabile di aver partecipato a Temptation Island senza autorizzazione e di non aver rispettato una diffida formale a interrompere la presenza nel programma.
Che cosa ha deciso finora il TAR del Lazio
Il TAR del Lazio ha sospeso in via cautelare il licenziamento, permettendo al poliziotto di rientrare in servizio, e deciderà nel merito in una camera di consiglio fissata per marzo 2026.
Perché contano le date delle riprese del reality
Contano perché la difesa sostiene che le scene andate in onda dopo la diffida fossero state girate prima. Se confermato, l’agente avrebbe rispettato l’ordine di ritiro, e la violazione disciplinare risulterebbe ridimensionata.
Un dipendente pubblico può partecipare a un reality
In molti casi sì, ma servono autorizzazioni e rispetto dei codici di comportamento. Per chi opera nella sicurezza, le limitazioni sono più severe per tutelare immagine, neutralità e riservatezza dell’amministrazione.
Cosa cambia per gli altri appartenenti alle forze dell’ordine
La decisione sul caso potrà orientare future prassi interne, spingendo a regolamenti più chiari sulla partecipazione a programmi tv, podcast e contenuti social a forte esposizione mediatica.
Quali fonti hanno ricostruito il caso disciplinare
La vicenda disciplinare è stata ricostruita in dettaglio da RTL 102.5 e dal sito di informazione Open, che hanno riportato atti, posizioni delle parti e passaggi del procedimento davanti al TAR del Lazio.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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