Pino Corrias analizza il caso Equalize e avverte sui rischi dello spionaggio trasformato in mercato digitale
Indice dei Contenuti:
Il caso Equalize, nuova frontiera dello spionaggio privato in Italia
Chi? Un network di 81 indagati tra ex poliziotti, ex agenti segreti, hacker e finanziatori legati all’agenzia privata Equalize. Che cosa? Un presunto sistema di dossieraggi illeciti su centinaia di persone, dai manager ai calciatori. Dove? Inchiesta della Procura di Milano, con ramificazioni nazionali. Quando? Le attività contestate emergono dalle indagini concluse nei primi mesi del 2026. Perché? Per monetizzare informazioni sensibili e influenzare equilibri economici, mediatici e reputazionali, sfruttando falle normative e tecnologiche nel controllo dei dati personali.
In sintesi:
- Indagati 81 tra ex investigatori, hacker e intermediari legati alla struttura privata Equalize.
- Centinaia di spiati: imprenditori, artisti, dirigenti, giornalisti, calciatori e figure istituzionali.
- Illeciti inseriti in una lunga tradizione italiana di schedature e archivi occulti.
- Il caso riapre il dibattito su privacy, poteri privati e controllo dei servizi informativi.
Dossier, archivi occulti e continuità con la storia italiana
L’inchiesta su Equalize, coordinata dai magistrati di Milano, fotografa un sistema di “spionaggio degli spioni” in versione digitale: non più fascicoli cartacei, ma flussi di byte, accessi abusivi a banche dati, incroci di tabulati e informazioni riservate. Gli indagati avrebbero creato e commercializzato dossier su profili di altissimo profilo pubblico e privato: dal campione olimpico Marcell Jacobs al finanziere Matteo Arpe, dall’agente fotografico Fabrizio Corona all’architetto Stefano Boeri, fino al capo dei legali Eni Stefano Speroni e alla giornalista Selvaggia Lucarelli. Più soubrette, attori, banchieri, uomini delle istituzioni.
Il quadro investigativo si inserisce in una tradizione nazionale di dossieraggi che parte dall’Ovra, la polizia politica del fascismo, passata – secondo molte ricostruzioni – ai Servizi del dopoguerra: Sim, Sifar, poi Sid. Negli anni ’60 e ’70, tra tentativi di golpe, terrorismo rosso e stragi neofasciste, emersero archivi paralleli come quelli del generale Giovanni De Lorenzo, che schedò sindacalisti, politici, preti e industriali, o le famigerate schedature Fiat: 350 mila dossier illegali sugli operai. Un filo nero che conduce agli archivi usati dal generale Vito Miceli, capo del Sid negli anni più oscuri, arrestato per cospirazione, mentre la politica di Andreotti, Craxi, Cossiga maneggiava in esclusiva il potere di intercettazioni, depistaggi e scandali.
Cosa cambia con Equalize e perché riguarda ogni cittadino
La presunta struttura di Equalize segna una discontinuità cruciale: il potere del dossieraggio non è più monopolio di apparati statali o grandi gruppi industriali, ma si privatizza e si frammenta. Gli stessi metodi – raccolta sistematica di dati sensibili, profilazione, uso strategico delle informazioni – vengono oggi applicati grazie a strumenti digitali, con costi ridotti e capacità di penetrazione aumentata.
Questo spostamento dagli archivi fisici a quelli algoritmici rende più difficile tracciare responsabilità e percorsi delle informazioni, ampliando il mercato grigio dei dati. L’inchiesta di Milano non riguarda solo celebrità e top manager: evidenzia un rischio strutturale per la privacy di qualunque cittadino esposto, anche indirettamente, a banche dati vulnerabili e operatori senza reali controlli. La questione centrale diventa come bilanciare esigenze investigative, libertà economica e diritto fondamentale alla protezione dei dati, alla luce delle norme europee e dei poteri effettivi delle autorità di vigilanza.
FAQ
Chi sono i principali indagati nel caso Equalize?
Al momento sono indagate 81 persone tra ex poliziotti, ex agenti dei servizi, hacker, intermediari finanziari e presunti trafficanti di dossier, secondo gli atti dell’inchiesta milanese.
Quali categorie di persone sarebbero state spiato da Equalize?
Sarebbero stati monitorati imprenditori, manager, calciatori, artisti, giornalisti, banchieri e figure istituzionali, con centinaia di profili coinvolti secondo le prime ricostruzioni investigative disponibili.
Quali reati ipotizzano i magistrati di Milano?
Sono ipotizzati accessi abusivi a sistemi informatici, violazioni della privacy, trattamento illecito di dati e possibile associazione per delinquere, in un quadro ancora in evoluzione processuale.
In che modo il caso Equalize differisce dai dossieraggi del passato?
Si distingue perché privatizza strumenti tipici dei servizi segreti, sfruttando infrastrutture digitali, banche dati e hackeraggio, con potenziale impatto immediato su reputazioni e decisioni economiche sensibili.
Da quali fonti è stata ricostruita questa analisi giornalistica?
È stata elaborata congiuntamente a partire da notizie e materiali delle agenzie ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborati dalla nostra Redazione.

