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Perché le società “benefit” sono sempre più numerose in Italia

6 Febbraio 2019

Il concetto di Società Benefit è stato introdotto nel 2010 come “benefit corporation” negli Usa e ora è in fase di diffusione in vari Paesi del mondo. L’Italia è stato il primo Paese al di fuori degli Stati Uniti ad avere introdotto questo modello nel gennaio 2016.

L’ITALIA

Nel 2016, dopo due anni di lavoro, l’Italia è stata il primo Stato sovrano al mondo a dotarsi di una legge sulle Società Benefit, che già esistevano in 15 Stati degli USA e sono oggi una realtà in oltre 30 Stati del mondo, con modalità analoghe. Ad esempio la Colombia, secondo stato sovrano al mondo dopo l’Italia ad aver approvato una normativa in materia, ha introdotto nel corso del 2018 la forma giuridica di Benefit Corporation, equivalente alla Società Benefit italiana.

Molte società italiane potrebbero modificare il proprio statuto diventando una società benefit, nuova forma giuridica d’impresa (legge 208/2015) che integra nel proprio oggetto sociale una duplice finalità: oltre agli obiettivi di profitto persegue lo scopo di avere un impatto positivo sulla società e sull’ambiente, e si impegna a creare valore non solo per gli azionisti ma anche per gli altri portatori d’interesse. Recentemente, ad esempio, la società Chiesi, come pubblica www.eticanews.it , non si è limitata agli headquarters italiani, ma abbraccia altre filiali a livello globale. La filiale americana del gruppo, Chiesi Usa, grazie alla disponibilità della legge, è diventata anch’essa una benefit corporation e altre filiali come Brasile, Regno Unito, Germania, Spagna, Olanda e Francia, pur non disponendo della legge, hanno previsto un’integrazione statutaria ad hoc, con l’esplicitazione delle finalità di impatto sociale e ambientale.

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CHE COSA PREVEDE LA LEGGE

La legge non prevede uno specifico standard da utilizzare per la valutazione degli impatti, ma suggerisce la scelta di uno strumento che sia oggettivo, esaustivo, credibile ed efficace nella valutazione degli impatti. Inoltre, le Società Benefit sono tenute a individuare uno o più soggetti responsabili cui affidare funzioni e compiti volti al perseguimento delle finalità benefit.

ETICA ED ECONOMIA

Affermava già negli anni ‘30 il giurista americano, E.M. Dodd “Le attività di impresa sono permesse e incoraggiate dalla legge perché sono un servizio alla società piuttosto che fonte di profitto per i suoi proprietari” (Harvard Law Review, 1932)”.

E ribadisce Stefano Zamagni, Professore di Economia all’Università di Bologna: “Si tratta ora di non demordere, non prestando ascolto a falsi maestri.

LE SOCIETA’ BENEFIT

Tratto dal sito www.societabenefit.net

Le Società Benefit (SB) rappresentano una evoluzione del concetto stesso di azienda. Mentre le società tradizionali esistono con l’unico scopo di distribuire dividendi agli azionisti, le società benefit sono espressione di un paradigma più evoluto: integrano nel proprio oggetto sociale, oltre agli obiettivi di profitto, lo scopo di avere un impatto positivo sulla società e sulla biosfera.

Una Società Benefit è un nuovo strumento legale che crea una solida base per l’allineamento della missione nel lungo termine e la creazione di valore condiviso. Le società benefit proteggono la missione in caso di aumenti di capitale e cambi di leadership, creano una maggiore flessibilità nel valutare i potenziali di vendita e consentono di mantenere la missione anche in caso di passaggi generazionali o quotazione in borsa.

Non si tratta di Imprese Sociali o di una evoluzione del non profit, ma di una trasformazione positiva dei modelli dominanti di impresa a scopo di lucro, per renderli più adeguati alle sfide e alle opportunità dei mercati del XXI secolo. La Società Benefit consente a imprenditori, manager, azionisti e investitori di proteggere la missione dell’azienda e distinguersi sul mercato rispetto a tutte le altre forme societarie attraverso una forma giuridica virtuosa e innovativa.

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Paolo Brambilla

Consigliere Ordine dei Giornalisti di Lombardia. PhD, MBA, CPA, MD

Paolo Brambilla, bocconiano, ha seguito il mondo economico-finanziario per molti anni. Giornalista pubblicista dal 1993. Direttore responsabile di LMF La Mia Finanza Sostenibile. Direttore responsabile di Trendiest Media Agenzia di stampa e Consigliere dell'Ordine dei Giornalisti di Lombardia, scrive di finanza, cultura e innovazione digitale su varie testate. Rotariano, è stato Assistente del Governatore del Distretto 2041 e tuttora é un membro di Spicco del Rotary Milano 2041.

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