Pensioni, nuova strategia per aumentare l’assegno mensile: come funziona davvero la sterilizzazione dei contributi versati

Indice dei Contenuti:
Pensioni più alte: la guida dettagliata alla sterilizzazione dei contributi, come fare per prendere di più
Come funziona davvero la sterilizzazione
La cosiddetta sterilizzazione, o neutralizzazione, dei contributi è un meccanismo che permette di escludere dal calcolo pensionistico alcuni periodi assicurativi giudicati penalizzanti. Viene applicata solo alle anzianità con quota retributiva, quindi a chi ha almeno un contributo prima del 1° gennaio 1996.
Nel sistema retributivo contano le retribuzioni, in particolare quelle degli ultimi anni, e non tutti i contributi sono “buoni”: periodi con stipendi bassi possono abbassare la media e ridurre l’importo dell’assegno. Con la neutralizzazione si chiede all’INPS di cancellare, ai soli fini del calcolo, alcune annualità sfavorevoli, senza toccare le altre.
Non si tratta di una scelta automatica: va valutata caso per caso, perché eliminare contributi peggiori alza la media retributiva ma riduce l’anzianità complessiva. La convenienza dipende dall’intreccio tra requisiti maturati, tipo di pensione richiesta e pesi delle diverse quote (retributiva e contributiva) sulla prestazione finale.
Quando conviene e a chi è permessa
Possono chiedere la neutralizzazione solo i lavoratori con anzianità pre-1996, esclusi quindi i “contributivi puri”. I periodi tipicamente penalizzanti sono quelli segnati da NASpI, Cassa Integrazione, part-time involontario, forti riduzioni di orario o demansionamenti nella parte finale della carriera.
Per chi aveva già 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995, il calcolo retributivo si estende fino al 2011: proprio qui, spesso, si concentrano gli anni peggiori. Neutralizzandoli, la pensione retributiva viene ricalcolata senza quelle retribuzioni basse, con effetto potenzialmente molto rilevante sull’importo mensile.
Il limite è rigido: l’esclusione è consentita solo se, dopo il taglio, restano intatti i requisiti per la prestazione. Chi raggiunge il minimo contributivo per la pensione anticipata proprio grazie a quegli anni non può eliminarli, perché perderebbe il diritto stesso alla decorrenza già ottenuta o richiesta.
Domanda, ricalcolo e novità giurisprudenziali
La richiesta va presentata all’INPS in fase di domanda di pensione, indicando con precisione i periodi da neutralizzare, oppure dopo la liquidazione, chiedendo un ricalcolo. La normativa consente di escludere al massimo 5 anni di contributi sfavorevoli, anche non continuativi, purché la posizione assicurativa resti “autosufficiente” ai fini dei requisiti.
Una sentenza della Corte di Cassazione ha aperto un varco importante: chi è già in pensione anticipata può chiedere, al compimento dei 67 anni, la neutralizzazione dei periodi dannosi, perché in quel momento matura comunque il diritto alla pensione di vecchiaia con soli 20 anni di versamenti utili.
In pratica, chi oggi percepisce una pensione anticipata più bassa del previsto può ottenere, dopo i 67 anni, un ricalcolo sullo schema della vecchiaia, togliendo dal montante retributivo gli anni “magri”. Il risultato, se la media retributiva sale, è un aumento permanente dell’assegno.
FAQ
D: Chi può usare la neutralizzazione dei contributi?
R: Solo chi ha iniziato a versare prima del 1996 e ha una quota di pensione calcolata con il metodo retributivo.
D: I contributi sterilizzati vengono persi?
R: No, restano registrati ma non vengono considerati nel calcolo dell’importo, solo ai fini dell’anzianità utile.
D: Posso neutralizzare periodi di NASpI e Cassa Integrazione?
R: Sì, se quelle annualità abbassano la media retributiva e non sono necessarie per i requisiti minimi.
D: Esiste un tetto massimo di anni neutralizzabili?
R: Sì, la normativa consente di escludere fino a 5 anni di contributi penalizzanti.
D: Chi è nel sistema contributivo puro può chiedere la sterilizzazione?
R: No, perché in quel regime ogni euro versato genera quota di pensione e non esistono periodi “dannosi”.
D: È possibile chiedere la neutralizzazione dopo essere andati in pensione?
R: Sì, si può domandare all’INPS un ricalcolo, soprattutto al compimento dell’età per la vecchiaia.
D: Cosa ha deciso la Corte di Cassazione su questo tema?
R: La Corte di Cassazione ha riconosciuto che chi è in pensione anticipata può, a 67 anni, neutralizzare periodi sfavorevoli senza perdere il diritto alla prestazione.
D: Qual è la fonte giornalistica originale citata?
R: Le informazioni sono state rielaborate sulla base di un approfondimento di Money.it dedicato alla neutralizzazione dei contributi nel calcolo della pensione.




