OpenAI progetta smartphone proprietario con intelligenza artificiale avanzata per sfidare il dominio di iPhone
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OpenAI prepara uno smartphone AI per sfidare l’iPhone entro il 2028
OpenAI sta lavorando a un proprio smartphone di nuova generazione, interamente incentrato sull’intelligenza artificiale, destinato a competere direttamente con l’iPhone.
Secondo indiscrezioni provenienti dalla catena di fornitura asiatica, il progetto è guidato da Sam Altman e dal celebre designer ex Apple Jony Ive, con una tabella di marcia che punta alla produzione di massa nel 2028.
L’iniziativa nascerebbe dalla convinzione che l’AI generativa richieda un nuovo tipo di dispositivo, capace di agire come agente autonomo per l’utente, superando il modello basato su sistema operativo tradizionale e griglia di app.
In sintesi:
- OpenAI sviluppa uno smartphone AI-first per competere frontalmente con l’iPhone.
- Collaborazioni tecniche con MediaTek, Qualcomm e produzione affidata a Luxshare.
- Agenti AI destinati a sostituire l’attuale modello di sistema operativo mobile.
- Produzione di massa prevista nel 2028, definizione specifiche entro il 2026-2027.
Un telefono progettato attorno agli agenti di intelligenza artificiale
Le nuove indiscrezioni, rilanciate dall’analista Ming-Chi Kuo, delineano un progetto industriale già strutturato. “OpenAI sta collaborando con MediaTek e Qualcomm per sviluppare processori per smartphone e Luxshare è il partner esclusivo per il co-design e la produzione del sistema. La produzione di massa è prevista per il 2028. Le specifiche e i fornitori dovrebbero essere definiti entro la fine del 2026 o il primo trimestre del 2027”, riporta Kuo.
Il dispositivo non sarebbe pensato come un classico telefono con icone e app, ma come un terminale capace di agire autonomamente per conto dell’utente, orchestrato da “agenti AI” che sostituirebbero molte funzioni del sistema operativo. In questo scenario, l’interfaccia diventerebbe conversazionale e predittiva, con automazioni profonde su messaggi, email, acquisti, ricerca e produttività.
Un post di Sam Altman su X rafforza la portata del cambio di paradigma: “feels like a good time to seriously rethink how operating systems and user interfaces are designed (also the internet; there should be a protocol that is equally usable by people and agents)”. Il messaggio indica la volontà di ripensare non solo il telefono, ma l’intero rapporto tra utenti, agenti AI e rete.
Le sfide per scardinare l’ecosistema iPhone e i possibili scenari
In una fase iniziale OpenAI aveva valutato formati alternativi – smart speaker o occhiali intelligenti – per aggirare l’egemonia di Apple. Le ultime mosse indicano però che lo smartphone resterà il punto nevralgico dell’interazione digitale, almeno per il prossimo decennio, e che la sfida dovrà giocarsi proprio su questo terreno.
Una visione che contrasta con quella di Aravind Srinivas, CEO di Perplexity, secondo cui “l’iPhone non verrà affatto scardinato dall’intelligenza artificiale”, anzi l’AI lo renderebbe ancora più centrale.
OpenAI sembra però intenzionata a investire capitali, talento di design e partnership industriali per dimostrare il contrario. Se il progetto rispetterà la roadmap 2026‑2028, il mercato mobile potrebbe trovarsi davanti al primo vero tentativo credibile di ridefinire l’idea stessa di smartphone, passando da dispositivo controllato dall’utente a hub di agenti autonomi supervisati dall’utente.
FAQ
Quando potrebbe arrivare sul mercato lo smartphone di OpenAI?
Le indiscrezioni indicano una produzione di massa nel 2028, con definizione delle specifiche tecniche tra fine 2026 e inizio 2027.
Chi sta collaborando con OpenAI sul fronte hardware e produzione?
OpenAI collaborerebbe con MediaTek e Qualcomm per i processori, mentre Luxshare sarebbe partner esclusivo per co-design e produzione.
In cosa sarebbe diverso lo smartphone OpenAI rispetto agli attuali iPhone e Android?
Sarebbe diverso perché progettato attorno ad agenti di intelligenza artificiale, in grado di sostituire molte funzioni del sistema operativo tradizionale e delle singole app.
Il progetto prevede anche altri dispositivi oltre allo smartphone?
Sì, OpenAI avrebbe valutato formati alternativi come smart speaker e occhiali intelligenti, ma lo smartphone resta il focus principale.
Quali sono le fonti utilizzate per questa ricostruzione giornalistica?
Le informazioni derivano da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.



