Olimpiadi, Sala rompe il silenzio e sfida Piantedosi sulla sicurezza

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Olimpiadi, Sala: “Sull’Ice in Italia non mi sento tutelato da Piantedosi”. Portavoce degli agenti Usa: “Ci saremo”
Scontro istituzionale sulla sicurezza ai Giochi
Le parole del sindaco di Milano Giuseppe Sala, che accusa il Viminale di non garantire adeguata tutela sulla presenza in Italia di agenti dell’agenzia federale statunitense Ice, hanno aperto una frattura politica a pochi giorni dall’avvio delle Olimpiadi invernali. In diretta su Rtl 102.5, il primo cittadino ha definito l’agenzia “una milizia che uccide”, citando i recenti casi di cittadini statunitensi, come Renee Good e Alex Pretti, uccisi durante operazioni antimigranti a Minneapolis documentate da numerosi video online.
Al centro del contendere c’è il piano di sicurezza delle delegazioni americane a Milano-Cortina, rivelato da un’inchiesta de il Fatto Quotidiano, secondo cui l’Immigration and Customs Enforcement parteciperà alla protezione di atleti e dignitari Usa. Sala chiede che l’Italia sappia “dire no a Donald Trump” quando pratiche e standard operativi non sono in linea con il modello democratico italiano di ordine pubblico.
Le sue dichiarazioni hanno immediatamente spostato il dibattito da tema tecnico a caso politico internazionale, intrecciando sicurezza dei Giochi, rapporti con gli Stati Uniti e percezione pubblica delle pratiche di contrasto all’immigrazione irregolare adottate dall’Ice sul territorio americano.
Posizione del governo italiano e ruolo dell’Ice
Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha ribadito che sul suolo nazionale “ogni attività di ordine e sicurezza pubblica è gestita, senza possibilità di deroghe, dal ministero dell’Interno, prefetture e questure”, negando che l’Ice possa svolgere attività di polizia o controlli migratori in Italia. In un primo momento aveva minimizzato l’eventuale presenza di agenti Usa, ma le precisazioni dell’ambasciata statunitense hanno reso evidente un coordinamento già rodato in altri eventi olimpici.
Un portavoce Ice, citato dall’agenzia Afp, ha confermato che il servizio di sicurezza interna dell’agenzia affiancherà il Servizio di sicurezza diplomatica del Dipartimento di Stato e le autorità italiane nel valutare rischi legati a organizzazioni criminali transnazionali, sottolineando che tutte le operazioni resteranno sotto comando italiano e che l’Ice non svolge enforcement migratorio all’estero.
Fonti di sicurezza indicano il coinvolgimento della componente investigativa Homeland Security Investigations, già attiva in numerose ambasciate. Un ruolo focalizzato su intelligence, analisi dei flussi criminali e protezione di figure chiave quali il vicepresidente J.D. Vance e il segretario di Stato Marco Rubio, senza esportare le controverse pratiche antimigranti adottate sul territorio Usa.
Ricadute politiche e diplomatiche
La vicenda arriva in un momento delicato per i rapporti tra il governo guidato da Giorgia Meloni e l’area trumpiana del Partito Repubblicano. Roma ha già marcato distanze su dossier come la governance per Gaza e il giudizio sulla postura europea in Afghanistan, mentre in Italia cresce l’eco delle proteste statunitensi contro gli abusi attribuiti all’Ice. In questo quadro, la gestione della sicurezza olimpica diventa banco di prova di autonomia politica e credibilità internazionale.
Anche nel centrodestra emergono sfumature diverse: il vicepremier Matteo Salvini non esclude la presenza di forze Usa purché rispettino le leggi italiane, mentre il ministro degli Esteri Antonio Tajani richiama la distinzione netta tra arresto legittimo e uso letale della forza. Dall’opposizione arrivano accuse durissime da esponenti come Barbara Floridia, Sandro Ruotolo e Angelo Bonelli, che definiscono l’Ice “milizia di assassini” e contestano il presunto allineamento del governo a Trump.
Le istituzioni regionali, con il governatore Attilio Fontana, oscillano tra rassicurazioni e rettifiche, alimentando incertezza comunicativa. Intanto il Viminale rivendica pieno controllo operativo, mentre la diplomazia lavora a un equilibrio che consenta agli Usa di proteggere le proprie delegazioni senza intaccare sovranità e standard di diritti fondamentali garantiti dall’ordinamento italiano.
FAQ
D: L’Ice potrà effettuare controlli sull’immigrazione in Italia durante i Giochi?
R: No, secondo il Viminale e il portavoce Ice, l’agenzia non svolgerà attività di enforcement migratorio sul territorio italiano.
D: Chi avrà il comando delle operazioni di sicurezza durante le Olimpiadi?
R: La responsabilità resterà esclusivamente alle autorità italiane, in particolare ministero dell’Interno, prefetture e questure.
D: Quale ruolo è previsto per l’Homeland Security Investigations?
R: Fornirà supporto investigativo e di intelligence su minacce criminali transnazionali e sulla protezione delle personalità Usa.
D: Perché il sindaco Sala critica con tanta durezza l’Ice?
R: Denuncia metodi ritenuti violenti e arbitrari nelle operazioni antimigranti negli Stati Uniti, giudicandoli incompatibili con il modello italiano di sicurezza.
D: Cosa ha dichiarato ufficialmente l’Ice sulla propria presenza in Italia?
R: Ha confermato un supporto al Servizio di sicurezza diplomatica Usa e al Paese ospite per la gestione dei rischi, nel rispetto dell’autorità italiana.
D: Qual è la posizione di Matteo Piantedosi?
R: Sostiene che non vi saranno operazioni Ice autonome in Italia e che ogni attività di ordine pubblico resta prerogativa delle forze italiane.
D: Quali sono le principali critiche delle opposizioni?
R: Temono un’ingerenza statunitense nella sicurezza olimpica e accusano il governo di subalternità politica verso Donald Trump.
D: Quale testata ha rivelato per prima il coinvolgimento dell’Ice ai Giochi?
R: L’informazione è stata riportata da il Fatto Quotidiano, che ha ricostruito i piani di protezione delle delegazioni americane.




