Ma come applicare blockchain del mondo reale in modo che sia veramente efficace

La nuova minaccia alla privacy personale potrebbe arrivare da Facebook Home attaccata in rete dagli utenti e dagli esperti blogger

9 Aprile 2013

Mark Zuckerberg presenta Facebook Home e subito scoppia la polemica.

Stando a quanto denunciato da riviste ed esperti, la personalizzazione di Android che mette al centro dello smartphone il più celebre social network del momento metterebbe a rischio la privacy degli utenti.

Per spiegare il motivo di questo timore, però, è necessario andare per gradi.

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Facebook Home è un’applicazione per gli smartphone che hanno per sistema operativo Android e che trasforma un telefono, per dirlo con le parole di Zuckerberg, “in un dispositivo social”.

Lo smartphone, quindi, diventa una sorta di propaggine del social network, dando inizio ad “una nuova modalità d’uso dei dispositivi mobili”.

Quest’idea nuova ed innovativa, però, è stata subito bersagliata dalle critiche di chi sostiene che, attraverso la nuova interfaccia, sarebbero in pericolo l’integrità e la riservatezza dei dati personali che fanno riferimento all’utente.

Il motivo principale che sta alla base di questa critica è che l’applicazione permetterà allo smartphone una connessione costante con Facebook, il quale continuerà a raccogliere informazioni relative alla raccolta dati e alla localizzazione dell’utente fino a quando lo stesso non disattiverà queste funzioni.

In linea teorica, il social creato da Zuckerberg potrebbe dunque individuare l’indirizzo di residenza dell’utente, i luoghi in cui ci si trova durante la giornata, quelli che si frequenta più costantemente, come le abitazioni dei parenti più stretti, del proprio partner, del luogo di lavoro.

Insomma, chi critica la nuova applicazione afferma che con Facebook Home si rischia il pedinamento perpetuo.

La portata di queste valutazioni è stata così ampia che lo staff di Facebook non ha potuto evitare di rispondere per le rime, e lo ha fatto attraverso il blog ufficiale.

Secondo il team le critiche mosse sono infondate perchè la nuova app sarebbe soggetta alle medesime regole che già valgono per il resto della rete e non si discosterebbe dalle preferenze che ogni utente stabilisce nelle impostazioni dell’account.

In pratica, la funzione del tracciamento della posizione del soggetto non sarebbe sostanzialmente diversa da quella che già esiste sull’app del social attualmente usata da milioni di persone in tutto il mondo.

In più, Facebook Home registrerà quali applicazioni vengono lanciate sul telefono e quali no, ma non andrà oltre: non potrà dunque entrare nelle app e “sbirciare” cosa si fa o cosa si scrive.

Insomma, secondo il team di Zuckerberg, l’applicazione raccoglierà “informazioni quando s’interagisce, per esempio cliccando ‘mi piace’, commentando un post o inviando un messaggio”, ma questi dati verranno conservati per novanta giorni in maniera del tutto anonima e saranno utilizzati esclusivamente dai programmatori per “migliorare il servizio e il suo funzionamento”.

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