Niscemi travolta dalla frana, evacuazioni record e timori per nuove voragini

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Frana a Niscemi, oltre mille evacuati: «Scenario peggiore di ogni previsione»
Frana e paura
La frana che ha colpito Niscemi, in provincia di Caltanissetta, ha costretto oltre mille residenti a lasciare le proprie abitazioni in poche ore, trasformando una zona già classificata a elevato rischio idrogeologico in un vero scenario di crisi. Le prime verifiche tecniche parlano di un dissesto profondo, con crolli e cedimenti che hanno superato ogni modello previsionale elaborato negli ultimi decenni.
Sul posto sono intervenuti immediatamente la Protezione civile, il prefetto di Caltanissetta, i tecnici comunali e i responsabili del Genio civile, coordinando l’evacuazione delle aree più esposte. Il campo tende è stato allestito già dal tardo pomeriggio, consentendo alle famiglie di trovare un primo riparo, mentre molte persone avevano scelto autonomamente di allontanarsi dalle case, spaventate dai boati e dalle crepe sempre più estese.
All’alba, le riprese con i droni hanno restituito un quadro ancora più drastico, con porzioni di versante sprofondato e infrastrutture compromesse. Gli esperti parlano di «evento di dimensioni eccezionali», evidenziando la necessità di monitoraggi h24 e di uno schema di emergenza prolungato nel tempo.
Scenario geologico estremo
Le immagini e i rilievi mostrano salti di quota di 25-30 metri lungo un fronte sabbioso altamente instabile, con fratture diffuse che attraversano edifici, strade e sottoservizi. I tecnici incaricati, tra cui l’ingegnere geologo Di Pietro, spiegano che il movimento del terreno non si è ancora arrestato e potrebbe propagarsi verso l’interno del centro abitato, coinvolgendo ulteriori isolati.
In diversi punti è affiorata la falda freatica, con fuoriuscita di acqua e argilla dal sottosuolo, segnale di una rottura profonda dell’assetto geologico locale. Questo comportamento, definito dagli esperti come «collasso strutturale del versante», impone prudenza assoluta rispetto a qualunque ipotesi di rientro rapido degli sfollati. Secondo le ricostruzioni storiche, negli anni Novanta erano stati registrati movimenti franosi, ma su scala molto più ridotta e con impatti contenuti sul tessuto urbano.
Le mappe di rischio, pur segnalando criticità significative, non avevano contemplato una destabilizzazione di tale profondità e velocità. La differenza con gli eventi precedenti è giudicata «netta» dagli specialisti, che auspicano nuovi studi di dettaglio su tutto il perimetro urbano classificato a rischio idrogeologico elevato.
Città isolata e sfollati
Una vasta porzione del centro urbano, comprendente i quartieri di Santa Croce, Trappeto e l’area di via Popolo, è stata dichiarata ad altissimo pericolo e sgomberata. Decine di edifici sono già stati catalogati come inagibili a tempo indeterminato e molti altri saranno oggetto di perizie approfondite, con la concreta possibilità di abbattimenti mirati per evitare crolli improvvisi. Nel breve periodo, sottolineano i tecnici, il rientro nelle abitazioni resta escluso.
La viabilità è stata pesantemente colpita: le provinciali SP10 e SP12 risultano chiuse, mentre l’unica arteria ancora percorribile attraversa una zona a sua volta in osservazione. Questo isolamento parziale complica la logistica dei soccorsi e il trasporto di beni essenziali, costringendo le autorità locali a predisporre percorsi alternativi e presidi permanenti.
Le scuole rimangono chiuse e una parte dei servizi pubblici è stata trasferita in strutture provvisorie. Per gli oltre mille evacuati, ospitati tra tendopoli, palazzetti e sistemazioni autonomamente reperite, il futuro resta incerto: si parla di settimane, forse mesi, prima di poter definire una strategia stabile di ricostruzione e di eventuale delocalizzazione delle aree più compromesse.
FAQ
D: Quante persone sono state evacuate a seguito della frana?
R: Le stime aggiornate indicano oltre mille residenti costretti a lasciare le proprie abitazioni.
D: Quali sono le zone maggiormente colpite nel territorio comunale?
R: I danni più gravi riguardano i quartieri di Santa Croce, Trappeto e l’area di via Popolo, interessati da crepe diffuse e cedimenti del terreno.
D: Chi coordina le operazioni di emergenza sul posto?
R: Le attività sono gestite dalla Protezione civile in collaborazione con il prefetto di Caltanissetta, il Comune di Niscemi e i tecnici del Genio civile.
D: Quanto è esteso il movimento franoso in termini di dislivello?
R: I rilievi effettuati con droni e strumenti topografici registrano salti di quota tra i 25 e i 30 metri su un fronte particolarmente instabile.
D: È possibile un rientro rapido degli sfollati nelle loro case?
R: No, nel breve periodo il rientro è escluso: saranno necessarie settimane o mesi per valutare la stabilizzazione del terreno.
D: Qual è l’impatto sulla viabilità e sui collegamenti esterni?
R: Le strade provinciali SP10 e SP12 sono chiuse e il paese risulta parzialmente isolato, con una sola arteria ancora praticabile ma monitorata.
D: Questo evento è paragonabile alle frane registrate in passato nella stessa area?
R: Gli esperti sottolineano che i movimenti storici degli anni Novanta erano di scala inferiore; l’episodio attuale è considerato senza precedenti per profondità e ampiezza.
D: Qual è la fonte giornalistica di riferimento per l’evento descritto?
R: Le informazioni principali sulla frana e sulle evacuazioni derivano da cronache locali e da un approfondimento pubblicato da un quotidiano nazionale, indicato come fonte giornalistica originale del caso.




