Nexobrid il farmaco che manca in Italia: come funziona davvero e perché è cruciale per i feriti
Indice dei Contenuti:
Contesto e impatto della tragedia di Crans-Montana
Crans-Montana, teatro della strage di Capodanno, è in Svizzera, ma l’onda d’urto ha attraversato il confine italiano per la presenza di numerosi giovani connazionali nel bar Le Constellation. Tra loro ci sono vittime e feriti, alcuni trasferiti e curati in strutture del Servizio sanitario nazionale. L’evento ha aperto un fronte di riflessione sulla capacità di risposta clinica in caso di analoghe emergenze in Italia.
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Il tema più sensibile emerso riguarda la disponibilità di farmaci specifici per le ustioni, cruciali nelle prime fasi terapeutiche dopo un incendio in ambiente chiuso. La gestione dei pazienti richiede protocolli rapidi, personale specializzato e accesso a prodotti salvavita in tempi strettissimi.
La tragedia ha quindi messo in luce possibili vulnerabilità logistiche e organizzative, in particolare sul fronte dell’approvvigionamento di medicinali essenziali. È un banco di prova per i centri ustioni e per le reti di emergenza che collegano pronto soccorso, rianimazioni e reparti specialistici, con ripercussioni dirette sui tempi di trattamento e sugli esiti clinici.
Carenza del Nexobrid in Italia e implicazioni cliniche
Nexobrid, tra i trattamenti indicati per le ustioni dei ragazzi coinvolti a Crans-Montana, risulta inserito nell’elenco dei farmaci carenti dell’Agenzia Italiana del Farmaco. La mancanza sul territorio nazionale impatta la finestra terapeutica nelle prime ore, quando la rimozione selettiva dell’eschar può ridurre complicanze e trasferimenti in sala operatoria.
La carenza obbliga i centri ustioni a pianificare scorte, attivare procedure d’urgenza e valutare alternative, con possibili ritardi nell’avvio delle terapie e maggiore ricorso a debridement chirurgico. AIFA, nel novembre 2025, ha autorizzato l’importazione di medicinali analoghi per garantire continuità assistenziale, ma i tempi logistici restano un punto critico.
In assenza del prodotto, aumentano i rischi di estensione del danno tissutale, infezioni e necessità di interventi multipli, con impatto su degenza e outcome funzionale. È decisivo il coordinamento tra centri di riferimento, farmacie ospedaliere e 118 per assicurare disponibilità tempestiva e uniformità di trattamento sul territorio.
Cos’è il Nexobrid e come agisce nelle ustioni
Nexobrid è un agente enzimatico per il debridement selettivo delle ustioni termiche, formulato come gel a base di bromelina purificata. Agisce sciogliendo in modo mirato il tessuto necrotico (eschar) senza compromettere il derma vitale, favorendo una più rapida valutazione della profondità e pianificazione terapeutica.
L’applicazione avviene entro le prime ore-giorni dall’evento, dopo preparazione del letto di ferita e anestesia adeguata. Il contatto controllato consente la rimozione dell’eschar con minore sanguinamento rispetto al debridement chirurgico, riducendo l’esposizione a sale operatorie e potenziali complicanze.
Il debridement chimico-enzimatico supporta un controllo più efficace della carica batterica, può limitare l’area da innestare e preservare strutture residue, con impatto positivo su esiti funzionali ed estetici. L’efficacia dipende da selezione dei pazienti, estensione e sede della lesione, oltre che dalla tempestività d’uso e da un protocollo antisepsi-analgesia rigoroso.
FAQ
- Che cos’è Nexobrid?
Nexobrid è un gel enzimatico a base di bromelina per rimuovere selettivamente il tessuto necrotico nelle ustioni. - Quando va utilizzato?
Nelle prime ore-giorni dall’ustione, secondo protocolli dei centri ustioni e previa adeguata analgesia/anestesia. - Qual è il principale beneficio clinico?
Debridement selettivo senza danneggiare il tessuto vitale, con riduzione di interventi chirurgici e complicanze. - Riduce il rischio di infezioni?
La rimozione rapida dell’eschar contribuisce al controllo della carica batterica e facilita la gestione locale. - È adatto a tutte le ustioni?
L’indicazione riguarda ustioni termiche; la scelta dipende da profondità, estensione e valutazione specialistica. - Richiede sala operatoria?
Generalmente no, ma servono setting protetti, monitoraggio e competenze dei centri ustioni. - Fonte giornalistica
Articolo di riferimento: dominio del sito di ispirazione non specificato nell’incarico.




