Netflix nel mirino antitrust dopo l’intesa con Warner Bros Discovery

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Accordo Netflix-WBD: possibile indagine antitrust
Nuova offerta e scontro tra colossi
L’ultima mossa di Netflix sul dossier Warner Bros. Discovery ha cambiato radicalmente gli equilibri di negoziazione, con un’offerta da 82,7 miliardi di dollari interamente in contanti per gli asset entertainment, escludendo i canali via cavo destinati allo spin-off in Discovery Global entro il 30 giugno 2026. La proposta “cash only” è arrivata dopo il calo del titolo in Borsa, riducendo il rischio per gli azionisti e rendendo più trasparente la valutazione dell’operazione.
Il board di WBD ha accolto positivamente il cambio di struttura, aprendo di fatto la strada a una fase negoziale più avanzata rispetto alla concorrente Paramount Skydance, che aveva messo sul piatto 108,4 miliardi di dollari, includendo anche i canali TV lineari. La dimensione dell’operazione resta comunque tale da attirare l’attenzione delle autorità antitrust statunitensi e internazionali, in un mercato dove la concentrazione tra piattaforme streaming e cataloghi premium è sotto osservazione costante.
La controparte Paramount, rimasta indietro nella corsa a causa di debiti elevati e capitalizzazione ridotta, contesta però apertamente l’orientamento del consiglio di WBD, sostenendo che gli azionisti non avrebbero ricevuto tutte le informazioni necessarie per una valutazione consapevole delle offerte in campo.
Pressioni regolatorie e rischio antitrust
Il fronte regolatorio è diventato il terreno chiave della partita dopo le dichiarazioni di Brendan Carr, presidente della Federal Communications Commission, che ha messo in guardia sui rischi concorrenziali legati a un’eventuale integrazione tra Netflix e WBD. Pur non avendo competenza diretta sulle fusioni – materia di FTC e Dipartimento di Giustizia – la FCC esercita un ruolo cruciale su licenze broadcast e può incidere sul contesto politico e regolatorio.
Secondo i dati citati da Paramount, l’operazione potrebbe spingere la quota di mercato dello streaming di Netflix fino al 43%, rafforzando una posizione già dominante e potenzialmente favorendo aumenti di prezzo e riduzione di scelta per utenti e produttori indipendenti. Il tema si intreccia con le nuove linee guida antitrust USA, più severe rispetto al passato sulle concentrazioni nei mercati digitali.
Per contro, l’acquisizione da parte di Paramount Skydance viene dipinta come meno problematica in termini di concentrazione, dato il peso nettamente inferiore di Paramount+ rispetto a Netflix. Proprio questa asimmetria è al centro della narrazione con cui Paramount prova a convincere autorità e azionisti che il vero rischio strutturale per la concorrenza nascerebbe solo dallo scenario guidato da Netflix.
Strategie politiche e mosse degli azionisti
La dimensione politica dell’operazione è emersa con forza con il coinvolgimento di David Ellison, CEO di Paramount Skydance, e del padre Larry Ellison, fondatore di Oracle e figura vicina a Donald Trump. Il precedente ruolo di Larry Ellison nel dossier TikTok USA, dove ha sostenuto la cordata industriale americana, alimenta l’ipotesi di un possibile intervento mirato per sollecitare un controllo più rigoroso sulla proposta di acquisizione targata Netflix.
Parallelamente, Paramount ha intrapreso una linea aggressiva sul fronte legale, denunciando WBD per presunte omissioni informative verso gli azionisti e invitando formalmente a votare contro l’offerta concorrente. La strategia punta a rallentare l’iter dell’operazione e a guadagnare tempo per rinegoziare condizioni o costruire un fronte politico-regolatorio più favorevole.
Dal canto suo, il co-CEO di Netflix, Greg Peters, si mostra convinto della solidità industriale e finanziaria della proposta, sostenendo che l’integrazione con il catalogo WBD rafforzerebbe la capacità di investimento in contenuti originali e franchising globali, in un momento in cui la scala del portafoglio IP è il principale vantaggio competitivo nello streaming.
FAQ
D: Perché l’offerta di Netflix è passata a “cash only”?
R: Per proteggere gli azionisti dal calo del titolo e rendere l’operazione più certa e facilmente valutabile.
D: Qual è il nodo principale per le autorità antitrust?
R: Il rischio che la quota di mercato di Netflix nello streaming diventi eccessiva, riducendo concorrenza e scelta per i consumatori.
D: In cosa differisce la proposta di Paramount Skydance?
R: Include anche i canali TV lineari di WBD e si basa su una realtà con peso di mercato inferiore rispetto a Netflix.
D: Perché la FCC viene coinvolta se non decide sulle fusioni?
R: Perché gestisce le licenze di trasmissione e può influenzare il quadro politico e regolatorio complessivo.
D: Che ruolo ha Brendan Carr in questo scenario?
R: Ha segnalato i potenziali effetti anticoncorrenziali dell’operazione, alimentando il dibattito pubblico e istituzionale.
D: Perché Paramount ha fatto causa a WBD?
R: Contesta di non aver ricevuto tutte le informazioni necessarie per permettere agli azionisti una scelta consapevole.
D: Quanto pesa il legame tra Larry Ellison e Donald Trump?
R: Può facilitare pressioni politiche per un maggiore scrutinio governativo sull’offerta di Netflix e sull’intero deal.
D: Qual è la fonte giornalistica originale citata?
R: Le informazioni di partenza provengono da una ricostruzione giornalistica dedicata al confronto tra offerta Netflix e offerta Paramount Skydance su WBD.




