Milano-Cortina scandalo tedofori, esclusi miti dello sport: bufera politica e domande sui criteri
Indice dei Contenuti:
Proteste degli atleti esclusi
Silvio Fauner, oro olimpico a Lillehammer ’94, ha acceso la polemica denunciando l’esclusione di numerosi campioni dalla staffetta della fiamma di Milano-Cortina 2026. Secondo l’ex fondista, il malcontento raccolto tra colleghi riguarda “10 atleti e 35 medaglie olimpiche”, a fronte della presenza di influencer, attori, chef e cantanti tra i tedofori selezionati. La protesta evidenzia un criterio percepito come distante dallo spirito olimpico e irrispettoso verso chi ha scritto pagine della storia sportiva italiana.
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Fauner parla di “offesa” e critica la preferenza accordata a personaggi dello spettacolo che non rappresentano le discipline olimpiche. Alla sua voce si sono aggiunte figure come Giorgio D’Urbano, Kristian Ghedina, Ilaria Bianchi e Matteo Tagliariol, che lamentano l’assenza di contatti diretti e un coinvolgimento strutturato dei campioni. Le reazioni convergono su un punto: le leggende dello sport, soprattutto invernale, si aspettavano un invito ufficiale e non una candidatura via form online.
Il nodo non riguarda solo la visibilità, ma il riconoscimento del merito sportivo nella narrazione dei Giochi. Gli atleti contestano una selezione percepita come guidata dal richiamo mediatico, chiedendo che tra i 10.001 tedofori la priorità fosse riservata a olimpionici e protagonisti storici dello sport azzurro. L’assenza di criteri trasparenti alimenta la frattura con il comitato organizzatore e solleva interrogativi sulla coerenza con i valori della fiaccola.
Scaricabarile tra fondazione, sponsor e Coni
La Fondazione Milano-Cortina ha indicato una responsabilità condivisa nella selezione, citando il ruolo degli sponsor Coca-Cola ed Eni nella definizione dei profili dei tedofori. Il Coni ha precisato di occuparsi dei soli portabandiera, prendendo le distanze dall’elenco complessivo della staffetta. Nel frattempo, la procedura ufficiale prevedeva un form online aperto al pubblico, senza convocazioni dirette strutturate per i campioni olimpici.
La mancanza di un protocollo chiaro ha generato sovrapposizioni e attese disattese: la Fondazione sosteneva di confidare nel coinvolgimento dei grandi nomi tramite il Coni, mentre il Coni rimandava alla governance operativa della Fondazione e ai partner commerciali. Ne è derivata una catena decisionale frammentata, con criteri non comunicati e percepiti come orientati al richiamo mediatico.
Molti ex atleti riferiscono di non aver ricevuto contatti diretti, a differenza di personaggi dello spettacolo selezionati con inviti personali. La distanza tra il canale “aperto” del form e le scelte mirate per celebrità ha alimentato l’accusa di scarsa trasparenza. Il risultato è un vuoto di responsabilità che ha isolato le leggende dello sport, minando l’aderenza ai valori simbolici della fiaccola.
Scontro politico e richiesta di chiarimenti
La Lega ha definito “incomprensibile e sconcertante” la gestione dei tedofori, denunciando l’esclusione dei miti dello sport e rivendicando il ruolo del ministero guidato da Matteo Salvini nella realizzazione dei Giochi. La nota invoca una correzione immediata del percorso di selezione e un ribilanciamento a favore degli olimpionici.
Il ministro per lo Sport Andrea Abodi ha chiesto chiarimenti formali a Fondazione Milano-Cortina e Coni sui criteri adottati, segnalando la necessità di valorizzare “leggende e protagonisti della storia sportiva” tra i 10.001 partecipanti alla staffetta. Abodi ha definito “spiazzante” l’attuale quadro, collegando il tour della fiaccola ai valori che i tedofori devono saper rappresentare nei fatti.
La richiesta ministeriale punta a ottenere documentazione, responsabilità e parametri verificabili prima di una valutazione politica definitiva. Nel frattempo, l’opposizione interna al governo sul dossier sportivo torna a emergere, con pressioni per rivedere l’elenco e garantire un canale prioritario agli olimpionici italiani. L’obiettivo è evitare ulteriori frizioni istituzionali e ricomporre la narrazione pubblica della staffetta.
FAQ
- Perché è scoppiata la polemica sui tedofori?
Per l’assenza di numerosi campioni olimpici a favore di influencer e personaggi dello spettacolo. - Chi ha denunciato per primo il problema?
Silvio Fauner, oro a Lillehammer ’94, raccogliendo il malcontento di altri olimpionici. - Qual è la posizione della Lega?
Ha definito la selezione “incomprensibile e sconcertante” e chiede una soluzione immediata. - Cosa ha fatto il ministro Andrea Abodi?
Ha richiesto informazioni ufficiali a Fondazione Milano-Cortina e Coni sui criteri di selezione. - Chi gestisce la scelta dei tedofori?
La Fondazione Milano-Cortina con il coinvolgimento degli sponsor Coca-Cola ed Eni, mentre il Coni indica i portabandiera. - Qual è il nodo dei criteri?
Mancanza di parametri trasparenti e bilanciamento tra richiamo mediatico e merito sportivo. - Qual è la fonte giornalistica citata?
L’approfondimento è ispirato a quanto riportato da ilfattoquotidiano.it.




