Messico seduce i risparmiatori con il bond centenario: promessa di cedole ricche, ma il rischio sorprende davvero

Indice dei Contenuti:
Rendimento netto del 5% all’anno ‘per sempre’? Il bond centenario del Messico spiegato
Come funziona il bond centenario
Il bond ultralungo del Messico con scadenza 15 marzo 2115 (ISIN XS1218289103) è un titolo in euro con cedola fissa lorda del 4% annuo e vita residua di oltre 89 anni. È stato emesso a metà dello scorso decennio, quando i tassi di interesse globali erano ai minimi e molti emittenti sovrani hanno blindato il costo del debito a lunghissimo termine.
Oggi questo titolo quota sotto la pari: alla Borsa di Francoforte oscilla intorno a 70 centesimi per ogni euro di valore nominale. Chi acquista un lotto minimo da 100.000 euro di valore facciale paga circa 69.750 euro, ma a scadenza ne incasserà comunque 100.000, beneficiando di uno sconto superiore al 30% rispetto al rimborso finale.
La cedola annua di 4.000 euro va rapportata non ai 100.000 nominali, bensì ai 69.750 effettivamente investiti: il rendimento lordo sfiora così il 5,73%. Detraendo l’imposta del 12,5% sulle cedole, l’incasso si riduce a circa 3.500 euro annui, ossia un rendimento netto nell’ordine del 5%.
Rischi di tasso, credito e volatilità
Un titolo con duration di circa 16,7 anni è estremamente sensibile ai movimenti dei tassi: variazioni anche moderate dei rendimenti di mercato possono innescare oscillazioni di prezzo marcate. Chi compra deve accettare l’idea di poter registrare perdite in conto capitale se i tassi globali tornassero a salire in modo deciso.
Il profilo di credito del Messico resta comunque “investment grade”: rating BBB per S&P, BBB- per Fitch e Baa2 con outlook “negativo” per Moody’s. Il debito pubblico sotto il 60% del Pil appare gestibile, ma la crescita economica rimane debole: l’OCSE stima un +0,7% nel 2025 e +1,2% nel 2026, numeri modesti per una grande economia emergente.
Al 30 settembre il debito estero a breve termine era pari a 58,7 miliardi di dollari, coperto da quasi 110 miliardi di riserve valutarie, sufficienti però a garantire solo circa 3,5 mesi di importazioni. Questo limita il margine di manovra in caso di shock esterni prolungati sui mercati o sul commercio internazionale.
Il fattore Pemex e la dipendenza dagli USA
La zavorra più pesante per il rischio sovrano resta Pemex, la compagnia petrolifera statale caricata con circa 100 miliardi di debiti. Il supporto continuo del governo messicano alla società implica deficit potenzialmente più alti e un debito “ombra” che grava sulle finanze pubbliche, elemento che pesa direttamente sui rating.
Il rendimento netto al 5% incorpora quindi un rischio medio: non è un “pasto gratis”, ma il premio riconosciuto per comprare un titolo di un’economia emergente legata a doppio filo al ciclo globale. La forte esposizione verso gli Stati Uniti è centrale: l’80% delle esportazioni messicane è diretto al mercato americano, con un surplus commerciale vicino al 10% del Pil.
Gli annunci di dazi da parte di Washington in passato hanno fatto crollare il prezzo del bond centenario fino a 61 centesimi, spingendo il rendimento netto verso il 5,75%. Se in futuro il governo puntasse su una crescita trainata dalla domanda interna, con più deficit e debito, il 5% di oggi potrebbe diventare solo il margine minimo richiesto dagli investitori.
FAQ
Qual è la cedola del bond centenario messicano?
La cedola fissa lorda è del 4% annuo sul valore nominale.
Perché il rendimento netto arriva al 5%?
Perché il titolo quota sotto la pari: si incassa il 4% su 100 ma si investe circa 70, aumentando il rendimento effettivo.
In quale valuta è emesso il bond?
Il titolo è denominato in euro, eliminando il rischio di cambio per l’investitore dell’area euro.
Qual è il principale rischio di questo investimento?
La forte sensibilità ai tassi e il rischio di credito legato a Messico e alla controllata statale Pemex.
Che rating ha oggi il debito messicano?
Il debito sovrano è classificato investment grade: BBB, BBB- e Baa2 con outlook negativo.
Quanto è dipendente il Messico dagli Stati Uniti?
Circa l’80% delle esportazioni è diretto verso gli USA, con un ampio surplus commerciale.
Il rendimento può restare al 5% “per sempre”?
Resta finché si mantengono prezzo e cedole attuali, ma il valore di mercato può cambiare con tassi e rischio paese.
Da quale fonte giornalistica provengono i dati descritti?
Le informazioni e gli esempi numerici sono ripresi e rielaborati da un’analisi pubblicata su InvestireOggi a firma di Giuseppe Timpone.




