Mercosur, agricoltori in rivolta a Milano rovesciano latte e accusano il governo di tradimento

Indice dei Contenuti:
Protesta a Milano
Milano paralizzata dai mezzi agricoli: nella mattina di venerdì 8 gennaio centinaia di trattori hanno occupato il piazzale della Stazione Centrale, trasformandolo nell’epicentro di una protesta organizzata contro l’accordo Mercosur. Gli agricoltori hanno riversato latte sull’asfalto e disposto balle di fieno davanti alla sede della Regione, in un gesto simbolico di rottura con le istituzioni.
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La mobilitazione, compatta e visibile, ha inteso portare in primo piano l’allarme del comparto: “l’intesa metterà in crisi centinaia di migliaia di aziende agricole”, sostengono i promotori, denunciando una concorrenza ritenuta insostenibile.
I trattori, schierati a ridosso dei varchi di accesso, hanno scandito la giornata con presidi e slogan, mentre gli organizzatori rivendicavano la legittimità di un’azione definita «difensiva» per tutelare redditi e filiere.
Accuse al governo
Gli organizzatori puntano il dito contro il governo, accusato di aver ignorato gli allarmi arrivati da mesi dal settore e di aver aperto la strada all’intesa Mercosur senza adeguate tutele. In piazza si parla di “promesse disattese” e di un dialogo rimasto sulla carta, mentre i rappresentanti delle sigle agricole denunciano l’assenza di interventi rapidi su prezzi, dazi e controlli.
Secondo i manifestanti, l’esecutivo avrebbe sottovalutato il rischio di dumping, permettendo l’ingresso di prodotti importati a costi inferiori e con standard non allineati alle filiere italiane. La richiesta è di bloccare l’accordo e attivare misure immediate a difesa del reddito, con sostegni mirati e un sistema di tracciabilità più rigoroso.
Viene contestata anche la gestione istituzionale dell’emergenza: le proteste a Milano sono presentate come l’estrema conseguenza di un confronto mancato. “Siamo stati traditi”, ribadiscono dal piazzale della Stazione Centrale, chiedendo un tavolo permanente e garanzie vincolanti prima di qualsiasi ratifica.
FAQ
- Perché gli agricoltori accusano il governo? Per presunte promesse non mantenute e mancate tutele rispetto all’accordo Mercosur.
- Quali misure chiedono i manifestanti? Stop all’intesa, sostegni al reddito, controlli rafforzati e tracciabilità stringente.
- Che cos’è il rischio di dumping citato? L’ingresso di prodotti esteri a prezzi più bassi e con standard diversi che penalizzano le imprese italiane.
- Dove si è svolta la protesta? Nel piazzale della Stazione Centrale di Milano, con presidi e sversamenti simbolici di latte.
- Cosa contestano sulla gestione istituzionale? Un confronto ritenuto insufficiente e l’assenza di misure immediate.
- Qual è la richiesta politica centrale? Un tavolo permanente con garanzie vincolanti prima di qualsiasi ratifica dell’accordo.
Impatto del Mercosur su agricoltura
L’intesa Mercosur viene percepita dagli agricoltori come un moltiplicatore di squilibri competitivi: l’ingresso di derrate a basso costo rischia di comprimere i prezzi alla stalla e indebolire margini già erosi. Le aziende più esposte sono quelle del latte e delle carni, dove i costi di produzione italiani, legati a standard sanitari e ambientali elevati, non trovano adeguato riconoscimento sul mercato.
Senza clausole di salvaguardia, la maggiore pressione su prezzi e volumi può accelerare chiusure di stalle e riconversioni forzate, con effetti a catena sull’occupazione e sulle filiere di trasformazione. La tenuta delle aree interne dipende dalla redditività agricola: l’erosione dei ricavi mette a rischio servizi, presidio del territorio e investimenti in qualità.
Gli operatori chiedono controlli serrati su origine, residui e tracciabilità, oltre a parametri comuni su benessere animale e sostenibilità, per allineare il campo di gioco. Un sistema di etichettatura chiaro e verifiche ai confini è considerato essenziale per evitare dumping e garantire concorrenza leale, preservando il valore delle produzioni italiane.
FAQ
- Quali settori agricoli sono più vulnerabili? Latte e carni, per l’elevato costo di produzione e gli standard stringenti.
- Perché si teme un calo dei prezzi? L’import di prodotti a costi inferiori può comprimere i listini alla stalla.
- Quali ricadute sulle filiere? Possibili chiusure di aziende, perdita di posti di lavoro e crisi nella trasformazione.
- Cosa chiedono gli agricoltori per tutelarsi? Clausole di salvaguardia, tracciabilità rigorosa ed etichettatura chiara.
- Che ruolo hanno i controlli ai confini? Verificare origine e standard per prevenire dumping e concorrenza sleale.
- Perché è cruciale la sostenibilità? Uniformare i parametri ambientali garantisce mercato equo e tutela le produzioni italiane.




