Meloni lancia piano casa con affitti calmierati, sgravi fiscali e alloggi popolari
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Piano casa da 10 miliardi: cosa prevede, per chi, da quando
Il governo guidato da Giorgia Meloni ha presentato alla vigilia del 1° maggio un nuovo Piano casa da circa 10 miliardi di euro, più capitali privati, per affrontare l’emergenza abitativa in tutta Italia.
L’intervento, illustrato in conferenza stampa a Roma, punta a recuperare alloggi popolari inutilizzati, rafforzare l’housing sociale, attirare investimenti privati e velocizzare gli sfratti contro le occupazioni abusive.
Le misure, pensate in particolare per famiglie a medio-basso reddito, giovani e “fascia grigia” esclusa sia dalle case popolari sia dal libero mercato, dovranno dispiegare i loro effetti nei prossimi dieci anni, con l’obiettivo dichiarato di garantire “100mila case a prezzi calmierati in 10 anni, al netto delle case popolari”.
In sintesi:
- Piano casa da circa 10 miliardi tra fondi pubblici e grandi investimenti privati.
- Recupero di 60mila alloggi popolari oggi vuoti e non assegnabili.
- Fondo nazionale per l’housing sociale e procedure accelerate sugli sfratti.
- Sostegni all’affitto per genitori separati e onorari notarili ridotti.
Struttura del Piano casa e impatto su famiglie e mercato
Il nuovo Piano casa nasce da una dotazione pubblica iniziale di 970 milioni già prevista nelle leggi di Bilancio 2023-2025, rafforzata da circa 1,1 miliardi di fondi di coesione europei e da ulteriori stanziamenti nazionali, fino a un volume complessivo di circa 10 miliardi considerando l’effetto leva sugli investimenti privati.
Il progetto si articola in tre pilastri, ai quali si somma un intervento sugli sfratti. Il primo pilastro riguarda il recupero di circa 60mila alloggi popolari oggi non assegnabili per carenze strutturali: il governo stima lavori tra 15mila e 20mila euro per unità, con 1,7 miliardi già stanziati e fino a 4,8 miliardi aggiuntivi dai programmi di rigenerazione urbana, da distribuire ai Comuni tramite Dpcm previa intesa con Anci.
Il secondo pilastro concentra circa 3,6 miliardi di risorse nazionali ed europee sull’housing sociale, gestite da un fondo dedicato di Invimit, per ampliare l’offerta di affitti e vendite a prezzi calmierati.
Il terzo pilastro introduce un meccanismo di partenariato con i privati, rivolto alla “fascia grigia” che non rientra nei requisiti per l’edilizia popolare ma non regge i prezzi di mercato. Lo Stato offre semplificazioni procedurali, commissario straordinario per operazioni oltre 1 miliardo e incentivi, a fronte dell’obbligo per gli investitori di riservare, su 100 alloggi, 70 alloggi convenzionati con prezzi ridotti di almeno il 33% rispetto al mercato.
Per rafforzare l’offerta di abitazioni in locazione, il governo interviene anche sulle occupazioni abusive. Giorgia Meloni ha annunciato: “Interveniamo sulle procedure di notifica di esecuzione dello sfratto, tagliamo i tempi per le esecuzioni, introduciamo la procedura accelerata e d’urgenza per ottenere il titolo esecutivo per il rilascio dell’immobile. Ci occupiamo di liberare le case abusivamente occupate per restituirle ai legittimi proprietari, anche per aumentare la disponibilità di alloggi sul mercato”.
Il presidente di Confedilizia, Spaziani Testa, ha definito le misure “nella giusta direzione”, sottolineando sia l’urgenza del recupero dei 60mila alloggi popolari sia il valore della semplificazione degli sfratti per riattivare il mercato degli affitti e ridurre i canoni.
Nel contesto, la premier ha richiamato l’impennata dei prezzi immobiliari e dell’indice di “sforzo sul mutuo”: a Milano supera il 47% del reddito netto, a Roma il 36%, oltre la soglia di rischio del 33% utilizzata dalle banche. Due città, ha ricordato, oggi tra le più difficili d’Europa per un giovane che vuole acquistare casa.
Sostegni ai genitori separati e ruolo decisivo dei notai
Accanto al Piano casa generale, il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini ha annunciato un nuovo “sostegno all’affitto per i genitori separati”. Il contributo, tra 400 e 500 euro mensili per un anno, è destinato a chi lascia l’abitazione familiare dopo separazione o divorzio, spesso continuando a sostenere mutuo o affitto della casa dove rimane l’altro coniuge con i figli.
Le risorse previste sono 60 milioni di euro per il triennio 2026-2028, con una platea stimata di 15mila beneficiari. Matteo Salvini ha spiegato che, in molti contesti, “questi quattro barra cinquecento euro al mese ti fanno la differenza anche per avere un tetto sotto il quale incontrare tuo figlio quantomeno nel fine settimana”, sottolineando che il sostegno è rivolto sia a padri sia a madri.
Un altro tassello del piano riguarda il dimezzamento del costo dei notai su specifiche operazioni ad alta rilevanza sociale. Il Consiglio nazionale del Notariato ha espresso disponibilità a ridurre gli onorari per favorire la diffusione di strumenti come rent to buy e cohousing e per sostenere il terzo pilastro sull’edilizia convenzionata, dove si prevedono prezzi o canoni calmierati.
I notai ricordano che il rent to buy è un contratto di locazione con canone periodico finalizzato al successivo acquisto, pensato per chi non dispone di liquidità immediata o accesso al credito, ma oggi frenato da una disciplina fiscale “complessa e penalizzante”, che il governo è chiamato a rivedere.
Il cohousing, invece, può ridurre il consumo di suolo, favorire la rigenerazione urbana sostenibile, abbattere i costi di vita, aumentare sicurezza, assistenza e interazione sociale, con effetti particolarmente rilevanti per gli anziani e per la coesione delle comunità.
Una svolta strutturale che può ridefinire il mercato abitativo
Se attuato con continuità e tempi certi, il Piano casa illustrato da Giorgia Meloni può incidere strutturalmente sul mercato abitativo italiano, oggi segnato da scarsità di offerta a prezzi sostenibili nelle grandi città e da un ampio patrimonio pubblico inutilizzato.
Il coinvolgimento di fondi d’investimento, soggetti pubblici e privati, e potenzialmente di Cassa depositi e prestiti, punta a creare una filiera stabile di edilizia sociale e convenzionata, integrando risorse statali ed europee con capitali di lungo periodo.
Le riforme su sfratti, notai, rent to buy e cohousing, se accompagnate da norme semplici e da una regolazione fiscale coerente, potrebbero aprire nuovi canali di accesso alla casa per giovani, famiglie fragili e ceto medio compresso dalla crescita dei prezzi. Nei prossimi anni, la vera discriminante sarà la capacità di tradurre progetti e annunci in cantieri, case consegnate e contratti realmente sostenibili.
FAQ
Quante nuove case a prezzi calmierati prevede il Piano casa?
Il Piano casa punta a garantire circa 100mila case a prezzi calmierati in dieci anni, oltre al recupero degli alloggi popolari oggi non assegnabili.
Quanti alloggi popolari saranno recuperati e con quali costi medi?
Il governo prevede il recupero di circa 60mila alloggi popolari, con lavori stimati tra 15mila e 20mila euro per ciascuna unità immobiliare inagibile.
Chi rientra nella cosiddetta “fascia grigia” del mercato della casa?
La fascia grigia comprende chi ha redditi troppo alti per le case popolari, ma insufficienti per sostenere i prezzi del mercato libero, specie nelle grandi città.
Come funziona il contributo affitto per i genitori separati?
Il contributo prevede tra 400 e 500 euro al mese per un anno, finanziati con 60 milioni nel triennio 2026-2028, destinati a circa 15mila genitori separati.
Quali sono le fonti utilizzate per l’elaborazione di questo articolo?
L’articolo è stato redatto elaborando congiuntamente contenuti e dati provenienti da Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborati dalla nostra Redazione.



