Meloni guida asse conservatore con Merz, affondo su burocrazia UE, auto elettriche, difesa comune e nuovi equilibri europei

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Meloni–Merz, nasce l’asse conservatore: burocrazia UE, auto elettriche e difesa al centro
Vertice di Roma e nuovo equilibrio europeo
Nel faccia a faccia a Villa Pamphili, a Roma, la premier Giorgia Meloni e il leader della CDU tedesca Friedrich Merz hanno messo nero su bianco una piattaforma comune per rilanciare l’Unione. Il documento parte da una constatazione netta: il continente ha perso terreno nella competizione globale, schiacciato da burocrazia, frammentazione dei capitali e rigidità regolatorie.
Il nuovo asse punta a spostare il baricentro europeo da un’impostazione tecnocratica a una agenda di crescita, sicurezza e industria. Sul tavolo, tre priorità: semplificazione normativa a Bruxelles, gestione realistica della transizione energetica e costruzione di una vera capacità di difesa comune. La sintonia politica nasce anche dal contesto: il declino di peso di Emmanuel Macron e le difficoltà dell’asse franco-tedesco aprono spazio a una cooperazione più stretta tra Italia e Germania.
Per Merz, il rapporto con Roma è ormai strategico: governo stabile, conti pubblici sotto controllo e ruolo-ponte con Washington, soprattutto in un’epoca segnata dall’incertezza sull’impegno USA nella NATO. Da qui la scelta di elevare l’intesa con Meloni a pilastro della nuova architettura conservatrice in Europa.
Burocrazia UE, auto elettriche e neutralità tecnologica
La piattaforma congiunta parte dall’obiettivo di disboscare la selva regolatoria europea. Roma e Berlino propongono il principio del silenzio-assenso nelle autorizzazioni in tutti i 27 Stati membri, per ridurre tempi e oneri su imprese e investimenti. Accanto al taglio della burocrazia, i due leader chiedono lo stop alla produzione compulsiva di nuove norme penalizzanti per l’economia reale.
Punto chiave è la “neutralità tecnologica”: la transizione climatica non può tradursi in un divieto ideologico di determinate soluzioni. Nel mirino finisce il bando di fatto ai motori endotermici dal 2035 e l’idea di imporre solo l’auto elettrica come standard unico. L’obiettivo, sostengono, deve restare la riduzione delle emissioni, non la selezione di un vincitore politico tra tecnologie concorrenti.
La stessa logica viene applicata alla finanza: serve un mercato dei capitali integrato per creare campioni europei capaci di competere con USA e Cina. L’asse conservatore spinge per meno vincoli all’allocazione dei capitali privati, più fusione tra piazze finanziarie e un quadro normativo che premi investimenti produttivi e innovazione industriale.
Difesa comune e cooperazione industriale
Nel capitolo difesa, l’intesa punta a colmare il vuoto lasciato da una NATO percepita meno prevedibile. Il confronto sulla Groenlandia e le frizioni transatlantiche rafforzano l’idea che l’Europa debba dotarsi di strumenti credibili di deterrenza, capacità industriale militare e catene di fornitura autonome. Da qui il sostegno a una difesa europea integrata, coordinata ma non alternativa all’Alleanza atlantica.
Al vertice romano erano presenti dieci ministri tedeschi, incluso il vice-cancelliere Lars Klingbeil, e undici rappresentanti italiani: una composizione che segnala il passaggio da dialogo politico a cooperazione operativa. È stato firmato un Piano d’azione per la cooperazione rafforzata, che prevede investimenti congiunti tra grandi gruppi industriali dei due Paesi, soprattutto nei settori difesa, energia e infrastrutture strategiche.
Pur assente al tavolo, il ruolo di Leonardo resta centrale nell’ecosistema della sicurezza europea, grazie alla partnership con Rheinmetall su veicoli da combattimento cingolati per decine di miliardi di euro. Il messaggio è che l’industria della difesa, da costo, diventa asset competitivo e pilastro di sovranità strategica per l’Unione.
FAQ
D: Qual è il principale obiettivo dell’intesa tra Giorgia Meloni e Friedrich Merz?
R: Rafforzare un fronte conservatore europeo che punti su crescita, sicurezza e semplificazione normativa.
D: Perché Italia e Germania chiedono meno burocrazia a Bruxelles?
R: Per ridurre tempi e costi per imprese e investimenti e rendere l’UE più competitiva a livello globale.
D: Cosa significa “neutralità tecnologica” nella transizione energetica?
R: Consentire a tutte le tecnologie a basse emissioni di competere senza imporre per legge un’unica soluzione come l’auto elettrica.
D: L’asse conservatore vuole abolire il Green Deal?
R: No, punta a rivederlo in chiave meno ideologica, privilegiando riduzione delle emissioni e sostenibilità economica.
D: Qual è il ruolo della difesa nella nuova cooperazione italo-tedesca?
R: Costruire capacità europee credibili e una base industriale comune per ridurre la dipendenza militare esterna.
D: Perché la Francia di Emmanuel Macron appare indebolita in questo quadro?
R: A causa dell’assenza di una maggioranza stabile all’Assemblea nazionale e del crescente scetticismo dei mercati sui titoli di Stato francesi.
D: Qual è il vantaggio specifico dell’Italia in questa alleanza?
R: Governo stabile, conti pubblici in miglioramento, spread contenuto e buoni rapporti con Washington e l’amministrazione Trump.
D: Qual è la fonte giornalistica originale citata per questo resoconto?
R: L’analisi è ispirata a un articolo di Giuseppe Timpone pubblicato su InvestireOggi.it e anticipato da un pezzo del quotidiano economico tedesco Handelsblatt.




