Meloni condanna gli scontri di Milano e rilancia l’allarme sicurezza nazionale

Scontri a Milano contro le Olimpiadi Invernali: la dinamica e le prime conseguenze
A Milano cinque persone sono state fermate e portate in Questura dopo gli scontri esplosi durante la manifestazione contro i Giochi Olimpici Invernali Milano-Cortina 2026 e contro la presenza dell’agenzia ICE. Il corteo, iniziato in modo ordinato, si è trasformato nel tardo pomeriggio in un fronte di scontro con le forze di polizia in zona Corvetto, con lanci di fumogeni e petardi da una frangia incappucciata e dotata di caschi. Le immagini di guerriglia urbana hanno fatto il giro delle tv internazionali presenti per seguire i Giochi, generando una forte reazione politica e alimentando il dibattito sulla gestione dell’ordine pubblico e sul danno reputazionale per l’Italia.
Gli scontri arrivano in una fase cruciale di preparazione dell’evento olimpico, con riflessi immediati sulla percezione di sicurezza e sulla capacità del sistema Paese di garantire stabilità e rispetto delle regole.
Come è degenerata la protesta in zona Corvetto
Il corteo è partito da piazzale Medaglie d’Oro attraversando vari quartieri con slogan contro le Olimpiadi Milano-Cortina 2026 e contro il ruolo dell’agenzia ICE nella promozione economica legata ai Giochi. Verso le 18, in zona Corvetto, un gruppo di manifestanti incappucciati e muniti di caschi si è staccato dalla parte principale del corteo tentando di dirigersi verso la tangenziale Est.
Da questo gruppo sono partiti lanci di fumogeni, petardi e oggetti contro le forze dell’ordine, che hanno risposto con idranti e gas lacrimogeni per disperdere i partecipanti più violenti. La gestione operativa ha puntato a separare la frangia organizzata dagli altri manifestanti, portando al fermo di cinque persone poi accompagnate in Questura per l’identificazione e la valutazione delle singole posizioni penali.
Impatto mediatico internazionale e immagine dell’Italia
Le scene di scontro urbano, con cariche, idranti e lanci di fumogeni, sono state riprese da numerosi cronisti stranieri presenti a Milano per seguire i Giochi. Le immagini, rilanciate da tv e piattaforme digitali, si sovrappongono alla narrazione di un grande evento globale che dovrebbe valorizzare l’Italia come Paese ospitante affidabile e sicuro.
La coincidenza tra il calendario olimpico e la protesta violenta amplifica l’impatto reputazionale: i disordini non vengono letti solo come tensione locale ma come segnale di fragilità nella gestione dell’ordine pubblico. In chiave di branding Paese, la sfida per istituzioni e comitato organizzatore sarà ora quella di ricostruire fiducia, rassicurando atleti, sponsor, delegazioni straniere e cittadini sulla capacità di garantire sicurezza e rispetto delle regole durante tutta la finestra olimpica.
La reazione di Giorgia Meloni e il fronte politico sulla legalità
La premier Giorgia Meloni ha condannato duramente gli episodi di violenza, collegandoli a un disegno più ampio di sabotaggio delle infrastrutture e degli eventi nazionali, inclusi i recenti tagli ai cavi ferroviari per bloccare la partenza dei treni. Con un intervento sui social, la Presidente del Consiglio ha contrapposto l’impegno di “migliaia e migliaia di italiani” che lavorano alle Olimpiadi – spesso come volontari – a quelli che definisce “nemici dell’Italia e degli italiani”.
La risposta politica si concentra su due direttrici: solidarietà alle forze dell’ordine e alle istituzioni locali, e richiesta di fermezza verso le “bande di delinquenti” responsabili dei danneggiamenti, nell’ottica di una difesa della credibilità internazionale del Paese in vista dell’appuntamento del 2026.
Le parole di Giorgia Meloni sui “nemici dell’Italia”
Sui propri canali social, Giorgia Meloni ha scritto: “Migliaia e migliaia di italiani in queste ore lavorano perché tutto funzioni durante le Olimpiadi. Tantissimi lo fanno da volontari, perché vogliono che la loro Nazione faccia bella figura, che sia ammirata e rispettata. Poi ci sono loro: i nemici dell’Italia e degli italiani, che manifestano ‘contro le Olimpiadi’, facendo finire queste immagini sulle televisioni di mezzo mondo. Dopo che altri hanno tranciato i cavi della ferrovia per impedire ai treni di partire”.
La Presidente del Consiglio ha quindi espresso “solidarietà, ancora una volta, alle Forze dell’ordine, alla città di Milano, e a tutti coloro che vedranno il loro lavoro vanificato da queste bande di delinquenti”. La scelta di enfatizzare il contrasto tra volontari, lavoratori e frange violente mira a consolidare un fronte politico e sociale a difesa dell’evento olimpico e dell’immagine internazionale dell’Italia.
Ordine pubblico, volontariato e responsabilità politica
Il richiamo di Meloni al ruolo dei volontari e dei lavoratori delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026 inserisce gli scontri di Milano in una narrazione più ampia di responsabilità collettiva. La contrapposizione tra chi sostiene l’evento e chi lo contesta con metodi violenti è utilizzata per rafforzare la legittimazione della linea di fermezza dell’esecutivo.
In chiave politica, la vicenda diventa un test sulla capacità del governo di tutelare legalità e sicurezza senza comprimere il diritto a manifestare pacificamente. La gestione dei prossimi appuntamenti di piazza, specie nelle città coinvolte nel progetto olimpico, sarà osservata con attenzione anche da partner internazionali e organismi sportivi, che misurano la stabilità organizzativa del Paese ospitante.
La posizione di Guido Crosetto e il nodo della coesione istituzionale
Il ministro della Difesa Guido Crosetto è intervenuto con un lungo messaggio su X, criticando chi minimizza la gravità delle violenze di Milano e degli episodi di sabotaggio ferroviario. Crosetto contesta la narrazione che attribuisce al governo la ricerca di “pretesti” per irrigidire la gestione dell’ordine pubblico, rivendicando invece la necessità di una condanna unanime dei comportamenti violenti, indipendentemente dal colore politico.
Nel suo intervento, il ministro richiama la storia istituzionale e la cultura politica di figure che oggi criticano la linea di rigore, citando la “circolare Gabrielli” dopo i fatti di Piazza San Carlo, e sottolinea come tollerare le violenze significhi indebolire l’Italia, non l’esecutivo pro tempore guidato da Meloni.
Il messaggio di Crosetto: violenza contro lo Stato, non contro il governo
Su X, Guido Crosetto scrive: “Non sono pericolosi delinquenti quelli che hanno tagliati i cavi per non far partire i treni ed hanno manifestato con violenza contro le Olimpiadi. No. É il Governo piuttosto che vuole cercare il pretesto per…? Per cosa?”. Il ministro si chiede se l’obiettivo di chi critica l’esecutivo sia evitare che chi ha aggredito le forze dell’ordine a Torino venga trattenuto e perseguito, per poi ripetere condotte simili a Milano.
Crosetto denuncia il rischio che i “servitori dello Stato” siano colpiti due volte, prima dai manifestanti e poi dallo “stato” che non li tutela adeguatamente, e richiama la necessità di essere “comunità” nel condannare i delinquenti violenti e nel difendere la legalità, al di là delle appartenenze politiche contingenti.
Riferimenti alla circolare Gabrielli e alla cultura istituzionale
Nel suo intervento, Crosetto critica anche “persino un ex capo della Polizia” che, a suo dire, cerca oggi di polemizzare dimenticando la propria storia e cultura politica, da lui definita “uguale alla mia”. Il ministro ricorda la “circolare Gabrielli” emanata il giorno successivo ai fatti di Piazza San Carlo, che introdusse regole stringenti per la gestione degli eventi di massa, giudicandola “giustamente durissima”.
Secondo Crosetto, chi si è comportato come a Milano o a Torino non agisce contro il “Governo pro tempore”, ma contro lo Stato, la Repubblica e l’Italia nel suo complesso: “Tollerarlo significa indebolire l’Italia non la Meloni”. La sua posizione sollecita una coesione istituzionale nella difesa dell’ordine pubblico, in particolare in vista di appuntamenti ad alta visibilità come le Olimpiadi Milano-Cortina 2026.
FAQ
Quante persone sono state fermate dopo gli scontri di Milano?
Dopo gli scontri durante la manifestazione contro le Olimpiadi Milano-Cortina 2026 a Milano, cinque persone sono state fermate e portate in Questura per identificazione e verifiche sulle singole responsabilità penali.
Dove e come è degenerata la manifestazione contro le Olimpiadi?
Il corteo, partito da piazzale Medaglie d’Oro, è degenerato in zona Corvetto quando una frangia incappucciata e con caschi ha tentato di raggiungere la tangenziale Est, lanciando fumogeni e petardi contro le forze dell’ordine.
Perché la presenza dell’agenzia ICE è stata contestata?
L’agenzia ICE, coinvolta nella promozione economica legata ai Giochi Milano-Cortina 2026, è stata contestata dai manifestanti che criticano il modello di sviluppo e gli interessi economici connessi all’evento olimpico.
Cosa ha detto Giorgia Meloni sugli scontri di Milano?
Giorgia Meloni ha definito i violenti “nemici dell’Italia e degli italiani”, contrapponendoli a migliaia di lavoratori e volontari che si impegnano perché le Olimpiadi si svolgano in modo ordinato e valorizzino l’immagine del Paese.
Che ruolo hanno avuto le forze dell’ordine durante gli scontri?
Le forze dell’ordine sono intervenute con idranti e gas lacrimogeni per contenere la frangia violenta, separarla dal resto del corteo e ripristinare la sicurezza nell’area, procedendo poi al fermo di cinque persone.
Cosa contesta Guido Crosetto ai critici del Governo?
Guido Crosetto contesta a chi minimizza le violenze di presentare il governo come in cerca di pretesti repressivi, ribadendo invece la necessità di una condanna unanime dei delinquenti violenti e della difesa della legalità.
Perché Crosetto cita la circolare Gabrielli dopo Piazza San Carlo?
Il ministro richiama la “circolare Gabrielli” come esempio di risposta dura e condivisa agli episodi di violenza e disordine, per evidenziare come in passato la fermezza istituzionale fosse considerata necessaria e legittima.
Qual è la fonte originale delle dichiarazioni riportate?
Le dichiarazioni di Giorgia Meloni e di Guido Crosetto, così come la cronaca degli scontri di Milano, sono state rielaborate a partire dal testo pubblicato dall’agenzia di stampa Dire.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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