Marco Muschitta ribalta il Delitto di Garlasco: nuovi indizi cambiano tutto e riaccendono i sospetti
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Nuovi testimoni e la riabilitazione di Muschitta
Due nuovi testimoni riaprono il capitolo più controverso del delitto di Garlasco, riproponendo dettagli già riferiti nel 2007 da Marco Muschitta, allora bollato come inattendibile. Entrambi dichiarano di aver transitato vicino a via Pascoli la mattina del 13 agosto, in una fascia oraria tra le 9.15 e le 10, e descrivono una giovane bionda su una bicicletta nera e presenze automobilistiche compatibili con i luoghi del delitto.
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L’operaio, dopo un verbale di oltre quattro ore, ritrattò, ma il giorno seguente, intercettato al telefono, disse al padre: «Ho detto quello che ho visto». Nonostante ciò, la sua credibilità fu respinta dagli inquirenti e cristallizzata in primo grado dal giudice Stefano Vitelli nell’assoluzione di Alberto Stasi.
Oggi, due persone senza legami tra loro e mai ascoltate prima, individuate da Le Iene (Alessandro De Giuseppe e Riccardo Festinese), raccontano elementi sovrapponibili: una donna bionda in bici, un attrezzo in mano, un’auto scura in sosta. Un uomo di Garlasco riconduce l’attenzione alle gemelle Cappa (“m’è sembrato una Cappa”), mentre una donna riferisce di aver incrociato la madre delle gemelle, Maria Rosa Poggi, alla guida della sua Terios nera, nello stesso intervallo temporale.
La convergenza dei racconti non riapre automaticamente le responsabilità giudiziarie, ma offre una possibile “riabilitazione fattuale” di Muschitta: ciò che venne scartato come invenzione appare oggi corroborato da testimonianze indipendenti, potenzialmente rilevanti per la Procura di Pavia.
Il muro di omertà a Garlasco
L’imprenditore di Garlasco, che dice di aver visto una giovane bionda su una bicicletta nera provenire da via Pascoli, rifiuta di formalizzare quanto ricorda. Ammette timori concreti: “Non voglio essere coinvolto in una situazione che può esplodere”. Il riferimento implicito è al clima locale, dove esporsi significa mettersi contro equilibri consolidati.
La sua frase è dirimente: “Se buttano giù il muro delle gemelle scende la verità”. Un passaggio che riporta l’attenzione sulla famiglia Cappa e sul contesto relazionale cittadino. L’uomo ripete che “m’è sembrato una Cappa”, ma resta sul vago sugli orari.
La reticenza non è isolata. Lo stesso testimone parla di altri che “sanno, come me”, ma non parlano. L’inerzia sociale pesa: chi avrebbe visto preferisce non esporsi, alimentando un vuoto probatorio che dura da 18 anni e che inibisce riscontri rapidi e verificabili.
In controluce emerge una dinamica tipica dei piccoli centri: conoscenze intrecciate, frequentazioni comuni, timore di conseguenze personali. Il risultato è un circuito chiuso che scoraggia testimonianze a verbale e depotenzia gli accertamenti, anche quando emergono elementi compatibili con piste alternative.
Il quadro, oggi, è un paradosso: nuove voci affiorano grazie a Le Iene, ma la spinta a tradurle in atti formali si scontra con la persistenza di un’omertà radicata e auto-protettiva.
Incroci e avvistamenti nella mattina del 13 agosto 2007
Tra le 9.15 e le 10, nei pressi di via Pascoli, si concentrano più segnalazioni indipendenti: una giovane bionda in bicicletta nera, un oggetto metallico impugnato, un’auto scura in sosta. Elementi che riecheggiano il racconto di Marco Muschitta e che trovano eco nelle nuove voci raccolte da Le Iene.
L’imprenditore di Garlasco colloca il passaggio della ciclista proprio dall’asse viario che costeggia la villetta dei Poggi, specificando di averla vista “uscire” dall’area di via Pascoli. Il dettaglio della bicicletta nera è ricorrente, così come il riferimento a un attrezzo in mano, compatibile con quanto emerso nel 2007.
Una seconda testimone afferma di aver dato la precedenza a Maria Rosa Poggi alla guida della sua Terios nera, davanti al benzinaio, mentre lei stessa era ferma allo stop. Dice di conoscerla da tempo per frequentazioni al bar e al supermercato, circostanza che rafforza il riconoscimento. Accenna inoltre, con cautela, alla possibile presenza della figlia in bicicletta poco più avanti.
La sovrapposizione temporale e spaziale degli avvistamenti suggerisce un incrocio critico tra pedoni, bici e veicoli nel perimetro della villetta. Un quadro che, se messo a verbale e verificato con rilievi su tragitti e orari, potrebbe fornire riscontri oggettivi su movimenti e presenze lungo l’anello di via Pascoli e aree limitrofe.
FAQ
- Qual è l’orario chiave degli avvistamenti?
Tra le 9.15 e le 10 del 13 agosto 2007. - Chi è stato visto in auto?
Maria Rosa Poggi, alla guida di una Terios nera, secondo una testimone. - Cosa accomuna le testimonianze sulla ciclista?
Donna bionda su bicicletta nera, in transito da via Pascoli, con possibile oggetto in mano. - Chi ha raccolto le nuove testimonianze?
Le Iene, con Alessandro De Giuseppe e Riccardo Festinese. - In che modo gli avvistamenti richiamano il 2007?
Ricalcano dettagli descritti da Marco Muschitta su bici nera, giovane bionda e auto scura. - Quali verifiche sarebbero utili?
Riconciliazione oraria, tracciati dei percorsi, riscontri su soste e incroci in zona benzinaio e via Pascoli. - Qual è la fonte giornalistica citata?
Servizio de Le Iene che ha individuato i due nuovi testimoni.




