Marco Lombardo propone accesso ai social solo con Spid o Cie per tutelare i minori
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Italia in ritardo sulla stretta ai social per i minori under 15
La Grecia ha introdotto un divieto di accesso ai social network per i minori di 15 anni, seguendo la scia di Paesi come l’Australia e aprendo un fronte europeo sulla tutela digitale dei più giovani. In Italia, dove il primo accesso ai social avviene mediamente a 11 anni e il 60% degli adolescenti passa almeno tre ore al giorno online, il Parlamento discute ma la legislatura volge al termine.
Il governo Meloni valuta un intervento, tra disegni di legge parlamentari e ipotesi di decreto, mentre esperti e associazioni avvertono il rischio di chiudere la legislatura senza una normativa organica sulle piattaforme digitali per i minori.
Al centro del confronto, guidato in Senato anche dal senatore di Azione Marco Lombardo e dal leader Carlo Calenda, c’è il bilanciamento tra tutela sanitaria, libertà digitale e responsabilità educativa di famiglie, scuole e istituzioni.
In sintesi:
- La Grecia vieta l’accesso ai social sotto i 15 anni, l’Italia è ancora senza legge.
- In Italia il primo accesso ai social avviene a 11 anni, forti rischi psico-fisici.
- Azione propone divieto assoluto sotto i 13 anni e accesso vigilato 13-15.
- Possibile decreto-legge del governo Meloni, ma il tempo parlamentare è limitato.
La proposta Azione e le mosse del governo Meloni
Nel dibattito italiano il punto più avanzato è la proposta di legge depositata al Senato dal leader di Azione Carlo Calenda e cofirmata dal senatore Marco Lombardo. Il testo, all’esame della commissione Ambiente con delega all’innovazione tecnologica, prevede tre pilastri: divieto assoluto sotto i 13 anni, uso consentito tra 13 e 15 anni solo con autorizzazione dei genitori e introduzione di un sistema certificato di autenticazione basato su Spid e Cie.
Secondo Lombardo, *“forme di regolarizzazione dell’uso sono necessarie ma senza demonizzare i social ed il progresso tecnologico”*. I dati internazionali citati dal senatore collegano uso intensivo dei social a disturbi del sonno, calo di concentrazione e dipendenze da dopamina.
L’iter, però, procede lentamente tra rinvii e sedute interlocutorie. Per evitare lo stallo, il governo Meloni valuta un intervento tramite decreto-legge concordato con le authority competenti, strada che garantirebbe tempi certi (60 giorni per la conversione) e una corsia preferenziale rispetto alle sole iniziative parlamentari.
Oltre la legge: emergenza educativa e processo culturale
Le associazioni familiari hanno già lanciato l’allarme: senza una sintesi rapida tra maggioranza e opposizioni l’Italia rischia di restare priva di una regolazione strutturata, mentre sempre più Paesi adottano limiti stringenti per i minori. Marco Lombardo sottolinea l’esistenza di una *“volontà politica trasversale”* e definisce *“imperdonabile”* arrivare a fine legislatura senza una nuova legge sui social.
Per il senatore, tuttavia, la dimensione normativa non basta: *“Più che vietare serve promuovere un uso consapevole. Non basta una legge ma ci vuole un processo culturale che coinvolga istituzioni, scuole, famiglie e associazioni”*.
Lombardo indica nel protagonismo degli stessi ragazzi un passaggio decisivo: campagne di sensibilizzazione, giornate di disconnessione e percorsi di “digital detox” potrebbero diventare strumenti ordinari di prevenzione, complementari ai limiti di età e ai controlli di identità. Il confronto italiano sui social per minori, dunque, diventa un banco di prova per la capacità del sistema Paese di costruire una vera cittadinanza digitale responsabile.
FAQ
Qual è oggi l’età media del primo accesso ai social in Italia?
In Italia l’età media del primo accesso ai social è di circa 11 anni, con una crescita costante negli ultimi anni.
Quanto tempo trascorrono sui social i ragazzi italiani ogni giorno?
In media il 60% dei ragazzi italiani trascorre almeno tre ore al giorno sui social, con picchi superiori in alcune fasce d’età.
Cosa prevede la proposta di legge di Carlo Calenda e Marco Lombardo?
La proposta prevede divieto assoluto sotto i 13 anni, uso autorizzato dai genitori tra 13 e 15 anni e autenticazione tramite Spid e Cie.
Perché molti esperti chiedono una regolazione dei social per i minori?
Molti esperti la chiedono perché l’uso eccessivo dei social è associato a disturbi del sonno, perdita di concentrazione e dipendenze psico-fisiche.
Quali sono le fonti utilizzate per questo articolo sui social e minori?
Questo articolo deriva da una elaborazione congiunta di contenuti Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborati dalla nostra Redazione.

