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Rai e università del Lazio uniscono le forze per “No Women No Panel”
Chi: Rai, Regione Lazio, sei università pubbliche laziali e Cnr. Cosa: firma del protocollo d’intesa “No Women No Panel – Senza donne non se ne parla”, per garantire una reale parità di genere nei dibattiti pubblici e negli eventi accademici. Dove: Roma, Sala Tevere della Presidenza della Giunta regionale. Quando: oggi, 23 marzo. Perché: assicurare una rappresentazione equilibrata delle competenze femminili in convegni, seminari, talk e comunicazione istituzionale, con monitoraggi strutturati e analisi socio-statistica, in linea con le politiche europee e nazionali sulle pari opportunità.
Il protocollo consolida il ruolo della Rai come Servizio Pubblico impegnato contro il divario di genere e rafforza un’alleanza strategica tra istituzioni, accademia e territori per un cambiamento culturale stabile e misurabile.
In sintesi:
- Protocollo “No Women No Panel” firmato da Rai, Regione Lazio e sei università statali laziali.
- Obiettivo: equilibrio di genere in convegni, seminari, talk e comunicazione istituzionale.
- Monitoraggio delle buone pratiche validato dall’analisi del Cnr.
- Alleanza strutturale tra servizio pubblico, sistema universitario e Regione per il cambiamento culturale.
Come nasce e cosa prevede il protocollo “No Women No Panel”
Il progetto No Women No Panel nasce su impulso della Commissione europea ed è stato rilanciato dalla Rai, prima come campagna di Radio1, poi, dal 2022, tramite un Memorandum con le principali istituzioni nazionali: Presidenza del Consiglio – Dipartimento Pari Opportunità, Cnel, Conferenza delle Regioni, Anci, Upi, Lincei, Crui, Cnr, Rappresentanza Ue in Italia, Unione per il Mediterraneo, cui si sono aggiunti Istat, Confindustria e Cattedre Unesco.
Il nuovo protocollo con Regione Lazio, Sapienza, Tor Vergata, Roma Tre, Foro Italico, Tuscia e Cassino introduce un impegno vincolante: nessun panel privo di adeguata rappresentanza femminile e tracciamento sistematico delle pratiche adottate, con valutazioni socio-statistiche del Consiglio Nazionale delle Ricerche per misurarne l’efficacia nel tempo.
L’Amministratore Delegato Rai Giampaolo Rossi sottolinea che, come Servizio Pubblico, l’azienda ha il dovere di offrire *“un racconto pluralista e rispettoso, contrastando ogni divario e valorizzando il ruolo delle donne”*, in coerenza con il Contratto di Servizio e con l’obiettivo di un’informazione autorevole e inclusiva.
Università e istituzioni: perché la rappresentanza femminile cambia il dibattito pubblico
Il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca definisce il protocollo un tassello centrale delle politiche regionali per le pari opportunità: un’alleanza tra servizio pubblico radiotelevisivo, istituzione territoriale e sistema universitario per costruire il cambiamento culturale nei luoghi dove si produce sapere e opinione. Ricorda gli interventi su imprenditoria femminile, Osservatorio sulla violenza di genere e promozione delle discipline Stem.
La Rettrice di Sapienza Antonella Polimeni evidenzia che *“No Women No Panel non può essere derubricato a mero slogan”* e che la qualità democratica del confronto dipende dalla presenza strutturale delle donne. Per la Rettrice della Tuscia Tiziana Laureti, l’università deve *“rendere visibile il talento, ovunque esso si trovi”* perché la conoscenza cresce per espansione, non per esclusione.
Il Rettore di Tor Vergata Nathan Levialdi Ghiron denuncia i panel senza donne come *“sapere ridotto”*; il Rettore di Roma Tre Massimiliano Fiorucci richiama il ruolo delle università nel contrasto agli stereotipi. Il Rettore del Foro Italico Massimo Sacchetti lega equilibrio di genere e sport come linguaggio universale. Il Rettore di Cassino Marco Dell’Isola rivendica il dovere di essere motore di emancipazione nel Lazio meridionale. La cerimonia è stata moderata dalla giornalista Rai Antonella Armentano, a conferma dell’impegno delle sedi regionali nel diffondere il progetto.
Prospettive future: monitoraggio, territori e impatto su media e accademia
Il protocollo apre una fase nuova: il tema non è più solo la presenza simbolica di relatrici, ma la misurazione rigorosa dell’equilibrio di genere in eventi accademici, istituzionali e mediatici regionali, attraverso indicatori condivisi e verifiche periodiche del Cnr.
L’estensione dell’iniziativa nel Lazio potrebbe diventare modello per altre regioni, incidendo sull’accesso delle esperte ai media, sull’orientamento di studentesse verso le Stem e sulla credibilità complessiva del dibattito pubblico. Per Rai, Regione e atenei, la sfida sarà trasformare il principio “senza donne non se ne parla” in prassi organizzative standard, integrandolo nei regolamenti di eventi, codici editoriali e linee guida sulla diversità.
FAQ
Cosa prevede in concreto il protocollo No Women No Panel nel Lazio?
Il protocollo prevede equilibrio di genere in convegni, seminari e talk, con monitoraggio sistematico delle presenze femminili e analisi socio-statistica del Cnr per valutarne l’impatto nel tempo.
Quali università partecipano all’accordo con Rai e Regione Lazio?
Partecipano le sei università statali del Lazio: Sapienza, Tor Vergata, Roma Tre, Foro Italico, Università della Tuscia e Università di Cassino.
Perché il progetto No Women No Panel è considerato strategico dalla Rai?
È considerato strategico perché consente alla Rai di adempiere al Contratto di Servizio, garantendo rappresentazione plurale, contrasto ai divari di genere e maggiore autorevolezza dell’informazione offerta al pubblico.
Qual è il ruolo del Cnr nel monitorare l’equilibrio di genere nei panel?
Il Cnr svolge un ruolo centrale predisponendo analisi socio-statistiche, indicatori di valutazione e report periodici sulle buone pratiche di rappresentanza femminile adottate dalle istituzioni coinvolte.
Da quali fonti giornalistiche è stata elaborata questa notizia?
La notizia deriva effettivamente da una elaborazione congiunta di contenuti Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente rielaborati dalla nostra Redazione.
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Michele Ficara Manganelli ✿
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