Lugano sconvolta dal dramma di Crans Montana, città in silenzio

Marcia silenziosa a Lugano: cosa è successo davvero
Nel tardo pomeriggio, una marcia silenziosa ha collegato lo Studio Foce al Parco Ciani, trasformando il centro di Lugano in un corridoio di memoria collettiva. L’iniziativa, guidata da Cristian Ciaramella e Pietro Cantoreggi, ha unito cittadini, associazioni e istituzioni in un percorso breve ma altamente simbolico, culminato in un momento di raccoglimento con le autorità locali.
La presenza di un rappresentante della Diocesi e del municipale luganese Raoul Ghisletta ha dato alla serata un forte valore civile e spirituale, proiettando il messaggio oltre i confini cittadini.
Dal Foce al Ciani: il percorso che parla alla città
La partenza dallo Studio Foce, spazio culturale centrale per la scena luganese, ha segnato la volontà di radicare l’iniziativa nel tessuto urbano e creativo della città.
Il corteo, composto in gran parte da giovani e famiglie, ha attraversato le vie principali mantenendo un silenzio rigoroso, interrotto solo da passi e cartelli essenziali.
L’arrivo al Parco Ciani, polmone verde affacciato sul lago, ha trasformato l’area in una sorta di “piazza naturale” dove memoria, spiritualità e impegno civico si sono intrecciati.
Simboli, cartelli e linguaggio non violento
I promotori hanno scelto un linguaggio visivo minimale: pochi slogan, colori sobri, nessuna bandiera di partito, per evitare strumentalizzazioni e mantenere l’attenzione sul motivo del raccoglimento.
Molti partecipanti hanno portato candele o luci dei cellulari, creando una scia luminosa percepibile lungo tutto il tragitto.
Questa scelta ha rafforzato la percezione di un’azione condivisa, non conflittuale, compatibile con le normative sulla sicurezza e con la sensibilità del contesto religioso e istituzionale.
Chi sono i promotori e perché la loro voce pesa
L’iniziativa porta la firma di Cristian Ciaramella e Pietro Cantoreggi, figure note nell’ambiente associativo e culturale ticinese. La loro capacità di connettere reti diverse – dal volontariato alla politica locale – ha permesso di mobilitare in poche ore un pubblico eterogeneo e attento, garantendo un impatto concreto in termini di partecipazione e copertura mediatica locale.
La loro credibilità ha contribuito a un dialogo costruttivo con Municipio e Diocesi.
Il ruolo di Cristian Ciaramella sul territorio
Cristian Ciaramella è riconosciuto per il lavoro di mediazione tra realtà civiche, mondo giovanile e istituzioni, con particolare attenzione ai temi della coesione sociale.
Negli ultimi anni ha sostenuto format partecipativi “leggeri”, capaci di attivare le persone senza irrigidirsi in schemi partitici tradizionali.
La marcia silenziosa rientra in questa logica: un’azione semplice dal punto di vista organizzativo ma ad alto valore simbolico, disegnata per essere inclusiva e facilmente replicabile.
Pietro Cantoreggi e la dimensione organizzativa
Pietro Cantoreggi ha curato logistica, contatti con le autorità e coordinamento con lo Studio Foce e il Parco Ciani, garantendo percorsi sicuri e rispetto dei tempi.
Un focus particolare è stato posto sul dialogo preventivo con la polizia comunale e con i servizi tecnici, per evitare disagi alla circolazione e tutelare i partecipanti.
La capacità di tenere insieme esigenze di sicurezza, visibilità pubblica e raccoglimento interiore è uno degli elementi che hanno reso l’evento un modello di buona pratica civica.
Autorità e Diocesi: perché la loro presenza è decisiva
Al Parco Ciani, il momento centrale è stato il raccoglimento alla presenza di un rappresentante della Diocesi e del municipale Raoul Ghisletta, figura di spicco della politica luganese. Questa doppia partecipazione – ecclesiale e istituzionale – ha conferito legittimazione formale e morale all’iniziativa, riducendo il rischio di letture polarizzate e rafforzando la dimensione comunitaria del gesto collettivo.
Parole e silenzi sono stati calibrati per evitare scivolamenti retorici o propagandistici.
L’intervento della Diocesi e il messaggio spirituale
Il rappresentante della Diocesi ha richiamato la responsabilità personale e comunitaria, insistendo sull’importanza di tradurre il raccoglimento in scelte quotidiane concrete.
Il riferimento a pace, dignità e cura dei più fragili è stato espresso in modo inclusivo, fruibile anche da chi non si riconosce in un’appartenenza confessionale esplicita.
La presenza ecclesiale, mantenuta su toni sobri, ha contribuito a garantire continuità con altre iniziative analoghe svolte in ambito cantonale e diocesano.
Raoul Ghisletta e la dimensione civica dell’evento
Il municipale Raoul Ghisletta ha portato il punto di vista dell’amministrazione di Lugano, sottolineando il valore delle mobilitazioni pacifiche e ordinate come espressione matura della partecipazione democratica.
Ha ribadito l’impegno del Municipio nel favorire spazi di confronto pubblico non conflittuale, in cui cittadini e istituzioni possano incontrarsi su basi di reciproco rispetto.
Il suo intervento ha ancorato la marcia a una prospettiva amministrativa concreta, con attenzione a politiche sociali, educative e di prossimità.
FAQ
Chi ha organizzato la marcia silenziosa a Lugano?
L’evento è stato promosso da Cristian Ciaramella e Pietro Cantoreggi, attivi nel tessuto civico e culturale luganese, in sinergia con lo Studio Foce e le istituzioni locali.
Da dove è partita la marcia e dove si è conclusa?
La marcia è partita verso le 18.00 dallo Studio Foce ed è terminata al Parco Ciani, dove si è tenuto il momento di raccoglimento con autorità civili e religiose.
Qual è stato il ruolo della Diocesi durante l’evento?
Un rappresentante della Diocesi è intervenuto al Parco Ciani con un breve messaggio spirituale, centrato su pace, responsabilità personale e attenzione alle persone più vulnerabili.
Perché la presenza di Raoul Ghisletta è considerata significativa?
Il municipale Raoul Ghisletta ha offerto il sostegno formale del Municipio di Lugano, valorizzando l’iniziativa come esempio di partecipazione civica pacifica e ben organizzata.
Come è stato garantito l’ordine pubblico durante la marcia?
Gli organizzatori hanno collaborato con polizia comunale e servizi tecnici, definendo percorso, orari e modalità di svolgimento per ridurre disagi e assicurare la sicurezza dei partecipanti.
Qual è la fonte principale delle informazioni descritte?
Le informazioni derivano dal resoconto originale sull’iniziativa lanciata da Cristian Ciaramella e Pietro Cantoreggi, con tappa conclusiva al Parco Ciani alla presenza della Diocesi e di Raoul Ghisletta.




