Lugano blindata? La verità sui locali notturni dopo il caso Crans-Montana che fa discutere
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Sicurezza nei club luganesi dopo la tragedia di crans-montana
Lugano fa festa tre notti a settimana, tra club sotterranei e sale affollate, ma l’incendio di Crans-Montana impone una verifica concreta della sicurezza reale nei locali. L’attenzione si concentra su vie di fuga, capienze, materiali d’arredo e rapidità d’intervento, elementi cruciali in spazi chiusi e seminterrati frequentati da centinaia di giovani. La domanda resta una: questi ambienti sono davvero protetti in caso di emergenza?
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Il Comune di Lugano riconosce una lista di 12 locali “sensibili”, definita nel 2018, con caratteristiche a rischio come accessi complessi o piani interrati; l’aggiornamento è annunciato come urgente. Nei sopralluoghi recenti, le candeline pirotecniche sulle bottiglie risultano sostituite da luci a LED, misura che riduce l’innesco di incendi in mezzo alla folla e ai materiali combustibili. Resta essenziale la manutenzione costante dei presidi: estintori, rilevatori, segnaletica, formazione del personale.
I gestori mantengono un profilo basso: nessun grande club ha accettato interviste o aperture dei propri impianti antincendio; fa eccezione il Seven, che via mail rivendica standard superiori alla norma. Proprio lì, un addobbo di Halloween prese fuoco un anno fa e fu spento in pochi istanti con un estintore: un caso che mostra quanto la differenza la faccia l’addestramento immediato di chi lavora in sala, prima ancora dei soccorsi esterni.
Norme e controlli tra cantone e comune
In assenza di una legge federale univoca, la sicurezza antincendio nei locali pubblici è regolata da prescrizioni dell’Associazione degli istituti cantonali di assicurazione antincendio, recepite dai singoli Cantoni. Ultimo aggiornamento nel 2015; il prossimo, atteso per il 2024, è slittato al 2027. Tra il 2003 e il 2015 vi è stato un alleggerimento dei requisiti, orientato alla proporzionalità costi-benefici.
Il Cantone Ticino applica tali direttive con margini interpretativi che generano difformità operative. Alla luce di Crans-Montana, i piani di ulteriore liberalizzazione risultano in revisione. Il Comune di Lugano ha istituito dal 2014 un gruppo tecnico con edilizia privata, polizia e pompieri e, dal 2018, pretende l’aggiornamento biennale dei collaudi antincendio, affiancato da controlli a campione ogni 2-3 anni sui locali “sensibili”.
Resta un nodo critico: la base legale cantonale non consente sanzioni efficaci in caso di mancata collaborazione agli adeguamenti. Senza poteri coercitivi, gli ispettori possono raccomandare, ma faticano a imporre correttivi stringenti o chiusure temporanee. La lista comunale dei 12 esercizi a rischio, ferma al 2018, sarà aggiornata; la priorità è riallineare capienze, vie di fuga e impianti con standard più restrittivi, evitando eccezioni e deroghe non giustificate.
Responsabilità dei gestori e aspettative dei giovani
I gestori dei club di Lugano hanno il dovere di garantire personale formato, impianti manutenzionati e procedure di evacuazione praticabili, a partire dal controllo della capienza fino al divieto di effetti pirotecnici in ambienti chiusi. La scelta di sostituire le candeline con luci a LED va nella direzione giusta, ma non basta senza briefing pre-serata, prove antincendio interne e registri di intervento aggiornati.
Il silenzio dei principali locali davanti alle richieste di accesso e di trasparenza non aiuta la fiducia. L’eccezione del Seven, che dichiara standard superiori, dimostra che l’adesione volontaria è possibile: l’episodio dell’addobbo di Halloween spento con un estintore ha evidenziato quanto contino tempi di reazione e addestramento del personale più della tecnologia fine a sé stessa.
I ragazzi che affollano i club nel fine settimana chiedono serate sicure e non escludono regole più severe pur di ridurre il rischio. Accettano di rinunciare agli effetti scenici più pericolosi e si aspettano uscite segnalate, vie libere da ostacoli, controllo degli accessi e comunicazioni chiare in caso di emergenza. Per loro, la sicurezza è un prerequisito del divertimento, non un optional.
FAQ
- Qual è la responsabilità principale dei gestori dei locali?
Garantire capienza controllata, vie di fuga efficienti, personale formato e manutenzione periodica degli impianti antincendio. - Le candeline pirotecniche sono ancora utilizzate nei club di Lugano?
Nella pratica recente risultano sostituite da luci a LED, più sicure. - Perché la trasparenza dei gestori è rilevante?
Consente verifiche indipendenti sui dispositivi di sicurezza e aumenta la fiducia del pubblico. - Che ruolo ha la formazione del personale?
Determinante: interventi rapidi con estintori e procedure chiare possono prevenire tragedie. - Cosa chiedono i giovani frequentatori?
Uscite ben segnalate, controllo degli accessi, comunicazioni efficaci e meno effetti rischiosi. - Esistono esempi recenti di risposta efficace a un principio d’incendio?
Sì, al Seven un addobbo è stato spento prontamente con un estintore, evitando conseguenze. - Qual è la fonte giornalistica citata sull’inchiesta a Lugano?
L’inchiesta è stata pubblicata da Falò (RSI), a cura di Daniela Fabello e Andrea Campiotti.




