Long Covid migliorato dalle immunoglobuline endovena nuova ricerca apre prospettive terapeutiche su larga scala
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Long Covid, studio italiano documenta il recupero completo con terapia immunomodulante
Un team congiunto dell’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani e dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù ha documentato, a Roma, il recupero completo di un uomo di 39 anni con Long Covid grave.
Il caso, descritto su The Lancet Infectious Diseases, riguarda un paziente precedentemente sano che, dopo due infezioni da Sars-CoV-2, presentava sintomi invalidanti da oltre un anno.
La guarigione è stata ottenuta con una terapia immunomodulante a base di immunoglobuline endovenose ad alte dosi, farmaci noti e già impiegati anche in età pediatrica. Lo studio, pubblicato nel 2026, suggerisce che una quota di Long Covid sia sostenuta da un’alterata risposta immunitaria e indica possibili criteri per selezionare i pazienti candidabili a questa terapia.
In sintesi:
- Un uomo di 39 anni con Long Covid grave è guarito dopo immunoglobuline endovenose.
- Studio condotto da Spallanzani e Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, pubblicato su The Lancet Infectious Diseases.
- Individuati autoanticorpi e marcatori immunitari utili per selezionare i pazienti candidati.
- Approccio potenzialmente estendibile anche ai bambini, con futuri trial clinici controllati.
Come funziona la terapia con immunoglobuline nel Long Covid
Il paziente, uomo di 39 anni, atletico e senza patologie pregresse, ha sviluppato dopo due infezioni da Sars-CoV-2 una forma severa di Long Covid: fatigue marcata, “nebbia cognitiva”, disturbi di memoria e concentrazione, insonnia e segni di disfunzione del sistema nervoso autonomo.
Le terapie convenzionali non avevano dato benefici duraturi.
Gli specialisti Marta Camici e Andrea Antinori, del Dipartimento Clinico di Ricerca Malattie Infettive dello Spallanzani, hanno riscontrato la presenza di autoanticorpi circolanti diretti contro recettori del sistema nervoso autonomo e altri marcatori infiammatori e di attivazione della coagulazione.
Hanno quindi avviato una terapia con immunoglobuline endovenose ad alte dosi, per tre cicli mensili.
Le immunoglobuline, anticorpi umani purificati, sono usate da anni nelle malattie autoimmuni per modulare una risposta immunitaria alterata. Durante il trattamento, la neuropsicologa Giulia Del Duca ha seguito il paziente con test neuropsicologici e stimolazione neuro-cognitiva, monitorando il recupero delle funzioni mentali.
Cosa cambia per i pazienti Long Covid e le prospettive future
Il miglioramento clinico è stato rapido: già dopo il primo ciclo di immunoglobuline è diminuita nettamente la fatigue e si è attenuata la “nebbia cognitiva”. Nei mesi successivi, i sintomi si sono progressivamente normalizzati fino al ritorno al lavoro e allo sport non agonistico, con qualità di vita simile al periodo pre-pandemico.
Parallelamente, i ricercatori dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù hanno osservato la riduzione degli autoanticorpi contro i recettori del sistema nervoso autonomo, dei marcatori infiammatori e dell’attivazione coagulativa, insieme alla scomparsa di una anomala interazione tra linfociti T e monociti, potenziale motore di infiammazione cronica.
Secondo Marta Camici, questi dati indicano che, in un sottogruppo di pazienti, il Long Covid derivi da una persistente disregolazione immunitaria, non necessariamente dalla presenza residua del virus. Le immunoglobuline, precisa, *“non rappresentano una terapia per tutti, ma potrebbero avere un ruolo in pazienti selezionati, identificabili attraverso i biomarcatori trovati nello studio”*.
La ricercatrice Eva Piano Mortari, insieme a Chiara Agrati e Giusi Prencipe, sottolinea che il Long Covid colpisce anche i più giovani e che le immunoglobuline sono già ampiamente utilizzate in pediatria: ciò apre la strada a valutare questo approccio anche nei bambini, nell’ambito di futuri trial clinici controllati. Pur trattandosi di un singolo caso, i risultati forniscono una base solida per studi più ampi e stratificati su biomarcatori immunologici.
FAQ
Che cos’è il Long Covid e quanto può durare?
Il Long Covid è la persistenza o nuova insorgenza di sintomi oltre 4-12 settimane dall’infezione acuta. Può durare mesi, talvolta oltre un anno.
Quali sintomi possono indicare un possibile Long Covid?
Il Long Covid si manifesta spesso con fatigue intensa, difficoltà cognitive, cefalea, insonnia, dispnea, intolleranza allo sforzo e disturbi del sistema nervoso autonomo.
Le immunoglobuline sono già disponibili per i pazienti con Long Covid?
Attualmente le immunoglobuline sono disponibili per altre indicazioni. L’uso nel Long Covid resta off-label e richiede valutazione specialistica in centri esperti.
Come si può capire se un paziente è candidato alle immunoglobuline?
È possibile valutare autoanticorpi specifici, marcatori infiammatori e coagulativi. Solo centri specializzati possono definire un profilo immunologico compatibile con questo approccio terapeutico.
Quali sono le fonti utilizzate per questa analisi sul Long Covid?
Le informazioni derivano da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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