Leonardo Maria Del Vecchio nel mirino di un presunto ricatto milionario, perquisizioni della procura di Milano
Indice dei Contenuti:
Estorsione a Leonardo Maria Del Vecchio, cosa emerge dall’inchiesta di Milano
La Procura di Milano contesta a un ex carabiniere e ad alcuni collaboratori un tentativo di estorsione e una truffa ai danni di Leonardo Maria Del Vecchio ed EssilorLuxottica.
Secondo il decreto di perquisizione, tra il 2023 e il 2024 a Milano sarebbe stato ordito un piano per sfruttare immagini private e un falso dossier reputazionale, chiedendo inizialmente 30mila euro e puntando fino a 10 milioni.
L’indagine, collegata al filone “Equalize”, ipotizza l’uso strumentale di materiale sensibile per ricatto e la costruzione artificiosa di documenti, con potenziali danni alla reputazione aziendale e personale dell’imprenditore, a tutela del quale sono scattate perquisizioni e sequestri digitali.
In sintesi:
- Ipotesi di estorsione e truffa ai danni di Leonardo Maria Del Vecchio ed EssilorLuxottica.
- Uso di immagini private dalla videosorveglianza domestica per esercitare pressioni economiche.
- Presunto falso dossier su Del Vecchio, familiari e soggetti collegati a Delfin.
- Richieste economiche fino a 10 milioni per “protezione reputazionale” basata su fatti ritenuti falsi.
Il meccanismo del presunto ricatto e del falso dossier
L’inchiesta milanese individua al centro della vicenda l’ex carabiniere Vincenzo De Marzio, amministratore unico della srl Neis agency, l’ex addetto alla sicurezza di Del Vecchio jr Mario Cella e Nunzio Samuele Calamucci, figura già emersa nel procedimento sulla presunta centrale di dossieraggio illegale di via Pattari a Milano.
Per De Marzio e Cella gli inquirenti ipotizzano estorsione e interferenze illecite nella vita privata, per De Marzio e Calamucci il reato di truffa.
Dalle analisi dei dispositivi sequestrati emergerebbe che Cella, in accordo con De Marzio, avrebbe estratto dal sistema di videosorveglianza dell’abitazione milanese di Leonardo Del Vecchio immagini “altamente sensibili e riservate”, poi utilizzate per ricattare il manager di EssilorLuxottica con una richiesta di 30mila euro.
Parallelamente, le chat acquisite mostrerebbero la realizzazione di un dossier fittizio, costruito da De Marzio e Calamucci su Del Vecchio, i suoi familiari e soggetti collegati a Delfin, la holding lussemburghese, e a EssilorLuxottica.
Il dossier veniva presentato come frutto di un presunto dossieraggio condotto a Roma dalla cosiddetta “squadra Fiore”, inducendo l’imprenditore a credere nell’esistenza di un’operazione illecita in corso.
Secondo il decreto firmato dai pm Eugenio Fusco, Francesco De Tommasi e dal Procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo Antonello Ardituro, l’obiettivo era indurre Del Vecchio jr a pagare somme ingenti per “comprare” il dossier e bloccarne la diffusione.
Lo schema ipotizzato andava oltre il primo tentativo: De Marzio e Calamucci avrebbero progettato vere e proprie “consulenze” di protezione reputazionale, fondate però – secondo gli inquirenti – su circostanze inventate. I due avrebbero ipotizzato di farsi riconoscere fino a 10 milioni di euro, trasformando il falso rischio mediatico in un canale di entrate milionarie.
Possibili ripercussioni su sicurezza, reputazione e cyber-ricatti
Il caso Del Vecchio sottolinea la vulnerabilità dei sistemi di videosorveglianza domestica e il valore strategico dei dati reputazionali per grandi gruppi come EssilorLuxottica.
La vicenda si inserisce nel filone sulle strutture di dossieraggio irregolare, segnalando un’evoluzione verso modelli misti tra investigazione privata, manipolazione informativa e cyber-ricatti.
Per manager e società quotate, il procedimento milanese rappresenta un monito sulla necessità di rafforzare controlli interni, gestione delle informazioni sensibili e protocolli di risposta ai tentativi di estorsione che sfruttano la minaccia alla reputazione più che l’attacco economico diretto.
FAQ
Chi è la presunta vittima principale dell’estorsione ricostruita dalla Procura di Milano?
La presunta vittima principale è Leonardo Maria Del Vecchio, manager di EssilorLuxottica ed esponente della famiglia fondatrice del gruppo.
Quali reati ipotizzano i pm nei confronti degli indagati principali?
La Procura ipotizza, a vario titolo, i reati di estorsione, interferenze illecite nella vita privata e truffa aggravata.
Che ruolo avrebbe avuto il falso dossier su Del Vecchio ed EssilorLuxottica?
Il falso dossier avrebbe simulato un dossieraggio illecito, giustificando richieste di denaro per bloccarne la presunta diffusione.
Perché il caso è rilevante per la sicurezza dei manager e delle aziende?
È rilevante perché mostra come immagini private e informazioni reputazionali possano essere trasformate in strumenti di pressione economica.
Qual è la fonte originaria delle informazioni riportate in questo articolo?
Le informazioni derivano da una elaborazione congiunta di contenuti Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborati dalla Redazione.

