Del Vecchio jr denuncia l’inchiesta hacker e accusa: violata gravemente la sua vita privata

Del Vecchio jr denuncia l’inchiesta hacker e accusa: violata gravemente la sua vita privata

21 Aprile 2026

Del Vecchio jr vittima di presunto dossieraggio e ricatto: cosa emerge

Leonardo Maria Del Vecchio, erede del fondatore di Luxottica, denuncia un presunto sistema di dossieraggio e tentata estorsione legato alla sua vita privata.

Secondo la Procura di Milano, nell’estate 2023 immagini estratte dal sistema di videosorveglianza della sua abitazione sarebbero state usate per minacciarne la diffusione.

Nel mirino degli inquirenti ci sono l’ex carabiniere ed ex agente dei servizi Vincenzo De Marzio e l’ex responsabile della security personale di Del Vecchio jr, Mario Cella, accusati di accesso abusivo a sistema informatico, estorsione e truffa aggravata.

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L’imprenditore, che parla di violazione della propria vita privata e di “dossier falso”, ringrazia Procura, Direzione nazionale antimafia e ROS dei Carabinieri e annuncia la volontà di costituirsi parte civile, ribadendo piena collaborazione con la magistratura.

In sintesi:

  • Del Vecchio jr denuncia accessi abusivi alla videosorveglianza di casa e presunto ricatto.
  • Indagati l’ex 007 Vincenzo De Marzio e l’ex capo security Mario Cella.
  • Contestati accesso abusivo a sistema informatico, estorsione e truffa aggravata.
  • Pagamenti per “protezione reputazionale” oltre 180mila euro e dossier da 50mila euro.

L’indagine di Milano su ricatto, dossier e “protezione reputazionale”

L’inchiesta della Procura di Milano, coordinata dai pm Eugenio Fusco e Francesco De Tommasi con il sostituto della Direzione nazionale antimafia Antonello Ardituro, ipotizza un sistema costruito attorno alla vulnerabilità reputazionale di Leonardo Maria Del Vecchio.

Gli inquirenti contestano a Vincenzo De Marzio e Mario Cella accesso abusivo ai sistemi di videosorveglianza dell’abitazione dell’imprenditore e l’uso illecito delle immagini private per ottenere denaro.

Nell’estate 2023, i due avrebbero incassato circa 30mila euro minacciando la diffusione del materiale, secondo l’impostazione accusatoria. Parallelamente, Cella avrebbe creato un “archivio reputazionale” sul proprio assistito, mentre De Marzio – tramite la sua Neis Agency, titolare di un contratto da 12mila euro al mese per attività di due diligence – avrebbe prospettato l’esistenza di ulteriori contenuti compromettenti in mano a terzi.

Questa narrativa, ritenuta artificiosa dagli inquirenti, avrebbe alimentato in Del Vecchio il timore di un complotto interno, spingendolo a commissionare costosi servizi di “protezione reputazionale” per oltre 180mila euro e all’acquisto di un dossier per altri 50mila euro.

I legami con Roma, la “Squadra Fiore” e i rischi sistemici

Un segmento decisivo dell’indagine si collega al filone romano sulla cosiddetta “Squadra Fiore”, alla quale, almeno formalmente, sarebbe riconducibile il dossier acquistato da Del Vecchio jr.

Dagli atti emergerebbe, però, che quel materiale sarebbe stato in larga parte confezionato dagli stessi indagati, con il coinvolgimento dell’informatico Samuel Calamucci, già coinvolto in altre inchieste per accessi abusivi ai sistemi.

L’indagine si inserisce nel contesto più ampio sul network legato alla società Equalize, ma con un focus autonomo: il presunto tentativo di estorsione mirato alla figura di Del Vecchio jr e alle sue relazioni professionali.

Il caso evidenzia un rischio sistemico per top manager e grandi patrimoni: l’uso distorto di strutture di intelligence privata, contratti di security e servizi reputazionali per costruire, anziché prevenire, vulnerabilità personali e aziendali.

FAQ

Chi sono gli indagati principali nell’inchiesta su Del Vecchio jr?

Gli indagati principali sono Vincenzo De Marzio, ex carabiniere ed ex 007, e Mario Cella, ex responsabile della sicurezza personale di Leonardo Maria Del Vecchio.

Quali reati ipotizza la Procura di Milano in questa vicenda?

La Procura di Milano contesta accesso abusivo a sistema informatico, estorsione e truffa aggravata, in relazione all’uso illecito di immagini private e servizi reputazionali.

Che ruolo avrebbe avuto la videosorveglianza della casa di Del Vecchio jr?

Secondo gli inquirenti, le telecamere dell’abitazione sarebbero state violate e le immagini private utilizzate per minacciare la diffusione e ottenere denaro.

Cosa si intende per “protezione reputazionale” in questo caso?

Si tratta di servizi venduti come difesa da presunte minacce reputazionali, che avrebbero comportato pagamenti per oltre 180mila euro e un dossier da 50mila.

Quali sono le fonti informative su cui si basa questo articolo?

L’articolo deriva da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla Redazione.


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Direttore Editoriale Assodigitale.it Phd, MBA, CPA

Storico esperto di Digital Journalism e creatore di Immediapress la prima Digital Forwarding Agency italiana poi ceduta al Gruppo ADNkronos, evangelista di Internet dai tempi di Mozilla e poi antesignano (ora pentito) dei social media in italia, Bitcoiner Evangelist, portatore sano di Ethereum e Miner di crypto da tempi non sospetti. Sono a dir poco un entusiasta della vita, e già questo non è poco. Intimamente illuminato dalla Cultura Life-Hacking, nonchè per sempre ed indissolubilmente Geek, giocosamente Runner e olisticamente golfista. #senzatimore è da decenni il mio hashtag e significa il coraggio di affrontare l'ignoto. Senza Timore. Appunto

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