Laura Pausini svela i brani esclusi da Io Canto e il messaggio di Bad Bunny

Il progetto discografico e la nuova direzione artistica
Il nuovo capitolo discografico di Laura Pausini nasce come espansione naturale di una carriera internazionale, ma con una precisa strategia: creare una “saga musicale” capace di parlare al pubblico italiano e globale, sfruttando il potenziale di catalogo, cover d’autore e collaborazioni mirate per presidiare playlist editoriali e algoritmiche.
Selezione dei brani tra passato e presente
La scelta delle 21 tracce mescola classici come Gino Paoli e icone pop quali Madonna con autori contemporanei come Achille Lauro, costruendo un ponte generazionale. La linea guida non è la nostalgia, ma l’attualità emotiva dei testi, così da garantire identificazione personale e coerenza interpretativa.
Ogni brano è calibrato per funzionare sia in radio sia in streaming, con particolare attenzione a lingua, durata e riconoscibilità immediata dell’hook vocale.
La strategia delle collaborazioni mirate
La partnership con Annalisa su un classico come “Ma Che Freddo Fa” segue una logica duplice: rafforzare il presidio sulle audience giovani e consolidare l’immagine di Laura come “ponte” tra generazioni.
Le collaborazioni sono selezionate non per l’effetto evento, ma per la compatibilità timbrica e narrativa, così da generare contenuti facilmente spendibili in radio, tv e social, senza snaturare il repertorio originario.
I brani scartati, la trap mancata e la sfida delle lingue
Dietro la tracklist ufficiale esiste un lavoro di esclusioni altrettanto strategico. Il rifiuto consapevole di alcuni generi e l’esperimento sulle lingue mostrano come la sostenibilità etica e identitaria del progetto conti quanto il potenziale commerciale, soprattutto per un’artista con un pubblico trasversale e familiare.
Perché la trap non è entrata nel progetto
Laura Pausini ha valutato a lungo l’ingresso della trap, ma l’ha scartata per coerenza con il proprio codice valoriale. Testi espliciti, riferimenti sessuali e linguaggi troppo provocatori entravano in conflitto con la sua immagine pubblica e con il rapporto con la figlia.
Il no non è un rifiuto del genere in sé, ma della sua declinazione corrente: senza un brano che consentisse identificazione piena, il rischio di risultare artificiale superava ogni possibile beneficio di target.
Dalla ricerca del cinese alla versione tedesca
Il tentativo di includere una canzone in cinese rivela la volontà di misurarsi con mercati e fonetiche distanti, in ottica realmente globale. Dopo mesi di ricerca senza trovare un testo adatto, la soluzione è stata la traduzione in tedesco de “Il Cielo In Una Stanza” di Gino Paoli.
Questa scelta coniuga familiarità melodica e apertura linguistica, rendendo il brano spendibile nei territori di lingua tedesca senza sacrificare l’identità italiana del repertorio.
Yo Canto 2, il mercato latino e il caso Bad Bunny
In parallelo nasce Yo Canto 2, pensato specificamente per il pubblico latinoamericano, dove Laura Pausini è da anni figura di riferimento. La selezione di 21 brani in spagnolo punta a consolidare la presenza sulle piattaforme locali e a intercettare playlist editoriali dedicate alla latin pop, con un occhio alle collaborazioni di prestigio.
Il peso di Turista nel posizionamento latino
La scelta di reinterpretare “Turista” di Bad Bunny è strategica: il brano permette a Laura di dialogare con l’universo urbano-latino restando fedele al proprio stile vocale.
L’operazione mira a raggiungere le audience di Bad Bunny senza tentare imitazioni di linguaggio o registro, ma offrendo una lettura melodica più classica, adatta a radio adulte e a contesti editoriali meno espliciti.
La lettera di Bad Bunny e la legittimazione artistica
Dopo aver ascoltato la versione di “Turista”, Bad Bunny ha inviato a Laura Pausini una lettera personale, esprimendo apprezzamento e commozione. Questo gesto ha un peso simbolico notevole: legittima il progetto in un’area di mercato spesso diffidente verso le cover.
La reazione dell’artista portoricano diventa anche leva narrativa per media e piattaforme, rafforzando la percezione di dialogo reale tra generazioni e scene musicali diverse.
FAQ
Quante canzoni sono incluse nei nuovi progetti di Laura Pausini
I due capitoli paralleli contano 21 brani ciascuno, uno in italiano-multilingue e uno dedicato al repertorio latino, per un totale di 42 tracce studiate per mercati diversi ma coordinate nella direzione artistica.
Perché Laura Pausini parla di saga musicale
Laura Pausini vuole trasformare il concept in una serie continuativa, come una produzione seriale tv, così da costruire riconoscibilità, appuntamenti periodici con il pubblico e catalogo forte per lo streaming nel lungo periodo.
Qual è il criterio principale di scelta delle cover
Il criterio dominante è l’identificazione personale nel testo: Laura seleziona solo brani che può sentire e raccontare come propri, privilegiando coerenza emotiva e narrativa rispetto alla sola notorietà commerciale della canzone originale.
Perché non c’è ancora una collaborazione ufficiale con trapper italiani
L’assenza nasce da una questione di linguaggio e contenuti, non di pregiudizio verso il genere. Finché non emergerà un brano trap compatibile con il suo codice valoriale, l’artista preferisce non forzare l’incontro.
Che ruolo ha il multilinguismo nella strategia di Laura Pausini
Il multilinguismo è centrale: versioni in italiano, inglese, portoghese e tedesco permettono di lavorare su mercati locali con prodotti pensati ad hoc, aumentando chance di airplay e inserimento in playlist regionali.
Qual è la fonte delle informazioni sul rapporto con Bad Bunny
Le informazioni sullo scambio tra Laura Pausini e Bad Bunny, inclusa la lettera ricevuta dopo “Turista”, provengono dall’intervista rilasciata dall’artista a Vanity Fair e dal pezzo firmato da Fabiano Minacci.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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