Jeff Bezos ispira il nuovo Diavolo veste Prada tra satira e indizi
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Il nuovo Diavolo veste Prada punta sui miliardari della Silicon Valley
Il sequel de “Il diavolo veste Prada”, in uscita in Italia il 29 aprile, sposta la satira dalla moda ai nuovi tycoon tecnologici. A finire nel mirino, secondo le ricostruzioni di Variety, sarebbero soprattutto Jeff Bezos e Lauren Sánchez Bezos, mai citati esplicitamente ma evocati da numerosi indizi narrativi. Sullo sfondo, la direttrice di Vogue Anna Wintour, oggi pienamente coinvolta nella promozione del film, e il delicato intreccio tra Hollywood, grandi eventi come il Met Gala di New York e il potere mediatico dei miliardari. Il film, distribuito da The Walt Disney Company Italia, arriva nelle sale in un momento di forte contestazione pubblica contro il fondatore di Amazon, accusato per politiche del lavoro e gestione del potere editoriale.
In sintesi:
- Il sequel di “Prada” sposta la satira dai corridoi di Vogue ai miliardari tech globali.
- Benji Barnes ed Emily ricorderebbero Jeff Bezos e Lauren Sánchez, pur senza essere nominati.
- Nel film un magnate valuta l’acquisto della rivista Runway, eco di voci su Condé Nast.
- L’uscita coincide col Met Gala, co-organizzato da Bezos e Anna Wintour, aumentando la tensione.
Dal ritratto di Anna Wintour alla parodia di Jeff Bezos
Nel romanzo originale del 2003, Lauren Weisberger trasformava l’esperienza come assistente di Anna Wintour in una satira spietata del potere nelle redazioni di moda. Oggi il bersaglio si allarga ai “padroni dell’universo” digitali: nel sequel, Emily (Emily Blunt) non è più solo assistente arrivista, ma donna di potere legata al magnate tech Benji Barnes (Justin Theroux).
Benji appare come un ibrido tra Jeff Bezos ed Elon Musk: immensa ricchezza, trasformazione fisica e stilistica, ingresso nei salotti di Miranda Priestly. Accanto a lui, la compagna diventa sempre più centrale e influente, richiamando agli occhi di molti la figura di Lauren Sánchez Bezos.
Un ulteriore rimando è il personaggio della ex moglie filantropa, interpretata da Lucy Liu, che riecheggia la parabola reale di MacKenzie Scott dopo il divorzio da Bezos, segnata da donazioni multimiliardarie.
Met Gala, Vogue e proteste: il cortocircuito tra cinema e realtà
Il dettaglio più controverso riguarda la trama in cui Emily spinge Benji ad acquistare la rivista di moda “Runway”, esplicita allusione, secondo molti, alle indiscrezioni su un possibile interesse di Jeff Bezos per Condé Nast, editore di Vogue. Una suggestione alimentata anche da una copertina digitale di Vogue 2025 dedicata alle nozze Bezos–Sánchez.
Il tempismo è delicato: Jeff e Lauren Bezos figurano tra gli organizzatori del prossimo Met Gala insieme ad Anna Wintour, Beyoncé e Nicole Kidman, mentre il film uscirà negli USA il 1° maggio, a ridosso dell’evento del 4 maggio. Variety parla di scenario “potenzialmente esplosivo”.
Un portavoce di Emily Blunt ha definito “assolutamente falso” il legame diretto con Lauren Sánchez Bezos, mentre i rappresentanti della coppia e Disney tacciono. La sceneggiatrice Aline Brosh McKenna ha però raccolto testimonianze da ex e attuali dipendenti di Condé Nast, in un contesto di timori crescenti sul controllo dei media da parte dei miliardari, dopo l’acquisto del Washington Post da parte di Bezos nel 2013.
Wintour si diverte, l’America contesta il “Bezos system”
Se nei primi anni Anna Wintour percepiva “Il diavolo veste Prada” come un attacco personale, oggi cavalca il fenomeno: partecipa alle iniziative promozionali, gioca con i rimandi pop e offre il suo placet pubblico al sequel.
Fuori dall’élite dello spettacolo, però, il clima è più teso. New York è stata tappezzata di manifesti che invitano a boicottare quello che alcuni attivisti battezzano *“The Bezos Met Gala”*, criticando Amazon per condizioni di lavoro e posizioni sull’immigrazione. Anche le sfarzose nozze veneziane del 2025 dei Bezos avevano sollevato accuse di ostentazione e timori per l’impatto sulla città.
Che un film nato dalla satira di Vogue finisca per sfiorare una delle coppie oggi più vicine all’universo Wintour racconta come il baricentro del potere culturale si sia spostato: dai corridoi editoriali alle piattaforme globali guidate dai miliardari tech.
FAQ
Quando esce in Italia il sequel de Il diavolo veste Prada?
Il film esce nelle sale italiane il 29 aprile, distribuito da The Walt Disney Company Italia, con lancio coordinato alle principali uscite internazionali.
Perché il nuovo film è collegato a Jeff Bezos e Lauren Sánchez?
I personaggi Benji Barnes ed Emily presentano forti somiglianze narrative con Jeff Bezos e Lauren Sánchez Bezos, evidenziate e analizzate dettagliatamente da Variety.
Che ruolo ha Anna Wintour nel sequel e nel Met Gala?
Anna Wintour sostiene apertamente il film e co-organizza il Met Gala, evento cruciale dove convergono moda, filantropia e potere mediatico globale.
Perché alcuni attivisti parlano di “Bezos Met Gala” a New York?
Lo fanno per criticare il ruolo di Bezos nell’evento, contestando politiche del lavoro di Amazon e posizioni sull’immigrazione negli Stati Uniti.
Qual è la fonte originale delle informazioni su film, Wintour e Bezos?
Le informazioni sono derivate da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.



