Jacques Moretti, la svolta a Crans-Montana: cauzione versata e clamoroso ritorno in libertà dopo la strage

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Cauzione raccolta per moretti
Jacques Moretti, co-gestore del locale di Crans-Montana dove nella notte di Capodanno si è sviluppato l’incendio che ha provocato 40 vittime, avrebbe finalmente raggiunto l’importo richiesto per lasciare il carcere in regime di libertà vigilata. La somma fissata dalla magistratura elvetica ammonta a 200 mila franchi svizzeri, cifra considerata sufficiente, in questa fase, a garantire la sua futura presenza davanti ai giudici. Le autorità inquirenti hanno ricevuto conferma formale della disponibilità immediata del denaro da parte del collegio difensivo.
Secondo ricostruzioni filtrate dall’inchiesta e rilanciate dai media d’Oltralpe, la cauzione non riguarderebbe solo Moretti. Un importo analogo sarebbe stato organizzato anche per la moglie, Jessica Moretti, già sottoposta a obbligo di firma e a divieto di espatrio, misure che resterebbero in vigore pur in un quadro di libertà controllata. Il versamento del denaro avrebbe l’obiettivo di consolidare il suo status al di fuori del carcere, preservando tuttavia un perimetro di sorveglianza stretto.
L’annuncio del reperimento dei fondi rappresenta uno snodo cruciale nella complessa vicenda giudiziaria seguita alla tragedia di Capodanno. Per gli inquirenti, la disponibilità della cauzione non incide sul merito delle responsabilità penali, ma costituisce solo un presupposto tecnico per valutare il passaggio da detenzione preventiva a un regime di libertà condizionata per il principale indagato.
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Ruolo del garante e controlli del tribunale
La copertura economica necessaria alla cauzione per Jacques Moretti e per la moglie Jessica sarebbe stata assicurata da un amico di vecchia data della coppia, che si è proposto come garante unico dell’intera operazione. Questa figura ha anticipato complessivamente 400 mila franchi svizzeri, suddivisi in due tranche da 200 mila ciascuna, corrispondenti agli importi stabiliti dalla magistratura elvetica per i due indagati. Il suo ruolo non si limita al semplice versamento, ma implica anche un impegno personale nel garantire il rispetto degli obblighi imposti dal giudice.
La proposta di garanzia è ora all’esame delle autorità giudiziarie di Crans-Montana, chiamate a verificare in modo puntuale identità, solidità economica e attendibilità del soggetto che ha messo a disposizione i fondi. I magistrati intendono accertare che il denaro abbia un’origine lecita e tracciabile, in linea con le norme svizzere in materia di prevenzione del riciclaggio. Solo in caso di esito favorevole di questi accertamenti, la cauzione potrà essere formalmente accettata dal tribunale competente.
Gli inquirenti stanno inoltre valutando se il legame di lunga durata tra il garante e i coniugi Moretti possa assicurare un adeguato grado di pressione affinché vengano rispettate tutte le prescrizioni. La decisione finale sulla validità del garante rappresenta quindi un passaggio decisivo prima di qualsiasi modifica allo status detentivo di Jacques e alla posizione processuale di Jessica.
Prospettive di scarcerazione e misure restrittive
Se i controlli sul garante e sulla provenienza dei 400 mila franchi svizzeri daranno esito positivo, per Jacques Moretti si aprirà la possibilità concreta di lasciare il carcere nei prossimi giorni. La sua eventuale uscita non comporterà però un ritorno alla normalità: la magistratura elvetica ha già delineato un quadro di vigilanza particolarmente stringente, pensato per limitare al minimo i margini di movimento dell’indagato.
Tra le misure ipotizzate figurano il controllo elettronico tramite braccialetto, il ritiro dei documenti d’identità e l’obbligo di attenersi a un domicilio definito, sotto costante monitoraggio delle autorità. Moretti dovrà inoltre presentarsi regolarmente agli uffici competenti e rispettare senza eccezioni le prescrizioni fissate dal giudice, pena un possibile ritorno immediato in detenzione preventiva.
Per la moglie, Jessica Moretti, il versamento della cauzione servirebbe principalmente a consolidare l’attuale regime di libertà controllata, già segnato da obbligo di firma e divieto di lasciare il territorio svizzero. Anche per lei potrebbero essere introdotti ulteriori vincoli, qualora il tribunale lo ritenesse necessario per tutelare il corretto svolgimento dell’inchiesta sul rogo di Crans-Montana e prevenire qualsiasi rischio di fuga o di inquinamento probatorio.
FAQ
D: Chi è Jacques Moretti nel procedimento di Crans-Montana?
R: Jacques Moretti è il co-gestore del locale di Crans-Montana dove, la notte di Capodanno, un incendio ha causato 40 morti; è uno dei principali indagati nell’inchiesta svizzera.
D: A quanto ammonta la cauzione richiesta per Jacques Moretti?
R: La magistratura elvetica ha fissato per Moretti una cauzione di 200 mila franchi svizzeri, cifra ritenuta sufficiente a garantirne la presenza alle future fasi processuali.
D: Anche la moglie di Moretti è coinvolta e sottoposta a cauzione?
R: Sì, per Jessica Moretti è stato predisposto un importo analogo di 200 mila franchi, destinato a mantenere la sua posizione in libertà vigilata con misure cautelari.
D: Chi ha messo a disposizione i fondi per le cauzioni?
R: Le somme sono state anticipate da un amico di lunga data della coppia, che si è offerto come garante unico, coprendo complessivamente 400 mila franchi svizzeri.
D: Quali verifiche sta svolgendo il tribunale svizzero?
R: Il tribunale sta controllando identità e affidabilità del garante, oltre alla provenienza lecita e tracciabile dei fondi, in conformità alle norme svizzere sul riciclaggio.
D: Quali misure restrittive potrebbero essere applicate a Jacques Moretti se scarcerato?
R: Per Moretti si valutano braccialetto elettronico, ritiro dei documenti, obbligo di dimora, controlli periodici e rispetto rigoroso di tutte le prescrizioni del giudice.
D: Qual è la principale fonte giornalistica citata sul caso?
R: Le informazioni sullo stato della cauzione e sul ruolo del garante provengono da ricostruzioni rilanciate dai media francesi e da cronache riportate da testate come Novella 2000.




