La notizia in sintesi
- J-Ax ha confermato un’imprecazione pronunciata durante Sanremo 2026.
- Il filmato era già stato pubblicato dall’Ansa nei giorni del Festival.
- Il caso emerge ora dopo le dichiarazioni dell’artista a The BSMT.
- Nel video si sentono anche riflessioni politiche su destra, sinistra e potere.
(Riassunto generato con AI)
Il caso J-Ax riapre il dopo Sanremo
J-Ax torna al centro dell’attenzione per un episodio risalente al Festival di Sanremo 2026, emerso nuovamente nelle ultime ore dopo una sua intervista a Gianluca Gazzoli nel podcast The BSMT. Il rapper milanese ha raccontato di aver pronunciato, subito dopo una conferenza stampa del Festival, un termine considerato altamente offensivo dalla Chiesa cattolica, temendo allora possibili conseguenze sulla sua partecipazione.
Il punto rilevante è che, come riferito dallo stesso artista, il filmato non era inedito: uno dei pochi video in cui si sente l’espressione era stato pubblicato a febbraio dall’Ansa. Nella clip, rilanciata dall’agenzia, l’imprecazione si percepisce chiaramente, anche se detta rapidamente. Il caso, passato inosservato nei giorni del Festival, si è riacceso solo ora perché è stato lo stesso J-Ax a richiamarlo pubblicamente, trasformando un retroscena rimasto marginale in una notizia di attualità mediatica.
L’episodio si inserisce nel rapporto sempre delicato tra artisti, dirette, conferenze stampa e diffusione immediata dei contenuti. In questo caso, più che il momento in sé, pesa il fatto che la vicenda sia riemersa a distanza di mesi, quando il contesto emotivo e mediatico era ormai cambiato.
Il video Ansa e le parole sulla politica
Nel racconto fatto a Gianluca Gazzoli, J-Ax ha spiegato che quell’uscita sarebbe arrivata come intercalare dopo una domanda o un rilievo attribuito a una giornalista di un quotidiano di destra, che avrebbe accusato lui e altri artisti di non esporsi sui temi politici. Nel video citato, però, si sente soprattutto il successivo sviluppo del discorso, centrato proprio sulla politica e sull’equilibrio tra schieramenti.
L’artista afferma: “Ho detto che il nostro essere è sempre come un piede in due scarpe. smetti di farmi parlare del governo. Dico, almeno se volete essere la destra, fate la destra veramente. Tutti fanno poco la destra, loro che dicono di essere la destra, ma anche a sinistra fanno poco la sinistra. Perché in realtà dobbiamo sempre cercare il cerchiobottismo, il neutralismo, far pareggiare gli equilibri”. Nella clip, dunque, il passaggio controverso non esaurisce il contenuto: emerge anche una critica più ampia al posizionamento dei partiti e al linguaggio pubblico.
Sotto il filmato pubblicato dall’Ansa, secondo quanto riportato nel testo originale, migliaia di commenti si sono concentrati quasi esclusivamente sul contenuto politico, non sull’imprecazione. Un elemento che aiuta a leggere la vicenda: nella percezione del pubblico, il tema divisivo non sarebbe stato tanto la parola pronunciata, quanto il giudizio espresso su destra, sinistra e neutralismo.
Lo stesso vale per un secondo piano del caso: la distanza tra ciò che fa rumore nel momento in cui accade e ciò che diventa notizia soltanto dopo. L’episodio dimostra come il contesto di rilancio, più ancora del fatto originario, possa ridefinire la gerarchia dell’attenzione.
Nelle dichiarazioni riportate, J-Ax amplia poi il ragionamento sostenendo che la politica non detenga il potere reale, ma svolga una funzione amministrativa. Le sue parole sono nette: “La politica non comanda nulla, amministra. E quindi devono solo amministrare. E chi sta al di sopra di loro? Cioè la finanza che gli dice cosa fare, qui, ma anche negli Stati Uniti. Ma noi siamo messi ancora peggio, perché a noi prima ce lo dice il Presidente degli Stati Uniti, cosa dobbiamo fare e poi ce lo dice la finanza. E quindi, quando realizzi questo, tutte queste robe che mi chiedete, ‘dì qualcosa di positivo sulla Meloni, dì qualcosa di positivo sulla Schlein’, non contano più nulla. A noi ci lasciano fare una guerra orizzontale, quando l’unica guerra che dovrebbe essere combattuta oggi è verso l’alto, verso quel 0,1% che detiene tutto il potere e tutte le ricchezze del mondo. Ci distraggono facendoci litigare fra di noi. E a questo serve la politica, a distrarci, in modo che non ci accorgiamo che al di sopra di loro c’è chi veramente controlla tutto”.
È un passaggio che sposta l’interesse dalla sola espressione incriminata al profilo pubblico del cantante, da tempo incline a letture polemiche sui rapporti tra consenso, potere e comunicazione. Nel testo originale viene ricordato anche un precedente televisivo a Belve, con Francesca Fagnani, dove l’artista aveva già affrontato temi simili.
Perché la vicenda pesa adesso
Il caso mostra un meccanismo tipico dell’ecosistema digitale: un contenuto già disponibile può diventare realmente rilevante solo quando viene riattivato da una nuova dichiarazione del protagonista. Nel caso di J-Ax, la clip dell’Ansa esisteva già, ma senza generare una polemica evidente.
La conseguenza più concreta, allo stato dei fatti, è mediatica: l’episodio riapre il dibattito sul confine tra spontaneità, responsabilità pubblica e persistenza degli archivi video. Non risultano, nel testo di partenza, provvedimenti o effetti diretti sulla partecipazione dell’artista a Sanremo 2026. Resta però un dato: a distanza di mesi, non è il Festival a produrre la notizia, ma la memoria pubblica di ciò che il Festival ha lasciato registrato.
FAQ
Cosa ha detto J-Ax su Sanremo 2026?
Sì, ha dichiarato di aver pronunciato un termine offensivo dopo una conferenza stampa del Festival.
Dove si trova il video citato da J-Ax?
Sì, secondo il testo originale il filmato è stato pubblicato a febbraio sulla pagina Facebook dell’Ansa.
Perché il caso emerge solo adesso?
Sì, perché la vicenda è tornata d’attualità dopo il racconto fatto da J-Ax a The BSMT.
Nel video si parla solo dell’imprecazione?
No, nella clip compaiono anche riflessioni politiche su destra, sinistra, finanza e potere.
Qual è la fonte originale della notizia?
Sì, la fonte originale è derivata da elaborazione congiunta di Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.




