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Gic 2026 a Piacenza, la fiera europea di riferimento per il calcestruzzo
Le Giornate italiane del calcestruzzo (Gic 2026) si svolgeranno dal 16 al 18 aprile 2026 nei padiglioni di Piacenza Expo. L’evento, organizzato da Mediapoint & Exhibitions e presentato presso Confindustria Piacenza, riunirà imprese, associazioni e professionisti della filiera del calcestruzzo e degli inerti da costruzione e demolizione. In un contesto segnato da tensioni geopolitiche, volatilità dei prezzi energetici e fragilità infrastrutturale, la manifestazione punta a offrire un confronto tecnico di alto livello su approvvigionamento, sostenibilità, sicurezza e nuove tecnologie applicate alle costruzioni.
In sintesi:
- Oltre 330 aziende espositrici e 9.328 mq di area espositiva, con forte crescita rispetto al 2024.
- Focus su sicurezza infrastrutturale, resilienza delle filiere e impatto delle tensioni geopolitiche sui materiali.
- Più di 50 patrocini associativi e istituzionali italiani e internazionali a sostegno dell’evento.
- Programma convegnistico su calcestruzzo 7.0, idrogeno nei cantieri, prefabbricazione e manutenzione strutture.
La sesta edizione del Gic si presenta come l’edizione dei record: 330 aziende (+27% sul 2024), 9.328 metri quadri di superficie netta (+22%) e 64 espositori esteri (+33%). In conferenza stampa sono intervenuti l’assessore comunale Gianluca Ceccarelli, il dirigente di Confindustria Piacenza Stefano Riva, Sergio Copelli per Piacenza Expo, il direttore di Mediapoint & Exhibitions Fabio Potestà e il giornalista Gianenrico Griffini. “Il settore del calcestruzzo continua a dimostrare solidità, con l’Italia Paese trainante sul fronte infrastrutturale”, ha evidenziato Potestà, sottolineando come le tensioni in Medio Oriente – che fornisce circa il 62% del calcare ad alta purezza – impongano nuove strategie di approvvigionamento e gestione dei costi per tutta la filiera.
Numeri record, geopolitica e sicurezza infrastrutturale al centro del Gic 2026
Le criticità geopolitiche e la volatilità dei mercati delle materie prime stanno ridisegnando gli equilibri del comparto del calcestruzzo. Il conflitto in Medio Oriente, oltre a incidere sui costi energetici, mette a rischio la disponibilità di materiali strategici, con effetti potenziali sui prezzi lungo tutta la catena delle costruzioni. Parallelamente, gli eventi che hanno evidenziato la vulnerabilità del territorio e delle infrastrutture italiane riportano l’attenzione su diagnosi, manutenzione e durabilità delle opere.
Proprio per questo, il Gic 2026 si propone come piattaforma di confronto tra imprese, istituzioni e comunità tecnica, attraverso un programma di convegni incentrato su sicurezza, innovazione, sostenibilità e gestione del ciclo di vita delle infrastrutture. L’obiettivo è rafforzare resilienza e capacità di adattamento del settore, favorendo il passaggio da una logica di prodotto a un approccio prestazionale integrato.
La manifestazione può contare su oltre 50 patrocini delle principali associazioni italiane, tra cui Aci Italy Chapter, Anepla, Assiad, Assimp, Assobeton, Atecap, Cni-Consiglio nazionale degli ingegneri, Conpaviper, Federcave, Federcomated, Federbeton, Finco e Nadeco, oltre ai principali organismi internazionali come Acrp, Bibm, Eda, Ermco, Ewji, Eupave e Iacds. A questi si aggiungono i patrocini istituzionali di Regione Emilia-Romagna, Regione Liguria, Anas e Aeronautica Militare, che proporrà un convegno dedicato alle pavimentazioni aeroportuali militari e civili.
Per Giovanni Grondona Viola, presidente di Assimp Italia, il Gic è “un luogo privilegiato di dialogo tra imprese, professionisti e istituzioni” sui temi dell’innovazione e delle regole di filiera. Enrico Dassori, presidente di Assobeton, definisce l’evento “un’occasione per riportare al centro il materiale che ha fatto la storia delle costruzioni civili”, evidenziando l’impegno su sicurezza, qualità e sostenibilità. Giuseppe Ruggiu, presidente di Atecap, parla di “profonda trasformazione tecnologica, culturale e normativa”, con un focus sempre più marcato sulle prestazioni e sul ciclo di vita delle opere.
Nella dimensione europea, il segretario generale di Bibm, Alessio Rimoldi, spiega che la loro presenza mira a connettere strategie UE e realtà italiana, promuovendo una visione condivisa su competitività e innovazione. Stefano Panseri, presidente di Nadeco, rimarca come la partecipazione dell’associazione sia ormai strutturale, in linea con una strategia di crescita basata su standard tecnici e best practice comuni.
Il programma convegnistico partirà giovedì 16 aprile con: “Dalle testimonianze delle associazioni del comparto alle più recenti realizzazioni di opere infrastrutturali in Italia”, organizzato da Concrete News con Ship2Shore; a seguire “Le frontiere del calcestruzzo 7.0: dalle infrastrutture storiche ai data center” a cura di Pilosio-Scaffolding & Formworks. Nel pomeriggio, spazio al convegno su idrogeno, connettività dei mezzi e cybersecurity nei cantieri, realizzato con Hydrogen-news, Allestimenti & trasporti e Cybsec-news, e a “Il cantiere virtuoso”, dedicato a Bim, logistica e gestione reflui.
Venerdì 17 aprile al centro ci sarà la diagnostica strutturale per la valutazione della vulnerabilità delle grandi infrastrutture viarie e ferroviarie, con il contributo di Alig, Ate, Algi e Master. Seguiranno i panel su calcestruzzo sostenibile e adattamento climatico, e sulle novità che stanno cambiando prefabbricazione e getto in opera, con il coinvolgimento di Peikko Italia. Sabato 18 aprile si chiuderà con la presentazione della Uni/PdR 153:2023 su formazione e certificazione del personale addetto alla manutenzione delle strutture in calcestruzzo armato, tassello cruciale per la sicurezza delle opere esistenti.
Come da tradizione, il Gic 2026 ospiterà eventi collaterali di alto profilo: nella serata inaugurale del 16 aprile si terranno gli Icta-Italian Concrete Technology Awards, dedicati alle eccellenze del settore, seguiti dal “Gic by night”, apertura serale con networking tra operatori. Venerdì 17 aprile spazio invece alla seconda edizione degli Idra-Italian Demolition & Recycling Awards, focalizzati su demolizione e riciclo degli inerti, temi sempre più centrali nell’ottica dell’economia circolare.
Perché il Gic 2026 è strategico per il futuro delle costruzioni
La combinazione di crescita espositiva, riconoscimento istituzionale e focus tecnico fa del Gic 2026 un osservatorio privilegiato sulle traiettorie future del settore. La dipendenza da aree strategiche per le materie prime, l’urgenza di mettere in sicurezza il parco infrastrutturale e la spinta normativa su sostenibilità e circolarità rendono essenziale una cabina di regia condivisa tra industria, progettisti e decisori pubblici.
Il rafforzamento del dialogo europeo, l’attenzione alle tecnologie digitali (Bim, monitoraggio, cybersecurity), all’idrogeno nei cantieri e alla certificazione delle competenze indica una direzione chiara: il calcestruzzo resta materiale centrale, ma dovrà essere sempre più intelligente, tracciabile e performante lungo l’intero ciclo di vita delle opere.
FAQ
Quando si svolge il Gic 2026 e dove si tiene esattamente?
Il Gic 2026 si svolge dal 16 al 18 aprile 2026 presso i padiglioni di Piacenza Expo, a Piacenza.
Quante aziende espongono al Gic 2026 e quanto è grande la fiera?
Partecipano 330 aziende espositrici, con una superficie netta di 9.328 metri quadri, che rappresenta un aumento significativo rispetto al 2024.
Quali sono i temi principali affrontati nei convegni del Gic?
I convegni trattano diagnostica strutturale, calcestruzzo sostenibile, idrogeno nei cantieri, digitalizzazione (Bim), prefabbricazione avanzata e manutenzione delle strutture in calcestruzzo armato.
Che ruolo ha il Gic per la sicurezza delle infrastrutture italiane?
Il Gic contribuisce concretamente mettendo in rete imprese, tecnici e istituzioni, promuovendo soluzioni per monitoraggio, manutenzione predittiva, certificazione del personale e adozione di standard tecnici aggiornati.
Da quali fonti è stata ricavata e rielaborata questa notizia?
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