Italia mette alla sbarra la Svizzera: il processo che può riscrivere i confini della giustizia europea
Indice dei Contenuti:
Coordinamento giudiziario bilaterale
Palazzo Chigi ha riunito le famiglie delle vittime con il sottosegretario Alfredo Mantovano, il ministro della Giustizia Carlo Nordio, l’avvocato generale Gabriella Palmieri Sandulli e i rappresentanti di Esteri, Interno, Affari europei e Protezione civile, definendo una strategia comune per un’azione giudiziaria parallela in Svizzera e in Italia. La linea è coordinare tempi, richieste probatorie e tutela delle parti offese per ridurre i rischi di dispersione degli atti e conflitti di competenza.
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La Procura di Roma ha inviato una rogatoria alle autorità elvetiche per acquisire gli atti dell’inchiesta e procede alle autopsie, passaggio chiave per fissare le cause dei decessi e consolidare i profili di responsabilità transnazionali. Obiettivo: integrare i dossier, allineare gli standard di prova e garantire assistenza giudiziaria reciproca.
In parallelo, la parte italiana valuta le iniziative da intraprendere sul piano penale e civile, compresa l’eventuale costituzione di parte civile nei procedimenti svizzeri e il sostegno alla raccolta testimoniale, con particolare attenzione ai verbali dei presenti nella notte dell’incendio. L’approccio condiviso mira a evitare duplicazioni, assicurare tracciabilità delle evidenze tecniche e favorire la tempestiva esecuzione di perizie congiunte, in vista di un procedimento che si preannuncia complesso e di lunga durata.
Le responsabilità amministrative e i controlli mancati
Dai verbali raccolti in Svizzera emerge un quadro di verifiche lacunose e procedure non presidiate. Una norma entrata in vigore nel 2023 imponeva il diniego al rinnovo delle licenze ai locali privi di casellario giudiziale dei titolari, ma il gestore Jacques Moretti risultava gravato da precedenti del 2008 per sfruttamento della prostituzione in Francia. Il dato è emerso solo dopo la strage del Constellation, evidenziando una falla nella catena autorizzativa.
Resta da chiarire se e quando siano stati eseguiti i controlli annuali spettanti al Comune di Crans-Montana. Dagli atti risulta assenza di ispezioni dal 2019, nonostante nel 2015 i Moretti avessero rimpiazzato il materiale fonoassorbente del soffitto con pannelli in poliuretano, acquistati in un negozio di bricolage da Jacques.
Le verifiche precedenti non avevano segnalato il rischio incendio dei rivestimenti, un’omissione oggi sotto lente insieme alla catena delle responsabilità amministrative per licenze, agibilità e sicurezza antincendio. In sede testimoniale, un quindicenne presente nel locale ha riferito di aver avvertito la sicurezza del rogo nel seminterrato e di uscite congestionate da flussi incrociati sulle scale, elementi che richiamano carenze nella gestione delle emergenze e nella vigilanza sulle capienze e sulle vie di fuga.
Indennizzi e controversie sull’imparzialità delle indagini
Il Consiglio federale svizzero ha promesso sostegno economico alle famiglie e, se necessario, l’accesso a nuovi fondi tramite il Parlamento. Nell’immediato, il governo cantonale ha stanziato 10.000 franchi per nucleo e ha annunciato una fondazione indipendente per gestire le donazioni, mentre le stime difensive parlano di risarcimenti potenzialmente nell’ordine delle centinaia di milioni di euro.
Parallelamente, monta la contestazione sul profilo di imparzialità dell’inchiesta. Più avvocati chiedono l’assegnazione del fascicolo a un procuratore esterno al Cantone per prevenire conflitti d’interesse e percezioni di prossimità istituzionale. Agli atti figura una comunicazione della Polizia cantonale ad alcune famiglie che suggeriva tre legali per canalizzare le denunce, tra cui un professionista cugino dell’avvocato del Comune di Crans-Montana.
Il legale delle famiglie Romain Jordan ha inviato una diffida alla Procura per chiarire l’origine dell’iniziativa — se riconducibile ai magistrati o alla Polizia — senza ottenere risposte formali. La nota evidenzia criticità sulla catena decisionale e invoca trasparenza procedurale, con richiesta di tracciabilità delle interlocuzioni e di separazione netta tra funzioni investigative e suggerimenti difensivi.
FAQ
- Quali indennizzi sono stati annunciati?
Contributo immediato di 10.000 franchi per famiglia e istituzione di una fondazione per le donazioni. - Da dove potrebbero arrivare ulteriori fondi?
Da stanziamenti approvati dal Parlamento federale, se richiesti dal Consiglio federale. - A quanto possono ammontare i risarcimenti?
Le stime degli avvocati indicano cifre fino a centinaia di milioni di euro. - Perché si parla di imparzialità compromessa?
Per il suggerimento di avvocati da parte della Polizia cantonale e legami di parentela con il legale del Comune. - Chi ha sollevato formalmente le obiezioni?
L’avvocato Romain Jordan, con richiesta di chiarimenti alla Procura. - È stata chiesta una diversa titolarità dell’indagine?
Sì, vari legali chiedono un procuratore esterno al Cantone. - Qual è la fonte giornalistica citata?
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