Italia maglia nera dell’evasione fiscale la nuova classifica dei contribuenti meno virtuosi

Italia maglia nera dell’evasione fiscale la nuova classifica dei contribuenti meno virtuosi

12 Giugno 2026

La notizia in sintesi:

  • Dati 2025 del Dipartimento Finanze rivelano le categorie a maggior rischio evasione fiscale in Italia.
  • Medici, commercialisti, dentisti e professioni sanitarie risultano tra i contribuenti più affidabili per il Fisco.
  • Ristoranti, ambulanti, tassisti, Ncc e concessionarie auto mostrano forti scostamenti e redditi sospetti.
  • L’affidabilità è misurata dagli ISA: sopra 8 ok, sotto 6 rischio controlli mirati dell’Agenzia Entrate.

    (Riassunto generato con AI).

Chi evade di più: mappa 2025 dei contribuenti a rischio

Chi sono, oggi, i contribuenti italiani più esposti al rischio di evasione fiscale?
Che cosa rivelano le dichiarazioni dei redditi 2025 (anno d’imposta 2024) sulle diverse categorie professionali?
Dove si concentrano i profili di rischio maggiori, e dove invece prevale il rispetto delle regole?

Quando il Dipartimento delle Finanze del Ministero dell’Economia ha pubblicato i nuovi dati ISA, è emersa con chiarezza una frattura tra professioni ad alta affidabilità e settori con redditi dichiarati difficilmente compatibili col volume d’affari reale.

Perché questo quadro conta? Perché orienta i controlli mirati del Fisco, condiziona l’accesso ai benefici premiali e contribuisce a ridefinire il patto di fiducia tra partite Iva, piccole imprese e Agenzia delle Entrate. La “pagella fiscale” basata sugli Indici sintetici di affidabilità (ISA) diventa così uno strumento centrale nella strategia anti-evasione del sistema tributario italiano.

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I numeri dell’affidabilità fiscale: chi rispetta le regole

Le dichiarazioni 2025 disegnano una netta linea di demarcazione tra contribuenti “affidabili” e “a rischio”. Il voto minimo che certifica l’affidabilità della dichiarazione è un ISA pari ad almeno 8; sotto il 6 la posizione entra in area controlli.

Tra i profili virtuosi emergono nettamente medici, commercialisti, dottori commercialisti, consulenti del lavoro, ingegneri e altre professioni sanitarie. L’affidabilità fiscale delle partite Iva è in crescita, grazie anche al concordato preventivo biennale, ma il divario interno alle stesse categorie resta marcato.

I dati sui medici sono esemplari: chi ha un ISA superiore a 8 dichiara in media 102.800 euro annui; chi è sotto 8 si ferma a 37.000 euro. Per i commercialisti, i contribuenti con voto oltre l’8 dichiarano 139.200 euro, contro 50.900 di chi non raggiunge la soglia. Analogo lo scenario dei dentisti: il 57,7% ottiene un punteggio superiore a 8 con redditi medi di 105.400 euro; il restante 42,3%, sotto 8, dichiara mediamente 42.700 euro. Scarti così ampi orientano immediatamente l’azione di intelligence fiscale.

Ristorazione, ambulanti, taxi: dove il rischio evasione resta elevato

All’estremo opposto della classifica ISA 2025 si collocano i settori considerati dal Fisco “più problematici”: ristoratori, venditori ambulanti, tassisti, operatori Ncc (noleggio con conducente) e concessionarie d’auto. Qui le distanze tra contribuenti affidabili e non affidabili diventano particolarmente accentuate.

Nel comparto della ristorazione, ad esempio, i contribuenti con punteggio alto dichiarano un reddito medio di 65.400 euro, mentre i meno affidabili si fermano a 15.600 euro. Un divario che segnala, per l’amministrazione finanziaria, possibili sacche strutturali di evasione o sotto-dichiarazione sistematica dei ricavi.

Il quadro si complica con il caso delle farmacie. Gli ISA registrano per il settore un calo dell’affidabilità del 20,3% rispetto all’anno precedente. Tuttavia, il fatturato delle farmacie è integralmente tracciato tramite scontrini parlanti e detrazioni sanitarie richieste dai clienti. Il dato viene quindi letto dagli esperti come un ridimensionamento fisiologico dei ricavi dopo i picchi straordinari del periodo pandemico, non come un aumento dell’evasione.

Segnali di arretramento emergono anche per altre attività commerciali: tabaccai (-6,3%), bar e pasticcerie (-2,6%), negozi di arredamento (-1,3%), macellai (-1,2%). Oscillazioni che il Fisco analizza incrociando dati settoriali, scontrini, pagamenti elettronici e storico dichiarativo.

Come l’algoritmo ISA decide chi è davvero affidabile

In Italia operano quasi 6 milioni di partite Iva e piccole imprese che continuano a versare imposte prevalentemente “a consuntivo”, cioè l’anno successivo al periodo d’imposta, basandosi sulle dichiarazioni dei redditi precedenti. La diffusione della fattura elettronica renderebbe teoricamente possibile un sistema per cassa, con calcolo in tempo quasi reale di incassi, costi e margini, ma il passaggio non è ancora stato completato.

Nel frattempo, il cuore della selezione del rischio è l’algoritmo ISA. Per ogni contribuente vengono analizzati i dati dichiarativi degli ultimi cinque anni, insieme a indicatori settoriali, territoriali e strutturali. Il risultato è un punteggio da 1 a 10: dall’8 in su il soggetto è considerato affidabile e può accedere a vantaggi (meno controlli, rimborsi più rapidi, esoneri da alcuni adempimenti); dal 6 in giù scatta l’attenzione preventiva dell’Agenzia delle Entrate.

Il sistema, però, non è infallibile: un contribuente che ha sempre dichiarato poco ma ha svolto parte dell’attività in nero può risultare “affidabile”, mentre chi per un anno subisce un calo oggettivo (malattia, maternità, crisi di mercato, spese straordinarie) rischia un punteggio basso. Per questo, la vera sfida dei prossimi anni sarà integrare algoritmi, fatturazione elettronica e analisi di contesto, così da distinguere con maggior precisione l’evasione strutturale dalle difficoltà temporanee.

FAQ

Che cosa misura esattamente il punteggio ISA in dichiarazione dei redditi?

Il punteggio ISA misura in modo sintetico l’affidabilità fiscale del contribuente, incrociando redditi dichiarati, dati storici, indicatori del settore e contesto territoriale su base quinquennale.

Qual è il punteggio ISA minimo per essere considerati affidabili dal Fisco?

È considerato affidabile chi ottiene un punteggio ISA almeno pari a 8. Sotto 6 aumenta sensibilmente il rischio di controlli mirati.

Quali vantaggi pratici ha chi ha un ISA superiore a 8?

Chi ha ISA sopra 8 accede a minori probabilità di controlli, rimborsi più rapidi, agevolazioni sui visti di conformità e alcuni esoneri dichiarativi.

Perché ristoranti, taxi e ambulanti risultano più a rischio evasione?

Risultano più a rischio perché presentano elevato uso di contante, forte disallineamento fra volumi percepiti e redditi dichiarati, e margini di sotto-fatturazione.

Da quali fonti sono stati elaborati i dati citati nell’articolo?

I dati derivano da un’elaborazione redazionale congiunta di informazioni ufficiali tratte da Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it.


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Direttore Editoriale Assodigitale.it Phd, MBA, CPA

Storico esperto di Digital Journalism e creatore di Immediapress la prima Digital Forwarding Agency italiana poi ceduta al Gruppo ADNkronos, evangelista di Internet dai tempi di Mozilla e poi antesignano (ora pentito) dei social media in italia, Bitcoiner Evangelist, portatore sano di Ethereum e Miner di crypto da tempi non sospetti. Sono a dir poco un entusiasta della vita, e già questo non è poco. Intimamente illuminato dalla Cultura Life-Hacking, nonchè per sempre ed indissolubilmente Geek, giocosamente Runner e olisticamente golfista. #senzatimore è da decenni il mio hashtag e significa il coraggio di affrontare l'ignoto. Senza Timore. Appunto

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