Italia furiosa su Crans, indagine nel mirino: dossier irregolare, pressioni diplomatiche e ombre pesanti sulla Svizzera

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L’ira italiana su Crans: “Troppi buchi nell’inchiesta”. Berna: evitate ingerenze
Indagine sotto accusa
La scarcerazione di Jacques Moretti, co-proprietario del lounge bar «Le Constellation» di Crans-Montana, dopo due settimane nel carcere di Sion e il pagamento di 200 mila franchi di cauzione, ha incendiato i rapporti tra Roma e Berna. Ripreso dalle telecamere nello chalet di Lens, dove vive con la moglie Jessica e i figli, l’uomo resta al centro di un’inchiesta che dopo 25 giorni conta solo i coniugi Moretti iscritti nel registro degli indagati.
Il governo italiano, con Palazzo Chigi e la Farnesina, ha richiamato in patria l’ambasciatore in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado, per valutare «ulteriori azioni», chiedendo un cambio del pool di inquirenti del Canton Vallese impegnati sull’incendio di Capodanno che ha causato 40 morti e 116 feriti. Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani denuncia gravi errori della magistratura cantonale, accusata di aver liberato un indagato che avrebbe manifestato intenzioni di fuga.
La procuratrice generale del Vallese Beatrice Pilloud, che ha rifiutato un incontro con l’ambasciatore, rimarca che la scarcerazione è decisione del Tribunale coercitivo e ribadisce la volontà di mantenere il controllo dell’inchiesta, mentre restano sullo sfondo le possibili responsabilità dei funzionari comunali sui mancati rilievi nelle verifiche antincendio del locale in rue Centrale.
Frattura diplomatica e giustizia
La gestione del caso divide profondamente Italia e Svizzera. Il ministro elvetico degli Esteri Ignazio Cassinis, dopo un colloquio con Tajani, adotta toni concilianti, riconoscendo il dolore condiviso e assicurando attenzione al lavoro della giustizia vallesana. Ben più rigido il presidente della Confederazione Guy Parmelin, che respinge ogni ingerenza esterna, rivendica la separazione dei poteri e avverte che i sistemi giuridici dei due Paesi non possono essere sovrapposti.
Dal fronte italiano arriva la controreplica del vicepremier Matteo Salvini, che invita Parmelin a un «garbato e prudente silenzio» per rispetto delle vittime, ribadendo la fiducia che la giustizia svizzera non concederà privilegi a nessuno. Sullo sfondo, cresce la pressione degli avvocati franco-svizzeri che assistono altre famiglie colpite, critici anch’essi per lentezze e lacune investigative.
La frattura politico-diplomatica si intreccia così con la tensione giudiziaria: da un lato l’orgogliosa difesa del modello elvetico, dall’altro l’insistenza italiana su maggiore rigore, cambio di magistrati e accertamento delle responsabilità oltre il perimetro dei soli gestori del locale.
Dolore delle famiglie e nuove prove
Nel vuoto di risposte, a parlare sono soprattutto i familiari delle vittime e dei feriti italiani. Umberto Marcucci, padre di un giovane ricoverato al Niguarda di Milano, definisce la liberazione di Moretti un colpo atteso ma comunque devastante e denuncia l’impressione che le istituzioni svizzere non vogliano davvero fare i conti con la tragedia. Analogo malessere è emerso dopo l’incontro tra Parmelin e i genitori di Riccardo Minghetti, 16 anni, morto nel rogo: gesti di ascolto giudicati non sufficienti a fugare il sospetto di una «polvere sotto il tappeto».
Intanto, un nuovo video diffuso dall’emittente francese Bfmtv mostra i momenti immediatamente successivi all’innesco dell’incendio al «Le Constellation». Nonostante le fiamme abbiano già intaccato i pannelli di schiuma fonoassorbente, si vedono giovani procedere in fila indiana con bottiglie in mano, guidati dalla cameriera Cyane, in spalla a un collega, e dalla stessa Jessica Moretti.
Le immagini alimentano domande su sicurezza, addestramento del personale e gestione dei bengala, mentre i genitori dei feriti, come nel caso dei sedicenni che comunicano via pc dall’ospedale usando emoticon di felicità, cercano di aggrapparsi a ogni segnale di miglioramento clinico in un quadro di persistente sfiducia istituzionale.
FAQ
D: Perché l’Italia critica l’inchiesta svizzera?
A: Per presunte lacune investigative, lentezze e per la scarcerazione di Jacques Moretti, ritenuta prematura.
D: Chi chiede il cambio del pool di magistrati?
A: Il governo italiano, in particolare il ministro degli Esteri Antonio Tajani, auspica il coinvolgimento di un altro cantone.
D: Qual è la posizione della magistratura vallesana?
A: La procuratrice generale Beatrice Pilloud difende l’operato degli uffici e rivendica la competenza dell’autorità locale.
D: Come ha reagito la Svizzera alle pressioni italiane?
A: Il presidente Guy Parmelin ha respinto le ingerenze, richiamando la separazione dei poteri e le specificità del sistema elvetico.
D: Che ruolo hanno le famiglie delle vittime?
A: Sono parte attiva nel chiedere verità, contestano la scarcerazione e denunciano una mancanza di volontà di «riabilitazione» da parte delle autorità.
D: Cosa mostrano i nuovi video dal locale “Le Constellation”?
A: Sequenze di giovani e personale che movimentano bottiglie con fuochi mentre l’incendio è già in corso sui pannelli fonoassorbenti.
D: Quali responsabilità ulteriori vengono ipotizzate?
A: Si guarda anche ai funzionari comunali che non avrebbero rilevato lacune nelle verifiche antincendio del locale.
D: Qual è la fonte giornalistica originale del caso trattato?
A: La ricostruzione si basa su cronache e approfondimenti pubblicati dal quotidiano italiano la Repubblica sul rogo di Crans-Montana e sulle successive tensioni diplomatiche.




