ISEE 2026, patrimonio sotto la lente: cripto, valute estere e rimesse ora pesano sul calcolo
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Patrimonio mobiliare: valute estere, cripto e rimesse entrano nell’isee
ISEE 2026 amplia il perimetro del patrimonio mobiliare per misurare con maggiore precisione la capacità economica dei nuclei. La revisione interviene sull’articolo 5 del DL 201/2011, includendo asset finora esclusi dal calcolo e aggiornando l’indicatore alla finanza reale e digitale. Obiettivo: aderire alla disponibilità effettiva delle famiglie, riducendo aree grigie e sotto-dichiarazioni.
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Entrano le valute estere: giacenze su conti, depositi e strumenti detenuti fuori dall’Italia verranno conteggiate ai fini ISEE, superando l’asimmetria tra ricchezza in euro e in divise.
Vengono computate le criptovalute: wallet e piattaforme con saldo positivo rientrano nel patrimonio mobiliare, riconoscendo le crypto come forma di ricchezza con impatto potenziale su accesso e misura delle prestazioni sociali.
Rilevano le rimesse di denaro verso l’estero: trasferimenti tramite money transfer e invio di contante non accompagnato concorrono alla fotografia patrimoniale, quando economicamente significativi. L’estensione punta a intercettare flussi che, pur non stazionando stabilmente su conti italiani, incidono sulla disponibilità finanziaria del nucleo.
Tempistiche e decreti attuativi per la piena applicazione
L’estensione del patrimonio mobiliare non è immediatamente operativa: serve un decreto attuativo per aggiornare formalmente le regole ISEE. Il provvedimento dovrà essere emanato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali d’intesa con il MEF, seguendo l’iter previsto.
È richiesto il passaggio in Conferenza Unificata, passaggio necessario prima di intervenire sul D.P.C.M. 159/2013. Solo dopo la pubblicazione del decreto, l’articolo 5 del regolamento potrà includere esplicitamente valute estere, criptovalute e rimesse tra le componenti del patrimonio.
Fino alla conclusione dell’iter, INPS e gli enti erogatori non applicano le nuove voci nel calcolo dell’indicatore. Le innovazioni restano quindi sospese, in attesa di operatività regolamentare e adeguamenti tecnici dei sistemi di calcolo.
Misure già operative dal 2026: franchigia prima casa e scala di equivalenza
Dal 1° gennaio 2026 è attivo l’innalzamento della franchigia sull’abitazione principale a 91.500 euro. La quota esente riduce l’impatto del valore della casa sul calcolo dell’indicatore, alleggerendo l’ISEE per i nuclei proprietari di prima casa con valori medi o medio-bassi. Effetto atteso: platea più ampia con indicatori più favorevoli nelle soglie di accesso ai benefici.
È operativa la revisione della scala di equivalenza, che rafforza i coefficienti in funzione della composizione familiare. L’adeguamento riconosce in misura più accurata carichi, minori e componenti con specifiche esigenze, modulando il peso economico per renderlo più coerente con la realtà dei nuclei contemporanei.
INPS conferma l’applicazione delle due misure alle DSU presentate dal 2026. Gli utenti vedranno gli effetti direttamente negli attestati ISEE emessi nel nuovo anno, senza necessità di passaggi aggiuntivi rispetto alla procedura standard.
FAQ
- Da quando vale la nuova franchigia sulla prima casa?
Dal 1° gennaio 2026, con esenzione fissata a 91.500 euro. - La scala di equivalenza è stata aggiornata?
Sì, i coefficienti sono potenziati per riflettere meglio composizione e carichi familiari. - Serve presentare una nuova DSU per beneficiare delle novità?
Le regole si applicano alle DSU presentate dal 2026; basta la procedura ordinaria. - Chi conferma l’operatività delle misure?
INPS ha confermato l’applicazione dal 2026 negli attestati ISEE. - La franchigia si applica a tutte le prime case?
Si applica all’abitazione principale secondo i criteri ISEE; riduce l’impatto patrimoniale entro 91.500 euro. - Qual è l’effetto atteso sull’ISEE?
Indicatore tendenzialmente più basso per proprietari di prima casa e nuclei con maggiori carichi familiari. - Qual è la fonte giornalistica delle novità?
Le misure sono descritte nella Legge di Bilancio 2026 e confermate da INPS (fonte giornalistica: testo di riferimento e comunicazioni istituzionali).




