INPS, nuova rateizzazione dei debiti contributivi fino a 60 mesi
Con la circolare 60/2026 l’INPS introduce una riforma strutturale che consente alle imprese italiane di dilazionare i debiti contributivi fino a 60 rate mensili. La misura, operativa su tutto il territorio nazionale dal 2026, sostituisce il precedente limite ordinario di 24 mesi e semplifica l’iter autorizzativo, eliminando il passaggio preventivo al Ministero del Lavoro per i piani più lunghi. L’obiettivo è sostenere la continuità aziendale, garantire l’emersione del debito e favorire l’accesso alle gare pubbliche e agli incentivi, tramite la rapida regolarizzazione del Durc per chi rispetta il piano di rientro e i contributi correnti.
In sintesi:
- Rateizzazione INPS dei debiti contributivi fino a un massimo di 60 rate mensili.
- Nuovi limiti: fino a 36 rate sotto 500.000 euro, fino a 60 oltre soglia.
- Domanda solo online tramite Cassetto previdenziale, con Durc subito regolare dopo il primo pagamento.
- Mancato versamento della prima rata o di tre rate fa decadere il beneficio.
Nuovi limiti, gestione territoriale e condizioni per le imprese
La riforma dell’INPS supera integralmente il limite di 24 mesi e introduce soglie chiare legate all’importo complessivo dovuto. Per debiti fino a 500.000 euro sono previsti piani ordinari fino a 36 rate; oltre i 500.000,01 euro la dilazione può estendersi a un massimo di 60 mensilità.
Il direttore centrale Entrate, Antonio Pone, ha chiarito che il potere decisionale è ora decentrato alle strutture territoriali: i direttori delle sedi locali approvano i piani entro 500.000 euro, mentre i direttori regionali autorizzano gli importi superiori, con istruttorie più rapide e uniformi.
La misura non è una sanatoria: nessuno sconto su capitale o interessi. Il vantaggio per le imprese consiste nella possibilità di diluire il debito, mantenendo al contempo la regolarità contributiva, condizione essenziale per partecipare ad appalti, ottenere contributi pubblici e accedere a molti strumenti di sostegno alla liquidità.
Domanda telematica, scadenze delle rate e possibili ricalcoli
La richiesta di dilazione deve essere presentata esclusivamente online tramite il “Cassetto previdenziale del contribuente” sul portale INPS, allegando la modulistica prevista. L’istanza deve ricomprendere l’intera esposizione debitoria consolidata verso tutte le gestioni previdenziali, incluse somme da verifiche ispettive e avvisi di compliance.
Il pagamento della prima rata deve avvenire entro 10 giorni dall’attivazione del piano e vale come adesione formale: dal versamento scatta la regolarità del Durc, purché siano versati anche i contributi correnti. Il mancato pagamento della prima quota annulla l’intera procedura; il salto di tre rate, anche non consecutive, comporta la decadenza dal beneficio e la possibilità per l’istituto di attivare le azioni di recupero coattivo.
Le imprese con piani avviati dal 12 gennaio 2025 possono chiedere la rideterminazione delle scadenze secondo le nuove regole entro il 20 giugno 2026, ottenendo piani più lunghi e sostenibili, a parità di debito complessivo.
FAQ
Chi può chiedere la nuova rateizzazione dei debiti INPS fino a 60 mesi?
Possono richiederla le imprese e i contribuenti con debiti contributivi verso INPS, inclusi importi derivanti da verifiche ispettive e avvisi di compliance, purché l’esposizione sia consolidata.
Come si presenta online la domanda di rateizzazione INPS?
La domanda si presenta esclusivamente in modalità telematica, tramite il “Cassetto previdenziale del contribuente” sul sito INPS, compilando i moduli richiesti e indicando l’intero debito.
Quando il Durc torna regolare con il nuovo piano INPS?
Il Durc torna regolare dopo il pagamento della prima rata entro 10 giorni dall’attivazione del piano, a condizione di versare i contributi correnti.
Cosa succede se non pago una o più rate del piano INPS?
Il mancato pagamento della prima rata annulla subito la procedura; il mancato pagamento di tre rate determina la decadenza dal beneficio e la ripresa del recupero coattivo.
Quali sono le fonti utilizzate per queste informazioni sulla rateizzazione INPS?
Le informazioni derivano da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.



