Il Governo deve fare i conti con la situazione economica e sociale del Paese

13 Ottobre 2023

La situazione economica e sociale del Paese — Intervista ad Alessia Potecchi — 

L’economia italiana non va bene, lo ha detto anche di recente il Ministro Giorgetti in diverse occasioni in cui è intervenuto: il PIL è praticamente fermo e scarseggiano le risorse anche in vista della ormai imminente Manovra di Bilancio. Ci sono diverse cause che hanno concorso a creare questa situazione, l’impennata dell’inflazione, il rialzo continuo dei tassi e avvenimenti drammatici che abbiamo attraversato in questi ultimi tempi.

Intervistiamo l’economista Alessia Potecchi per meglio comprendere la situazione.

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La situazione economica e sociale del Paese. Intervista ad Alessia Potecchi

“Questo quadro è stato aggravato dall’azione del Governo in carica che non ha mantenuto i piani e gli impegni previsti dal PNRR tra cui l’importante obiettivo di riduzione dell’evasione fiscale nel cui piano erano contenuti tutti gli strumenti e i passaggi per realizzarlo: invece si sono approvati i condoni (ben 14) e si parla di ulteriori, si è ridotta l’indicizzazione delle pensioni e cancellato di fatto il reddito di cittadinanza che aiutava le persone più in difficoltà.

E poi tutta la trafila infinita per realizzare il PNRR dove i comuni ci hanno rimesso per progetti e risorse e ancora non è finita perché si continua a perdere tempo e a brancolare nel buio”. 

Come si sta reagendo a questa situazione?

“La situazione non è certamente semplice, le previsioni di crescita del PIL da parte delle organizzazioni internazionali sono attestate allo 0,7% e non a + 1,2% come indicato nella NADEF. Per finanziare la Manovra, il governo ha ottenuto dal Parlamento un extra deficit molto importante, soprattutto per il 2024: 15,7 miliardi, circa i 2/3 della Manovra di Bilancio. È quattro volte tanto quanto era stato previsto nel DEF”.

Fra le riforme varate dal Governo, quali potrebbero essere più efficaci?

“Il Governo vuole tagliare il cuneo fiscale, questo provvedimento però andrebbe fatto in maniera strutturale cercando di redistribuire il carico fiscale, mentre invece per un anno mette in atto solo risorse recuperate sempre in deficit”.

La riforma fiscale

Ma la Riforma fiscale sembrerebbe una buona risposta alla crisi che si prospetta

“Anche la Riforma fiscale verrebbe finanziata in deficit e in maniera definitiva, ma è una riforma che stralcia la progressività, non risolve nulla e che soprattutto non va ad incidere sulla fascia di contribuenti che più necessita, cioè quella dei 15.000 euro di reddito.

Al contrario, va in aiuto agli scaglioni successivi compresi i redditi più alti senza avere dei risultati di rilievo.

Il Governo nella NADEF non si impegna per aumentare le risorse per la Sanità Pubblica che verte in una situazione drammatica, la spesa sanitaria pubblica  nel 2023 è pari al 6,6% del PIL. Nel 2024 scende al 6,2% fino ad arrivare al 6,1% nel 2026. Occorre una forte e incisiva azione con dei programmi strutturati e concreti non basta rinnovare i contratti nel settore, ci vuole un impegno decisivo”.

Una Manovra prudente

Molti commentatori però definiscono questa una Manovra prudente, lei non è d’accordo?

“Si parla di una Manovra prudente, ma più che prudente io direi che è alquanto debole e inadeguata per rispondere alle domande e alle esigenze del Paese.

Occorrerebbe una seria politica dei redditi per fare fronte alle difficoltà a che costantemente fronteggiano i lavoratori dipendenti e pensionati tassati da sempre fino all’ultimo centesimo e che pagano anche per gli altri contribuenti.

Serve l’approvazione di una Legge sul Salario Minimo così come proposto dalle opposizioni e che già 22 Paesi europei adottano.

Bisogna rinnovare i contratti nazionali scaduti, bisogna insistere con gli interventi contro il caro vita, bloccare l’indicizzazione degli affitti per aiutare le tantissime famiglie che ogni mese devono pagare l’affitto, la proroga della maggior tutela e del buono sociale luce e gas e incentivi al trasporto pubblico che sono molto richiesti, attenzione alla scuola pubblica, alla ricerca e all’università

Massimo impegno sul PNRR che rappresenta un tassello fondamentale per il nostro futuro e per cui l’Italia si è tanto battuta durante la tragedia del Covid”.

La situazione economica e sociale del Paese. Che cosa fare?

Insomma, il Governo dovrebbe fare di più?

“Aggiungo che manca completamente una chiara visione di politica industriale da parte del Governo e lo testimoniano le tante vertenze importanti che rimangono aperte creando situazione molto complesse per i lavoratori a partire dalla Marelli di Crevalcore che sta licenziando i propri dipendenti. 

E anche la ex ILVA dove i sindacati sono continuamente chiamati ai tavoli del Ministero ma con un nulla di fatto continuo.

Perché non si capisce cosa voglia mettere in campo il Governo e la situazione continua a peggiore con la cassa integrazione e la continua diminuzione della produzione di acciaio, sulla rete TIM il governo vuole impiegare 2,5 miliardi per arrivare fino al 20 per cento ma avallando la cessione del 65 per cento di un asset strategico del Paese a KKR e ancora Poste, che con 300 milioni ha acquistato il 3 per cento di Mediobanca e non si comprende per fare cosa. Inoltre il Governo ha ceduto ITA a Lufthansa”.

La Manovra rappresenta per tutti i Governi un punto importante della loro navigazione: il Governo deve fare i conti con la situazione economica e sociale del Paese e s

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Paolo Brambilla

Consigliere Ordine dei Giornalisti di Lombardia. PhD, MBA, CPA, MD

Paolo Brambilla, bocconiano, ha seguito il mondo economico-finanziario per molti anni. Giornalista pubblicista dal 1993. Direttore responsabile di LMF La Mia Finanza Sostenibile. Direttore responsabile di Trendiest Media Agenzia di stampa e Consigliere dell'Ordine dei Giornalisti di Lombardia, scrive di finanza, cultura e innovazione digitale su varie testate. Rotariano, è stato Assistente del Governatore del Distretto 2041 e tuttora é un membro di Spicco del Rotary Milano 2041.

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