Guardia costiera in azione nel Sud Italia, soccorsi e salvataggi mentre il ciclone Harry flagella le coste

Indice dei Contenuti:
Ciclone “Harry”: gli interventi della Guardia Costiera nel Sud Italia
Emergenza nel Mediterraneo
Il ciclone “Harry” ha investito duramente le coste del Sud, con mare forza 9, vento oltre 40 nodi e onde superiori ai 6 metri, costringendo la Guardia Costiera a una mobilitazione straordinaria. Le sale operative dei comandi di Reggio Calabria, Taranto, Palermo e Cagliari hanno coordinato decine di richieste di soccorso in poche ore, con unità in mare e pattuglie a terra impegnate in simultanea.
Le aree più colpite sono state lo Ionio reggino, il litorale jonico lucano e la costa meridionale della Sicilia, dove l’acqua ha invaso strade costiere e strutture portuali. L’attenzione si è concentrata su pescherecci in difficoltà, piccole imbarcazioni diporto intrappolate in rada e navi mercantili che hanno chiesto assistenza per cambiare fonda o riparare in porti più sicuri.
Le motovedette classe CP, progettate per operare anche in condizioni estreme, sono uscite nonostante il peggioramento rapido del quadro meteo, seguendo le finestre di relativa attenuazione del vento segnalate dai centri previsionali.
Soccorsi e porti in sicurezza
Tra gli interventi più delicati figurano il rimorchio di un peschereccio con avaria al motore al largo di Locri, il trasferimento di un marittimo ferito da una nave commerciale in rada davanti a Taranto e l’assistenza a un traghetto di linea in ingresso a Messina con visibilità ridotta. In diversi scali del Sud le autorità marittime hanno disposto la chiusura temporanea ai natanti da diporto e limitazioni alla navigazione costiera.
Gli uomini e le donne della Guardia Costiera hanno monitorato costantemente i moli esposti, verificando ormeggi di traghetti, unità Ro-Ro e navi da carico, per evitare sfilamenti e urti contro le banchine. Particolare attenzione è stata riservata alle aree industriali portuali, dove la combinazione di vento e mareggiata poteva danneggiare serbatoi e infrastrutture critiche.
Le pattuglie a terra hanno inoltre interdetto tratti di lungomare soggetti a ingressi d’acqua, coordinandosi con Protezione Civile, Vigili del Fuoco ed enti locali per evacuazioni mirate di stabilimenti e abitazioni poste in prima linea.
Prevenzione, avvisi e informazione
Già nelle ore precedenti all’arrivo del ciclone, le Capitanerie avevano diffuso avvisi urgenti ai naviganti, invitando pescherecci e barche da diporto a rientrare in porto e a rinforzare gli ormeggi. I messaggi, diramati via radio, Navtex e canali digitali, hanno ridotto il numero di unità sorprese in mare nel momento di picco della perturbazione.
Nei porti del Sud, gli operatori marittimi sono stati chiamati ad anticipare manovre di scarico e carico, rimandando le partenze non essenziali, mentre i diportisti sono stati invitati a non raggiungere i pontili per motivi di sicurezza. La presenza costante di equipaggi e gommoni veloci all’interno dei porti ha permesso interventi rapidi su cime spezzate, imbarcazioni semi-affondate e pontili galleggianti danneggiati.
Parallelamente, l’azione di comunicazione pubblica della Guardia Costiera sui canali ufficiali e sui media ha contribuito a scoraggiare comportamenti rischiosi lungo le scogliere e i moli, in un frangente in cui la curiosità dei cittadini poteva trasformarsi in pericolo reale.
FAQ
D: Che cos’è il ciclone “Harry”?
R: È una violenta perturbazione mediterranea che ha generato mareggiate e venti burrascosi sulle coste del Sud Italia.
D: Quale ruolo ha la Guardia Costiera durante questi eventi?
R: Coordina i soccorsi in mare, mette in sicurezza i porti e diffonde avvisi ai naviganti e alla popolazione.
D: Quali aree del Sud sono state più colpite?
R: Ionio calabrese, litorale jonico lucano, Sicilia meridionale e parte dell’Adriatico meridionale.
D: Che tipo di mezzi vengono impiegati nei soccorsi?
R: Motovedette d’altura, battelli veloci, mezzi terrestri e, quando necessario, elicotteri in coordinamento interforze.
D: Come vengono allertati i marittimi?
R: Attraverso avvisi via radio, sistemi Navtex, comunicati dei centri meteo e canali digitali istituzionali.
D: Cosa deve fare chi è in porto in caso di ciclone?
R: Rinforzare gli ormeggi, limitare gli spostamenti sui pontili e seguire le indicazioni dell’Autorità Marittima.
D: Esistono protocolli specifici per questi scenari?
R: Sì, piani di emergenza portuale e procedure SAR dedicate alle condizioni meteomarine estreme.
D: Qual è la fonte giornalistica originale della notizia?
R: Le informazioni alla base di questa ricostruzione derivano da una notizia pubblicata dall’agenzia askanews.it.




