Greta Thunberg annuncia l’addio alla Svezia per motivi di sicurezza personale e pressione crescente
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Greta Thunberg pronta a lasciare la Svezia per motivi di sicurezza
La giovane attivista climatica Greta Thunberg ha annunciato di non sentirsi più al sicuro in Svezia e di voler lasciare il Paese. Lo ha rivelato in un’intervista al quotidiano svedese Dagens Etc, rilasciata alla vigilia dell’uscita del documentario “Strejkarna” dedicato al movimento Fridays for Future.
Il film sarà distribuito nelle sale svedesi dal 15 maggio e ripercorre l’evoluzione dell’attivismo climatico di Thunberg e dei suoi compagni.
Greta Thunberg, oggi impegnata in un corso a distanza per diventare assistente infermiera, denuncia un clima crescentemente ostile e teme nuove minacce legate alla sua esposizione pubblica.
In sintesi:
- Greta Thunberg afferma di non sentirsi più al sicuro nel suo Paese, la Svezia.
- L’attivista annuncia l’intenzione di vivere in modo nomade, “con uno zaino”.
- Il documentario “Strejkarna” racconta l’evoluzione del movimento Fridays for Future.
- Thunberg denuncia un’ondata fascista ostile all’attivismo solidale e pro-scienza.
Greta Thunberg spiega che il suo piano è *“vivere da uno zaino e dormire sul pavimento delle cucine di amici”*, proseguendo contemporaneamente gli studi sanitari online e l’attività in difesa di clima e diritti umani.
La decisione matura dopo anni di esposizione pubblica, segnati non solo da riconoscimenti internazionali, ma anche da intense campagne d’odio e minacce di morte.
Con l’uscita di “Strejkarna”, Thunberg e gli altri attivisti temono un’ulteriore recrudescenza delle ostilità, soprattutto sui social e negli ambienti politici più radicalizzati.
Dall’icona globale del clima alle crescenti ostilità in Svezia
Nel 2018, a 15 anni, Greta Thunberg iniziò a saltare la scuola un giorno alla settimana per sedersi davanti al Parlamento di Stoccolma, chiedendo azioni concrete contro il cambiamento climatico. Da quella protesta solitaria nacque il movimento Fridays for Future, capace di mobilitare milioni di giovani nel mondo.
La rivista Time la inserì tra le persone più influenti del pianeta, facendone un simbolo globale della lotta climatica. Parallelamente, però, la sua figura è diventata un bersaglio privilegiato di chi contesta le politiche ambientali, con attacchi personali e minacce.
Nel documentario “Strejkarna”, al cinema in Svezia dal 15 maggio, Thunberg racconta il passaggio da un iniziale forte sostegno dell’opinione pubblica all’ostilità aperta. L’attivista sintetizza così l’evoluzione del clima sociale: *“Il film racconta come siamo passati dall’essere sostenuti dalla società all’essere bollati come terroristi. Ora è più facile liquidare le nostre opinioni, come se fossimo dei pazzi a cui non vale la pena dare ascolto”*.
In passato, Thunberg aveva indicato la Svezia come uno dei Paesi più sicuri per gli attivisti. Oggi la valutazione è opposta.
*“Vediamo uno sviluppo simile anche in molti altri posti. Si sta diffondendo un’ondata fascista estremamente ostile nei confronti di chi, come noi, crede nell’empatia e agisce in questo senso, e desidera che si dia ascolto alla ricerca”*, denuncia l’attivista.
La scelta di una vita nomade, tra case di amici e impegno transnazionale, appare quindi come una risposta pragmatica a un contesto che Thunberg percepisce sempre meno tutelante, sia sul piano della sicurezza personale sia su quello della libertà di espressione.
Il futuro dell’attivismo di Greta tra nomadismo e nuove alleanze
L’intenzione di lasciare la Svezia apre una nuova fase nell’attivismo di Greta Thunberg, potenzialmente più decentrata e meno legata a un singolo Paese.
La formazione come assistente infermiera indica una possibile convergenza futura tra diritti ambientali, salute pubblica e giustizia sociale, temi già centrali nelle mobilitazioni climatiche.
La narrazione di “Strejkarna” potrebbe inoltre rafforzare una rete internazionale di solidarietà tra movimenti, ma anche alimentare il dibattito su sicurezza, criminalizzazione della protesta e ruolo della scienza nelle democrazie europee.
FAQ
Perché Greta Thunberg vuole lasciare la Svezia?
Greta Thunberg afferma di non sentirsi più al sicuro in Svezia, citando minacce, crescente ostilità politica e una percezione di ridotta tutela per gli attivisti.
Cosa racconta il documentario svedese “Strejkarna” su Greta Thunberg?
Il documentario “Strejkarna” mostra l’evoluzione del movimento Fridays for Future, dal sostegno sociale iniziale alla successiva criminalizzazione e alle accuse di estremismo.
Che tipo di studi sta facendo oggi Greta Thunberg?
Greta Thunberg sta seguendo un corso a distanza per diventare assistente infermiera, affiancando la formazione sanitaria al suo impegno climatico e per i diritti umani.
Come cambierà l’attivismo di Greta vivendo “da uno zaino”?
L’attivismo di Greta diventerà probabilmente più nomade e internazionale, basato su reti di amici, appoggi temporanei e una presenza fisica meno prevedibile.
Qual è la fonte originale delle informazioni su Greta Thunberg?
Le informazioni sono derivate da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.

