Governo torna indietro sulla rivalutazione oro stop alla tassa sulle plusvalenze e mercati in allerta

Indice dei Contenuti:
Contesto e ripensamento del governo
Governo e maggioranza hanno archiviato l’ipotesi di affrancamento sulla rivalutazione dell’oro, dopo critiche in Parlamento e nell’opinione pubblica. La misura, pensata per recuperare gettito al posto dell’aumento al 26% sugli affitti brevi e della stretta sui profitti infragruppo, avrebbe applicato un’aliquota al 12,5% sulle plusvalenze dichiarate entro il 30 giugno, con pagamento immediato anche a rate. Cade l’opzione agevolata, non la tassazione: dal 2024 l’oro da investimento resta tassato al 26% sull’intero corrispettivo salvo prova del costo storico. Le riserve di Banca d’Italia restano nel dibattito politico.
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Impatto fiscale per i detentori di oro
L’abolizione dell’affrancamento non elimina l’imposta sulle plusvalenze: dal 2024 l’oro da investimento è tassato al 26% sull’intero prezzo di cessione se manca la prova del costo d’acquisto; con documentazione valida, l’aliquota si applica solo al guadagno reale. L’opzione al 12,5%, ora accantonata, avrebbe consentito di sterilizzare gli incrementi maturati fino alla data di adesione, con versamento immediato e volontario. Il gettito stimato dal Tesoro era tra 1 e 2 miliardi. Per i detentori, quindi, cambia l’assenza dell’agevolazione, non l’impianto fiscale ordinario.
Indicazioni pratiche per gli investitori
Con l’agevolazione archiviata, gli investitori in oro devono prioritariamente conservare e digitalizzare la fattura d’acquisto per attestare data e prezzo di carico, così da tassare al 26% solo la plusvalenza e non l’intero corrispettivo. Verificare l’intestazione corretta dei documenti, la tracciabilità dei pagamenti e l’allineamento con l’estratto conto. In caso di eredità, reperire perizie o atti che certifichino il valore storico. Evitare operazioni in contanti non documentate. Valutare il timing di vendita alla luce dell’elevata quotazione in euro e dell’impatto fiscale netto dopo spread acquisto/vendita e commissioni.
FAQ
- Qual è l’aliquota sulle plusvalenze dell’oro da investimento?
Il prelievo è al 26% sulla plusvalenza; senza documenti idonei si applica al 26% sull’intero prezzo di cessione. - Serve la fattura per ridurre le imposte?
Sì, la fattura prova il costo d’acquisto e consente di tassare solo il guadagno effettivo. - Cosa cambia dopo lo stop all’affrancamento?
Viene meno l’opzione al 12,5% volontaria e anticipata; resta la tassazione ordinaria al 26%. - Quali documenti sono utili in caso di eredità?
Atti successori, perizie, ricevute o estratti conto che attestino quantità, data e valore storico. - Le compravendite in contanti sono rischiose?
Sì, senza tracciabilità aumentano i rischi fiscali e può applicarsi il 26% sull’intero corrispettivo. - Quando conviene vendere l’oro?
Quando il prezzo atteso copre spread, commissioni e imposte, considerando la quotazione in euro.


