Gmail manda in tilt filtri antispam e cartelle automatizzate, email importanti spariscono e gli utenti temono gravi disservizi

Indice dei Contenuti:
Gmail’s spam filter and automatic sorting are broken
Inbox nel caos
Milioni di utenti di Gmail stanno vedendo le proprie caselle di posta sommerse da newsletter, promo commerciali e messaggi automatizzati che fino a pochi giorni fa venivano smistati con precisione quasi chirurgica nelle schede dedicate. L’allarme è esploso sui forum ufficiali di Google e su Reddit, dove fioccano segnalazioni di email pubblicitarie finite nella Posta in arrivo principale, insieme ad avvisi di sicurezza più frequenti del normale.
La comparsa del banner “Be careful with this message” indica che il sistema non ha completato i controlli antispam e antivirus, lasciando agli utenti l’onere di valutare se un messaggio sia affidabile oppure no. L’effetto concreto è un sovraccarico cognitivo: mail importanti si mescolano a contenuti irrilevanti, aumentano i clic sbagliati e cresce il rischio di aprire comunicazioni potenzialmente dannose.
Per creator, testate online e brand che basano le proprie strategie sul canale email, questo malfunzionamento altera improvvisamente tassi di apertura, engagement e metriche di deliverability, rendendo molto più difficile misurare le campagne e pianificare investimenti di marketing digitale su basi solide.
Il bug spiegato da Google
Nel Workspace Status Dashboard, Google ha riconosciuto ufficialmente il problema, specificando che da sabato 24 gennaio 2026, dalle 05:02 (US/Pacific), parte dei controlli antispam di Gmail risulta compromessa. L’azienda parla esplicitamente di banner che indicano “missing spam checks” e invita gli utenti ad “essere extra diligenti” in attesa di una correzione definitiva.
La comunicazione è prudente e non entra nei dettagli tecnici: non viene chiarito se si tratti di un errore di configurazione server, di un aggiornamento di algoritmo andato storto o di un problema di infrastruttura più profondo. La promessa è un aggiornamento tempestivo, ma nel frattempo il servizio cardine dell’ecosistema Google Workspace funziona al di sotto degli standard attesi.
L’anomalia riguarda in particolare lo smistamento automatico tra schede “Promozioni”, “Aggiornamenti” e inbox principale, cioè proprio la funzione che negli anni ha reso Gmail un riferimento per gestire volumi crescenti di posta senza trasformare la casella in un deposito incontrollato di spam e DEM.
Rischi per sicurezza e reputazione
La falla nei controlli automatizzati non è solo una seccatura organizzativa: crea una finestra di opportunità per phishing, malware e truffe che sfruttano la confusione. Banner più frequenti spingono molti utenti a normalizzare l’allerta, abbassando la soglia di attenzione proprio nel momento in cui sarebbe necessario l’opposto. In parallelo, email legittime rischiano di essere cestinate per eccesso di prudenza.
L’episodio mette in discussione la fiducia nella capacità di Google di mantenere stabile un servizio critico come Gmail, sia per privati sia per aziende che pagano licenze Workspace. Il danno di immagine non riguarda solo l’utente finale, ma anche editori, piattaforme e-commerce e operatori digitali che vedono distorto il rapporto con il proprio pubblico.
Finché il filtro non tornerà pienamente operativo, è consigliabile verificare manualmente mittenti e URL, evitare di scaricare allegati non indispensabili e usare strumenti di sicurezza aggiuntivi. Nel medio periodo, la vicenda apre il dibattito sulla dipendenza da pochi grandi provider email e sulla necessità di soluzioni più trasparenti e verificabili per la gestione dello spam.
FAQ
D: Cosa sta succedendo esattamente alla posta su Gmail?
R: Email promozionali e aggiornamenti che prima venivano smistati nelle schede dedicate finiscono direttamente nella Posta in arrivo principale, con controlli antispam incompleti.
D: Chi ha confermato il problema?
R: Il malfunzionamento è stato riconosciuto da Google tramite il Workspace Status Dashboard, con una nota ufficiale sui “missing spam checks”.
D: Da quando è iniziata l’anomalia?
R: Secondo la comunicazione tecnica, il disservizio è cominciato sabato 24 gennaio 2026 alle 05:02 (fuso orario US/Pacific).
D: Perché vedo il banner “Be careful with this message”?
R: Il banner indica che Gmail non ha completato tutte le verifiche su spam, mittenti non verificati o software dannoso e scarica sull’utente la decisione finale.
D: Questo problema aumenta il rischio di phishing?
R: Sì, perché messaggi potenzialmente malevoli possono aggirare i filtri usuali e confondersi con le comunicazioni legittime nella Posta in arrivo.
D: Come posso proteggermi nell’attesa della soluzione?
R: È prudente controllare mittenti e link, evitare clic impulsivi su offerte, usare antivirus aggiornato e, se possibile, attivare ulteriori filtri lato client.
D: Esistono impatti per chi fa email marketing?
R: Sì, i tassi di apertura e le metriche di engagement risultano alterati, rendendo poco affidabili i dati delle campagne e complicando l’analisi delle performance.
D: Qual è la fonte giornalistica citata sul tema?
R: L’analisi internazionale del caso è stata riportata, tra gli altri, da Terrence O’Brien su The Verge, che ha documentato segnalazioni e risposta ufficiale di Google.




