Genova scopre corse clandestine in Lamborghini su chat segrete, social infiammati e indagini lampo: rischi altissimi per tutti

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Genova, i video delle corse clandestine in Lamborghini su chat e social: due denunciati
Corse clandestine e indagine digitale
Nelle strade di Genova, tra centro e quartieri limitrofi, due uomini di 31 e 39 anni sono finiti denunciati per aver dato vita a competizioni automobilistiche ad alta velocità con vetture di grossa cilindrata, tra cui una Lamborghini di proprietà di uno dei protagonisti. La ricostruzione investigativa evidenzia sfide reiterate, con accelerazioni estreme, sorpassi azzardati e manovre vietate lungo assi viari urbani ad alta intensità di traffico.
Le gare sono state immortalate in video diffusi in chat private e sui social, trasformando le strade in scenari di esibizionismo a rischio estremo per pedoni, automobilisti e motociclisti. I filmati, spesso montati con musica e effetti grafici, sono diventati materiale probatorio chiave per i nuclei specializzati della polizia locale, che hanno potuto confrontare luoghi, orari e targhe con le immagini della videosorveglianza pubblica.
Gli investigatori hanno documentato più episodi con le stesse auto, riconducendo i veicoli ai due conducenti e collegando i contenuti digitali alle concrete condotte di guida pericolosa sulle arterie cittadine.
Reati contestati e sanzioni in arrivo
Ai due indagati vengono contestate le norme sulle competizioni non autorizzate su strada aperta al traffico, un reato che prevede la reclusione da sei mesi a un anno, oltre a una sanzione pecuniaria di natura penale che può arrivare fino a 20mila euro. Alle pene principali si aggiungono le misure accessorie: sospensione della patente fino a tre anni e possibile confisca delle vetture utilizzate nelle sfide clandestine.
Il proprietario della Lamborghini era già stato precedentemente sanzionato per guida in stato di ebbrezza, circostanza che aggrava il suo profilo di pericolosità alla guida e rafforza l’azione repressiva dell’autorità giudiziaria. L’episodio ha spinto gli inquirenti a incrociare dati e precedenti, mettendo a sistema controlli su strada e analisi dei comportamenti reiterati nel tempo.
Il procedimento potrebbe sfociare non solo in condanne penali ma anche in ripercussioni assicurative, con aumenti di premio, rivalse e difficoltà a stipulare nuove polizze per i soggetti coinvolti.
Il ruolo della polizia locale e della sicurezza urbana
L’inchiesta nasce da un controllo di routine nella zona della Foce, dove una pattuglia della polizia locale ha fermato uno dei due automobilisti, poi denunciato per guida in stato di ebbrezza. Da quell’accertamento è scaturita un’indagine più ampia, costruita sull’analisi incrociata di immagini di videosorveglianza comunale, contenuti social e chat, oltre a strumenti tecnologici di lettura targhe.
L’assessora alla Sicurezza del Comune di Genova, Arianna Viscogliosi, ha sottolineato come il controllo stradale, integrato con il lavoro investigativo, permetta di risalire a condotte complesse e radicate, restituendo un quadro chiaro dei fenomeni più pericolosi per la sicurezza urbana. La linea politica è quella della tolleranza zero verso le corse clandestine e l’uso spettacolare dei bolidi su strada pubblica.
Il caso rappresenta un precedente importante nella repressione delle sfide automobilistiche organizzate via social, dimostrando che i video pensati per esibizione e like possono tramutarsi in prove decisive in sede penale.
FAQ
D: In quale città sono avvenute le corse clandestine?
R: Gli episodi contestati si sono verificati nelle strade di Genova, incluse aree centrali e zone limitrofe.
D: Che tipo di auto è stata utilizzata nelle gare?
R: Una delle vetture principali è una Lamborghini ad alte prestazioni, affiancata da un’altra auto sportiva di grossa cilindrata.
D: Quali rischi penali corrono i due indagati?
R: Rischiano la reclusione da sei mesi a un anno e una multa penale che può arrivare fino a 20mila euro.
D: Sono previste sanzioni sulla patente di guida?
R: Sì, è possibile la sospensione della patente fino a tre anni, oltre alla confisca dei veicoli usati nelle corse.
D: Come sono emerse le gare clandestine?
R: Attraverso un controllo alla Foce, l’analisi dei video diffusi su social e chat e l’incrocio con le immagini di videosorveglianza.
D: Chi ha commentato l’operazione per il Comune?
R: L’assessora alla Sicurezza del Comune di Genova, Arianna Viscogliosi, ha rimarcato l’importanza del lavoro investigativo della polizia locale.
D: Una delle persone aveva precedenti alla guida?
R: Sì, il proprietario della Lamborghini era già stato sanzionato per guida in stato di ebbrezza.
D: Qual è la fonte giornalistica originale della notizia?
R: La notizia è stata originariamente riportata dalla stampa locale ligure, in particolare da testate come Il Secolo XIX e media online collegati all’area di Genova.




