Garlasco svolta clamorosa: la sigaretta dell’assassino e quel nome sul tavolo ribaltano il caso Poggi
Indice dei Contenuti:
Nuove piste investigative sulla cucina
Garlasco torna al centro dell’inchiesta con una rilettura chiave della scena del crimine: secondo una nuova consulenza richiesta dai legali della famiglia Poggi, l’aggressione a Chiara Poggi sarebbe iniziata in cucina e non all’ingresso dell’abitazione. Questa ricostruzione ribalta l’impianto delle sentenze precedenti e riaccende il dibattito sui passaggi cruciali dell’indagine.
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In cucina, evidenziano gli atti citati in tv a “Ore 14” di Milo Infante, risulta presente esclusivamente il DNA di Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni. Il dettaglio sposta il baricentro probatorio, suggerendo una dinamica iniziale diversa e potenzialmente incompatibile con quanto ritenuto finora dai giudici.
L’avvocato Antonio De Rensis, legale di Stasi, collega questa nuova mappa dell’azione omicidiaria a elementi trascurati nelle prime fasi: la cucina come teatro d’esordio dell’assalto, unita a rilievi ambientali contestati, potrebbe incidere sul valore delle prove e sulla lettura delle tracce ematiche. La Procura di Pavia continua a lavorare parallelamente sul filone che riguarda Andrea Sempio, già indagato per concorso in omicidio, mentre si attendono esiti di ulteriori accertamenti tecnici e comparazioni.
Le conclusioni della nuova consulenza, se confermate, aprono a un possibile riposizionamento degli orari, dei movimenti e dei contatti all’interno dell’abitazione, rendendo centrale la verifica puntuale delle tracce e della loro coerenza con la dinamica proposta.
Il mistero della sigaretta e la catena di custodia
Al centro delle nuove ipotesi c’è una sigaretta, o meglio la cenere rinvenuta nel posacenere della cucina: né Chiara Poggi né Alberto Stasi erano fumatori, secondo un’intercettazione richiamata in tv, e il padre di Chiara, fumatore, era assente da giorni. Il contrasto temporale alimenta il dubbio su chi abbia fumato in casa nelle ore prossime al delitto.
L’avvocato Antonio De Rensis lega il reperto alla nuova collocazione dell’aggressione: la cucina come punto d’innesco renderebbe la cenere un indicatore comportamentale dell’assassino, in un contesto dove compare il solo DNA di Stasi. La tesi, se corroborata, inciderebbe sulla ricostruzione della sequenza degli eventi e sul percorso dell’aggressore.
Restano però criticità sulla tracciabilità dei reperti. La difesa segnala falle nella catena di custodia per alcuni oggetti e rilievi ambientali, con possibili ricadute sull’affidabilità probatoria. L’assenza di documentazione completa su prelievo, conservazione e movimentazione può ridurre il peso forense della cenere e dei materiali correlati.
Il nodo tecnico-investigativo si sposta quindi sulla validazione dei protocolli seguiti: solo un riscontro puntuale su tempi, operatori e metodi potrà stabilire se la presunta sigaretta sia un indizio dirimente o un artefatto interpretativo, influenzato da lacune procedurali.
Scenari giudiziari tra rinvio e “nulla giuridico”
La Procura di Pavia valuta due sbocchi: chiusura rapida dell’indagine su Andrea Sempio con richiesta di rinvio a giudizio, oppure proroga per completare gli accertamenti tecnici. In agenda pesano la consulenza della prof.ssa Cristina Cattaneo e le analisi di BPA, decisive per validare la sequenza degli eventi e la collocazione iniziale in cucina.
L’avvocato Antonio De Rensis avverte sul rischio di un “nulla giuridico” se gli elementi nuovi non supereranno il vaglio su metodo, catena di custodia e coerenza temporale. Senza riscontri ripetibili e tracciati, la cenere nel posacenere e i rilievi ambientali potrebbero non reggere in aula.
In tv, Milo Infante ha segnalato reticenze sui rilievi relativi ai monili e ha ricordato l’altalena di strategie difensive emerse negli anni, oggi riorientate sul ruolo di Alberto Stasi. Questo quadro rende centrale l’eventuale ordinanza che definisca tempi e perimetro delle perizie integrative.
La decisione su proroga o rinvio inciderà sul perimetro probatorio: con la proroga, priorità a BPA, revisione scene e tracciabilità; con il rinvio, focus su tenuta dibattimentale di cenere, DNA e dinamica in cucina. Ogni passaggio sarà determinante per stabilire se le novità integrino la narrativa processuale o restino mero impulso mediatico.
FAQ
- Quali sono gli scenari immediati dell’indagine? Rinvio a giudizio di Andrea Sempio oppure proroga per nuovi accertamenti.
- Quali perizie risultano dirimenti? Consulenza della prof.ssa Cristina Cattaneo e analisi BPA sulle tracce ematiche.
- Perché la cucina è tornata centrale? Una nuova consulenza la indica come luogo d’innesco, con DNA di Alberto Stasi presente solo lì.
- Cosa pesa sulla cenere della sigaretta? La completa tracciabilità di prelievo, conservazione e movimentazione nella catena di custodia.
- Che cos’è il “nulla giuridico” evocato? Il rischio che le novità non abbiano forza probatoria sufficiente in sede processuale.
- Qual è il ruolo della Procura di Pavia ora? Valutare se chiudere con rinvio o prorogare per consolidare il quadro tecnico.
- Qual è la fonte giornalistica citata? La trasmissione “Ore 14” condotta da Milo Infante, da cui emergono i punti discussi.




