Garlasco svolta clamorosa: il genetista svela il DNA e riapre il caso Chiara con nuove certezze
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Orario di morte: la finestra tra le 9:12 e le 9:26
Garlasco, nuovo focus investigativo sull’orario del decesso di Chiara Poggi: la finestra temporale indicata dagli esperti si restringe tra le 9:12 e le 9:26. Il punto di partenza è il tracciamento dell’allarme nella villetta di via Pascoli, con sgancio e successivo annullamento in corrispondenza delle 9:12, considerati indicatori oggettivi di una presenza nell’abitazione o nelle immediate vicinanze.
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Gli specialisti parlano di una precisione inedita nella storia giudiziaria italiana, raggiunta grazie alla correlazione tra log di sistema e dinamiche domestiche registrate quel mattino. La collocazione temporale così puntuale mette in discussione cronologie più elastiche circolate negli anni e incrocia alibi e spostamenti noti, riducendo i margini di interpretazione.
Secondo la nuova ricostruzione, la sincronizzazione tra evento tecnico dell’allarme e attività interne all’abitazione costituisce un vincolo probatorio forte, utile a ritarare l’intera timeline dell’omicidio. La scansione dei minuti diventa così centrale per rileggere telefonate, movimenti e testimonianze, offrendo un quadro più aderente ai dati e meno condizionato da ricostruzioni ipotetiche.
Conferma del genetista: il dna sotto le unghie non è di Stasi
Il genetista Pasquale Linarello ribadisce la lettura delle tracce biologiche raccolte nel 2016: il profilo genetico sotto le unghie di Chiara Poggi non è attribuibile ad Alberto Stasi. La valutazione, già allora orientata verso componenti riconducibili all’area familiare Sempio, trova riscontro nelle conclusioni più recenti.
Secondo Linarello, la nuova perizia della dott.ssa Albani non smentisce il percorso logico-scientifico tracciato: la compatibilità dei profili indica un’origine diversa da Stasi e conferma la necessità di riconsiderare la catena interpretativa degli indizi. L’esperto sottolinea che, in oltre vent’anni di attività, raramente un dato genetico è stato così coerente con un impianto probatorio alternativo.
Il punto dirimente resta l’assenza di corrispondenza tra il DNA subungueale e Stasi, un elemento che, combinato con la finestra temporale fissata tra le 9:12 e le 9:26, spinge a ricalibrare le inferenze su contatti e dinamiche del delitto. La persistenza di profili non coincidenti riduce il peso delle ricostruzioni precedenti e sostiene l’ipotesi di interazioni diverse negli attimi immediatamente precedenti l’aggressione.
Scena del crimine rivista: l’aggressione comincia in cucina
I consulenti incaricati dalla famiglia di Chiara Poggi spostano il punto d’innesco dell’aggressione dalla zona d’ingresso alla cucina della villetta di Garlasco. Le verifiche svolte in loco e la rivalutazione dei reperti del 2007 suggeriscono che la dinamica sia iniziata nell’area domestica in cui Chiara consumò l’ultima colazione.
Il perito Dario Redaelli indica come elemento chiave il bricco di Estathé rinvenuto nel cestino: sulla cannuccia è stato isolato DNA attribuito ad Alberto Stasi. La presenza genetica su un oggetto manipolato poco prima amplia l’orizzonte investigativo e riorienta i movimenti interni all’abitazione in quei minuti cruciali.
La ricollocazione della scena primaria modifica la lettura delle tracce ematiche, dei percorsi di spostamento e dei tempi di reazione della vittima, imponendo una rielaborazione della catena causale dall’impatto iniziale fino all’esito mortale.
Il team ha concluso la relazione tecnica, che sarà consegnata ai legali per le valutazioni successive. L’ipotesi della cucina come teatro d’esordio dell’aggressione si integra con la finestra oraria tra 9:12 e 9:26, offrendo una sequenza più coerente tra eventi tecnici, reperti e compatibilità biologiche.
Questa lettura confligge con le prime ricostruzioni del 2007, evidenziando possibili sottostime nel bilanciamento tra indizi materiali e narrazioni testimoniali. Il nuovo assetto probatorio mira a riallineare la dinamica agli elementi fisici documentati nella villetta.
FAQ
- Qual è il nuovo luogo d’innesco dell’aggressione?
La cucina della villetta di Garlasco. - Quale reperto sostiene la ricostruzione in cucina?
Il bricco di Estathé nel cestino con cannuccia recante DNA attribuito ad Alberto Stasi. - Come si collega la nuova scena alla timeline?
Si integra con la finestra 9:12–9:26, in linea con gli eventi dell’allarme. - Chi ha illustrato il cambio di scenario?
Il perito Dario Redaelli, nell’ambito degli accertamenti dei consulenti della famiglia. - La nuova perizia smentisce ricostruzioni precedenti?
Contraddice l’ipotesi dell’aggressione iniziata all’ingresso del 2007. - Qual è lo stato della relazione tecnica?
Conclusa e in consegna ai legali della famiglia Poggi. - Qual è la fonte giornalistica citata nel dibattito pubblico?
Le discussioni sono approdate a Quarta Repubblica su Rete4, come riportato da organi di stampa.




