Garlasco shock, confessione ribalta il caso: due nuovi testimoni demoliscono la ricostruzione ufficiale
Indice dei Contenuti:
Nuove rivelazioni sul caso Garlasco
Garlasco torna al centro della cronaca con rivelazioni inedite emerse nell’ultima puntata di “Zona Bianca” su Rete 4, dove l’inviato de Le Iene Alessandro De Giuseppe ha anticipato elementi che potrebbero incidere sulla lettura dell’omicidio di Chiara Poggi. Due nuove fonti affermano di aver visto persone in luoghi e orari incompatibili con la ricostruzione consolidata degli eventi. Le indicazioni sarebbero già state verbalizzate dagli inquirenti con deposizioni definite “circostanziate”.
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Secondo quanto riferito, gli avvistamenti si collocano nella fascia oraria delle 9.30-10.00 nei pressi di via Pascoli, la strada della villetta dove avvenne il delitto il 13 agosto 2007. Una testimonianza proverebbe a rafforzare un vecchio racconto poi ritrattato, riaprendo interrogativi su movimenti e presenze finora trascurate. Gli autori delle segnalazioni non risultano indagati.
Le novità, incardinate su dettagli temporali e contesti specifici, sfidano la tenuta della verità giudiziaria maturata negli anni, con possibili riflessi sulla posizione di Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni. La loro verifica formale potrebbe incidere sulla dinamica del delitto e sull’attribuzione delle responsabilità.
Due testimoni e i punti chiave delle deposizioni
Due persone, ascoltate come informate sui fatti, avrebbero fornito deposizioni dettagliate su presenze anomale tra le 9.30 e le 10.00 nei pressi dell’incrocio con via Pascoli, area della villetta di Chiara Poggi. Le versioni, ritenute “circostanziatissime”, collocano soggetti “dove non dovevano essere”, con riscontri temporali e contestuali precisi già messi a verbale dagli inquirenti.
Una delle testimonianze proviene da un esercente che avrebbe riferito di timori personali legati a “una certa persona”, elemento che gli investigatori stanno vagliando per valutarne attendibilità e connessioni con i movimenti dell’epoca. L’altra segnalazione descrive un avvistamento all’incrocio, in linea con la finestra oraria critica del 13 agosto 2007.
Uno dei racconti richiama da vicino quanto riferito nel 2007 da Marco Demontis Muschitta, poi ritrattato: la visione di una bicicletta che procedeva a zig‑zag con in sella una giovane bionda a caschetto e in mano un’asta metallica color canna di fucile con estremità a forma di pigna. Secondo Alessandro De Giuseppe, “Muschitta non è l’unico ad aver visto ciò”. I due testimoni non risultano indagati.
FAQ
- Chi sono i due nuovi testimoni?
Persone informate sui fatti che hanno reso deposizioni su presenze anomale vicino a via Pascoli nella fascia 9.30-10.00. - Che cosa hanno dichiarato?
Hanno descritto soggetti in luoghi incompatibili con la ricostruzione tradizionale della mattina del delitto. - Le deposizioni sono già agli atti?
Sì, sarebbero state verbalizzate e definite “circostanziatissime”. - Esistono riscontri con testimonianze passate?
Uno dei racconti richiama la versione del 2007 di Marco Demontis Muschitta, poi ritrattata. - I due testimoni sono indagati?
No, al momento risultano solo come persone informate sui fatti. - Qual è la fascia oraria rilevante indicata?
Tra le 9.30 e le 10.00 del 13 agosto 2007, nei pressi di via Pascoli a Garlasco.
Ipotesi di complotto e tracce di dna contestate
L’inviato de Le Iene Alessandro De Giuseppe ha riferito di una telefonata del 2007 in cui un soggetto “che stava indagando” avrebbe chiesto “qualcosa per incastrare Alberto Stasi”. Quindici minuti dopo, sui pedali di una bicicletta, sarebbero comparsi “2,5 grammi di Dna puro e pulito”, circostanza indicata come anomala e potenzialmente indicativa di manipolazione probatoria. Le affermazioni, se riscontrate, mettono in discussione l’affidabilità di una parte della catena investigativa e del trattamento dei reperti.
Il nodo centrale riguarda l’origine, la quantità e la “pulizia” del materiale genetico: elementi che, in un contesto ordinario, richiedono tracciabilità rigorosa della catena di custodia e documentazione di ogni passaggio. Il dettaglio temporale della comparsa del Dna rispetto alla telefonata, sottolineato da De Giuseppe, alimenta l’ipotesi di un possibile inquinamento o di una gestione quantomeno irregolare dei campioni.
Queste contestazioni investono direttamente l’impianto probatorio che ha contribuito alla condanna definitiva di Stasi, riaprendo il dibattito sulla correttezza metodologica delle analisi e sull’attendibilità dei reperti utilizzati nel processo. Gli accertamenti richiesti puntano a verificare protocolli, verbali di sequestro, registri di laboratorio e congruenza cronologica dei rilievi.
FAQ
- Chi sono i due nuovi testimoni?
Persone informate sui fatti che hanno reso deposizioni su presenze anomale vicino a via Pascoli nella fascia 9.30-10.00. - Che cosa hanno dichiarato?
Hanno descritto soggetti in luoghi incompatibili con la ricostruzione tradizionale della mattina del delitto. - Le deposizioni sono già agli atti?
Sì, sarebbero state verbalizzate e definite “circostanziatissime”. - Esistono riscontri con testimonianze passate?
Uno dei racconti richiama la versione del 2007 di Marco Demontis Muschitta, poi ritrattata. - I due testimoni sono indagati?
No, al momento risultano solo come persone informate sui fatti. - Qual è la fascia oraria rilevante indicata?
Tra le 9.30 e le 10.00 del 13 agosto 2007, nei pressi di via Pascoli a Garlasco.
Indagine riaperta e scenari giudiziari futuri
La Procura di Pavia ha riattivato il fascicolo sul delitto di Garlasco, con l’iscrizione di Andrea Sempio per concorso in omicidio e la verifica delle nuove deposizioni emerse a “Zona Bianca”. Gli atti puntano a controlli incrociati su orari, spostamenti e coerenza delle versioni, oltre alla tracciabilità dei reperti genetici contestati.
Gli inquirenti potrebbero disporre ulteriori audizioni dei testimoni, acquisizioni documentali e nuovi accertamenti tecnico-scientifici sulla catena di custodia, con eventuale perizia indipendente sui campioni. La priorità è la verifica formale delle discrepanze temporali e dei percorsi in area via Pascoli il 13 agosto 2007.
Se confermati elementi idonei a incidere sull’impianto probatorio, si aprirebbe la strada a istanze straordinarie, fino alla richiesta di revisione per Alberto Stasi. In assenza di riscontri, l’indagine resterà circoscritta alla verifica delle nuove testimonianze e alla valutazione dell’attendibilità delle fonti, con possibili stralci o archiviazioni parziali.
FAQ
- Perché la Procura di Pavia ha riaperto il fascicolo?
Per valutare nuove testimonianze e verifiche sui reperti emerse da recenti approfondimenti televisivi. - Chi è iscritto nel registro degli indagati?
Andrea Sempio, con ipotesi di concorso in omicidio, nell’ambito degli accertamenti in corso. - Quali atti sono attesi a breve?
Nuove audizioni, acquisizioni documentali, controlli su orari e spostamenti, verifiche sulla catena di custodia del Dna. - La posizione di Alberto Stasi può cambiare?
Solo se emergeranno elementi nuovi, gravi e decisivi idonei a sostenere un’istanza di revisione. - Qual è il focus investigativo prioritario?
La congruenza cronologica delle testimonianze e la tracciabilità dei reperti genetici contestati. - Cosa accade se i riscontri non arrivano?
L’indagine potrà essere limitata a stralci o archiviazioni parziali, senza impatto sull’esito definitivo già acquisito.




