Garlasco, nuova perizia sui movimenti di Stasi riapre inquietanti dubbi
Il gradino del seminterrato sotto esame
Nel caso di Chiara Poggi, uccisa il 13 agosto 2007 nella villetta di via Pascoli a Garlasco, l’attenzione investigativa torna oggi su un punto millimetrico ma decisivo: il gradino davanti alla cantina, il cosiddetto “gradino zero”, coperto da una vasta pozza di sangue. Secondo una nuova consulenza tecnica di parte, evitarla sarebbe stato praticamente impossibile per chiunque avesse percorso quella scala dopo l’aggressione. La famiglia Poggi ha incaricato nuovi esperti per verificare la compatibilità tra la presenza e l’estensione del sangue e i movimenti attribuiti ad Alberto Stasi, ex fidanzato di Chiara e condannato in via definitiva per l’omicidio.
Il lavoro parte dalle ortofoto della scena del crimine: immagini tecniche ad alta precisione che documentano la seconda grande blood pool, la grande pozza ematica ai piedi della scala. Su queste immagini, i consulenti stanno sovrapponendo in digitale la ricostruzione della camminata effettuata nel processo del 2009, basata sulle perizie ordinate dall’allora giudice Stefano Vitelli. L’obiettivo è stabilire se, in termini geometrici e spaziali, una persona nelle condizioni descritte da Stasi potesse davvero scendere verso il seminterrato senza lasciare tracce visibili di sangue sulle suole delle scarpe o sui pantaloni.
Secondo i primi esiti dell’analisi, quella pozza sul “gradino zero” avrebbe saturato quasi interamente la superficie utile di calpestio, trasformando l’intera pedata in una sorta di trappola ematica. In altre parole, ogni passaggio “pulito” sarebbe stato escluso: chiunque avesse messo piede in quel punto avrebbe necessariamente contaminato la scena, rendendo meno plausibile il racconto di un accesso limitato e “asettico” alla zona della cantina.
Blood pool, void area e ricostruzione digitale
Nel lessico della criminologia forense, il termine blood pool indica una vera e propria pozza di sangue, formata dalla permanenza e dall’accumulo del liquido in un’area circoscritta, non una semplice goccia o macchia isolata. Nella villetta di via Pascoli furono mappate diverse pozze, ma quella oggi al centro della nuova consulenza occupava il gradino immediatamente successivo al pianerottolo, dietro la porta a soffietto che separava la zona giorno dall’accesso al seminterrato, proprio dove venne rinvenuto il corpo di Chiara Poggi. È su questa geometria del sangue che si gioca gran parte della nuova battaglia tecnico-giuridica.
Secondo la ricostruzione ammessa nel primo processo, i periti nominati dal giudice Stefano Vitelli, Nello Balossino e Giuliano Geminiani, ipotizzarono una camminata “a zig zag” di Alberto Stasi. L’idea era che, sfruttando una piccola void area — una zona apparentemente priva di sangue sul lato destro del gradino — l’imputato avrebbe potuto evitare di calpestare la pozza principale, contenendo così al minimo il contatto con il materiale ematico. Quella ricostruzione fu però contestata sin da subito dalla parte civile, che la considerava difficilmente replicabile in condizioni reali.
Gli avvocati Gian Luigi Tizzoni, per i genitori di Chiara, e Francesco Compagna, legale del fratello Marco Poggi, hanno ora incaricato un team di consulenti informatici di rielaborare con strumenti aggiornati la scena del crimine. Attraverso software di modellazione tridimensionale e sovrapposizioni metriche, gli esperti stanno verificando se le traiettorie ipotizzate dalla vecchia perizia siano compatibili con le dimensioni effettive del blood pool e con l’ingombro dei passi umani medi, tenendo conto di altezza, postura e dinamica di movimento dell’indagato.
Il video contestato e il peso sulla verità processuale
Uno degli elementi più discussi nel fascicolo del caso Garlasco è il video in cui il perito Giuliano Geminiani simula l’accesso alla cantina, posizionando almeno un piede nella zona ritenuta “libera” dal sangue. Quella prova pratica, concepita per dimostrare la fattibilità della camminata “a zig zag”, non fu però realizzata all’interno della villetta di via Pascoli, ma in un ambiente diverso, con una scala che non riproduceva fedelmente le misure e i materiali originali. Inoltre, la simulazione non replicò in modo rigoroso la discesa dell’uno o due gradini che Alberto Stasi dichiarò di aver percorso alla ricerca di Chiara.
Proprio queste criticità portarono la difesa della famiglia Poggi a contestare la solidità probatoria della perizia cinetica, sottolineando come minime variazioni nella larghezza del gradino, nell’angolo di appoggio del piede e nella posizione del corpo possano determinare esiti radicalmente diversi nella distribuzione di eventuali contaminazioni ematiche. Nel 2013, tali perplessità, unite alla richiesta di nuovi approfondimenti tecnici, contribuirono alla decisione della Corte di Cassazione di annullare l’assoluzione di primo grado, riaprendo il capitolo giudiziario e spingendo verso una rivalutazione complessiva della scena del crimine.
La nuova consulenza oggi in corso mira proprio a sanare quel “nodo irrisolto”: verificare se la compatibilità tra le pozze di sangue, le traiettorie dei passi ricostruite e l’assenza di vistose tracce ematiche su scarpe e indumenti di Alberto Stasi regga alla luce delle tecnologie più avanzate. Il risultato potrebbe non mutare l’esito definitivo del processo, ma incidere sul dibattito pubblico, sulla percezione di affidabilità delle ricostruzioni forensi e, soprattutto, sulla ricerca di una verità quanto più possibile completa per la famiglia di Chiara Poggi.
FAQ
D: Chi è la vittima al centro del caso di Garlasco?
R: La vittima è Chiara Poggi, uccisa il 13 agosto 2007 nella sua casa di via Pascoli a Garlasco.
D: Chi è stato condannato per l’omicidio?
R: L’ex fidanzato, Alberto Stasi, è stato condannato in via definitiva dopo un lungo iter processuale.
D: Che cos’è un “blood pool” nella criminologia forense?
R: È una pozza di sangue consistente, formatasi in un punto preciso, diversa da semplici tracce o schizzi ematici isolati.
D: Perché il gradino davanti alla cantina è così importante?
R: Perché sul “gradino zero” era presente una grande pozza di sangue, ritenuta impossibile da evitare da chiunque fosse sceso verso il seminterrato.
D: Chi ha richiesto la nuova consulenza tecnica?
R: Gli avvocati Gian Luigi Tizzoni e Francesco Compagna, in rappresentanza della famiglia Poggi.
D: In cosa consiste la nuova analisi digitale?
R: Nella sovrapposizione delle ortofoto del sangue con la ricostruzione della camminata attribuita a Alberto Stasi, tramite software di modellazione.
D: Perché il video del perito Geminiani è contestato?
R: Perché la simulazione non fu svolta nella casa originale di Garlasco e non riprodusse esattamente gradini e dinamica di discesa.
D: Qual è la fonte principale delle informazioni sul caso?
R: Le informazioni derivano dagli atti processuali, dalle perizie disposte dalla magistratura e dagli aggiornamenti pubblicati dalla stampa italiana specializzata in cronaca giudiziaria.




