Garlasco, la traiettoria segreta del killer svela il mistero del sangue

Nuove ipotesi sulla scena del delitto di Garlasco
Nel caso di Garlasco, i consulenti della famiglia Poggi avanzano una ricostruzione alternativa: l’aggressione a Chiara Poggi sarebbe iniziata in cucina e non in salotto. Questa lettura rimette in discussione il percorso del killer, la dinamica delle ferite e la distribuzione delle tracce ematiche all’interno dell’abitazione di via Pascoli.
La nuova perizia si concentra soprattutto sulla grande pozza di sangue, sulle cosiddette “void area” e sulla compatibilità tra traiettorie ipotizzate e impronte effettivamente rilevate.
La pozza di sangue davanti alla porta a soffietto
La grande pozza di sangue davanti alla porta a soffietto della casa di Garlasco è al centro delle nuove analisi. I tecnici incaricati dalla famiglia Poggi hanno prodotto una sovrapposizione digitale tra l’“ortofoto” della pozza e la mappa dell’ambiente, per valutare se il passaggio del killer potesse realisticamente evitare il sangue.
Secondo queste valutazioni, la quantità di sangue e la sua distribuzione renderebbero difficoltoso, se non impossibile, un transito “pulito” verso le scale e verso la zona della cantina.
Il presunto zig zag del killer e la compatibilità con le tracce
La tesi originaria del cosiddetto cammino a zig zag del killer viene ora definita tecnicamente “improbabile”. I periti della famiglia Poggi sostengono che, alla luce della nuova modellazione digitale, i margini di movimento senza contatto con il sangue sarebbero minimi.
L’ipotesi di passi calibrati per superare la pozza contrasterebbe con la disposizione delle macchie ematiche e con l’assenza di impronte intermedie. Questo elemento, sul piano logico-forense, riapre il tema della coerenza complessiva del percorso ricostruito nelle precedenti inchieste.
Il ruolo delle perizie tecniche nel processo di Garlasco
Nei processi per omicidio, le perizie tecnico-scientifiche assumono un peso decisivo, specie quando mancano testimoni oculari. Nel caso di Garlasco, la valutazione delle tracce di sangue, delle impronte e dei percorsi di fuga è stata centrale in tutti i gradi di giudizio.
Le nuove consulenze di parte non ribaltano automaticamente le sentenze, ma introducono dubbi sulla linearità di alcune ricostruzioni chiave.
La simulazione dell’accesso alla cantina e la void area sul gradino
Agli atti del processo del 2009 esiste un video in cui il perito di allora simula l’accesso alla cantina, individuando una “void area” sul lato destro del gradino. In quella piccola zona, teoricamente, almeno un piede avrebbe potuto non intercettare il sangue.
I nuovi consulenti contestano però l’estensione reale di quella area vuota rispetto alla dimensione di una suola, sostenendo che l’assenza totale di contaminazione ematica sulle scarpe rimane difficile da conciliare con la dinamica complessiva dell’omicidio.
Compatibilità tra impronte, suole e distribuzione delle macchie
La compatibilità tra disegno delle suole, impronte rilevate e pulsazione delle macchie di sangue è un nodo irrisolto. Le nuove analisi puntano su un approccio più avanzato: modellazione 3D degli ambienti, analisi ad alta risoluzione delle fotografie di repertazione e confronto metrico tra passi teorici e tracce visibili.
Da questo confronto emergono discrepanze tra il numero di impronte attese e quelle effettivamente rilevate, alimentando l’ipotesi che parte del percorso dell’aggressore non sia mai stata definita con precisione millimetrica.
Percorso del killer e scenari ancora aperti
Un punto cruciale resta la possibilità per il killer di evitare le pozze di sangue sparse nell’abitazione di Chiara Poggi. Se il primo attacco fosse avvenuto in cucina, come sostengono ora i consulenti, il successivo trascinamento del corpo e i movimenti dell’aggressore avrebbero prodotto una diversa scia ematica.
Questa differenza di scenario inciderebbe sulla lettura delle tempistiche, sulla posizione della vittima al momento dei colpi fatali e sulla strategie di fuga.
Ipotesi di aggressione in cucina e conseguenze sulla dinamica
L’ipotesi di una prima aggressione in cucina implica una sequenza di eventi più complessa: colpi iniziali, eventuale reazione della vittima, spostamento verso il salotto e caduta finale vicino alle scale. La distribuzione delle microgocce e delle macchie a spruzzo verrebbe letta in modo diverso, suggerendo spostamenti successivi del corpo.
Questa lettura potrebbe spiegare alcune incongruenze tra posizione definitiva della vittima e localizzazione delle principali concentrazioni di sangue nei rilievi originari.
Limiti delle ricostruzioni e peso dei nuovi elementi
Ogni ricostruzione a distanza di anni soffre limiti strutturali: scene già contaminate, qualità delle fotografie, strumenti d’epoca meno precisi. Le nuove consulenze non annullano automaticamente le valutazioni passate, ma mostrano quanto il margine d’incertezza resti significativo.
Il caso di Garlasco dimostra quanto il percorso del killer, la pozza di sangue e le void area continuino a essere elementi interpretativi e non certezze assolute, con possibili ricadute giuridiche solo se accolti da nuovi giudici.
FAQ
Cosa contestano le nuove perizie della famiglia Poggi
I consulenti della famiglia Poggi contestano soprattutto l’ordine dei luoghi dell’aggressione, sostenendo che l’attacco sia iniziato in cucina e non in salotto. Mettono inoltre in dubbio la possibilità che il killer abbia evitato le principali pozze di sangue senza lasciare ulteriori impronte significative.
Perché la pozza di sangue davanti alla porta è così importante
La grande pozza di sangue davanti alla porta a soffietto è cruciale perché condiziona il possibile percorso dell’aggressore. Se non fosse realisticamente evitabile, l’assenza di tracce ematiche su alcune superfici e calzature diventa un elemento di forte criticità nelle precedenti ricostruzioni.
Cosa si intende per camminata a zig zag del killer
Per camminata a zig zag si intende un percorso estremamente calibrato, studiato per aggirare le zone più ricche di sangue. Secondo le nuove analisi, tale cammino sarebbe incompatibile con la reale estensione delle pozze e con la distribuzione delle macchie rilevata dai rilievi tecnico-scientifici.
Che ruolo ha la void area sul gradino verso la cantina
La void area è una piccola zona teoricamente priva di sangue sul gradino che porta alla cantina. Su quella porzione si è ipotizzato che un piede potesse poggiare senza sporcarsi. Le nuove consulenze ritengono che, in rapporto alla dimensione delle suole, quella area non spieghi completamente l’assenza di contaminazioni.
Le nuove consulenze possono riaprire il caso di Garlasco
Le nuove consulenze, da sole, non riaprono un procedimento. Possono però essere presentate come nuovi elementi ai giudici competenti, che valuteranno se posseggono i requisiti di novità e decisività per giustificare un’eventuale revisione o ulteriori approfondimenti investigativi.
Qual è la principale fonte delle ricostruzioni analizzate
Le ricostruzioni discusse fanno riferimento agli atti del processo del 2009 sul caso di Garlasco, alle perizie originarie depositate in quei procedimenti e alle successive consulenze tecniche di parte richieste dalla famiglia Poggi per riesaminare pozze di sangue, percorso del killer e void area.




