Garlasco, la misteriosa cartella Militare di Stasi svela nuovi segreti

Indice dei Contenuti:
Garlasco, la cartella “Militare” sul pc di Stasi: video intimi, cosa c’è
Nuove analisi sul pc e ruolo dei video privati
Secondo una recente consulenza tecnica firmata dagli informatici forensi Paolo Reale, Nanni Bassetti e Fabio Falleti, incaricati dalla famiglia Poggi e depositata presso la gip di Pavia Daniela Garlaschelli, emerge un quadro più definito sull’utilizzo del computer di casa. Gli esperti hanno applicato software di ultima generazione per la ricostruzione delle attività utente, riesaminando i tracciati digitali legati ai file sensibili presenti sul pc condiviso dal nucleo familiare.
In particolare, la relazione esclude in modo netto che Andrea Sempio, amico del fratello della vittima e per un periodo iscritto nel registro degli indagati, abbia mai aperto o visualizzato i filmati intimi raffiguranti Chiara Poggi insieme al fidanzato Alberto Stasi. I log di sistema e le evidenze temporali non mostrano alcuna interazione riconducibile a Sempio su quei contenuti, né diretta né indiretta, neppure tramite anteprime o percorsi di rete.
La collocazione dei video, salvati sul pc domestico e accessibili in teoria a più utenti, aveva alimentato nel tempo alcune ipotesi investigative e mediatiche. Con le nuove verifiche, i consulenti chiariscono che tali file non risultano aver generato conflitti o ricatti tra Sempio e la vittima. Questo punto indebolisce ulteriormente la tesi secondo cui la diffusione o la scoperta di quel materiale potesse costituire il motore di un delitto alternativo rispetto a quello per cui la Cassazione ha confermato la responsabilità di Stasi come unico colpevole del fatto avvenuto il 13 agosto 2007 a Garlasco.
Accesso alla cartella contesa e possibili ricadute sul movente
Dalle stesse analisi informatiche emerge un elemento inedito: la sera precedente l’omicidio, Chiara Poggi avrebbe effettuato un accesso a una cartella del pc di Alberto Stasi denominata in modo neutro, all’interno della quale erano archiviati numerosi contenuti a carattere pornografico. Tali file, già oggetto di accertamenti in passato, risultavano catalogati con ordine, suddivisi per tipologia e tematica, secondo una logica di consultazione sistematica.
Le tracce digitali, ricostruite tramite strumenti avanzati di analisi dei metadati e dei residui di visualizzazione, indicherebbero che la giovane abbia quantomeno caricato alcune anteprime di immagini presenti nella cartella, senza che ciò implichi necessariamente la visione integrale dei contenuti. Per la parte civile, rappresentata dagli avvocati Gian Luigi Tizzoni e Francesco Compagna, questo dato assume rilievo perché potrebbe spiegare una frattura improvvisa all’interno della coppia.
L’ipotesi suggerita è che la scoperta di quell’archivio possa aver generato un confronto acceso tra i due fidanzati, tale da incidere sulla dinamica che, secondo la ricostruzione giudiziaria ormai definitiva, avrebbe portato alla morte di Chiara per mano di Stasi. Il nuovo tassello non riapre automaticamente il processo già chiuso in via definitiva, ma viene utilizzato in sede di iniziative giudiziarie dei familiari per rileggere il contesto relazionale e i possibili impulsi all’azione dell’imputato condannato.
Scenari giudiziari, mediatici e posizione della famiglia
Il materiale prodotto dai consulenti viene inserito in un contesto già fortemente esposto: trasmissioni televisive come quelle condotte da Massimo Giletti su Rai 3 hanno più volte rilanciato interrogativi rimasti aperti nella percezione pubblica sul caso di Garlasco. Le nuove risultanze informatiche alimentano il dibattito, soprattutto sul versante delle possibili responsabilità e sul coinvolgimento o meno di terzi rispetto alla condanna definitiva di Alberto Stasi.
La famiglia Poggi, attraverso i propri legali, sottolinea come la ricostruzione tecnica immunizzi ulteriormente Andrea Sempio da ogni sospetto di accesso improprio ai file più delicati, ridimensionando teorie alternative che lo vedevano al centro di dinamiche legate ai video. Parallelamente, la ricostruzione dell’attività di Chiara sul computer del fidanzato viene letta come un possibile elemento di pressione emotiva in grado di spiegare l’escalation sfociata nel crimine.
In questo scenario, la perizia non scardina il verdetto della Corte di Cassazione, ma rafforza la narrazione di un unico autore e al tempo stesso rende più difficilmente sostenibile l’idea di complotti esterni o di un movente legato alla diffusione dei filmati su soggetti diversi da Stasi. Il tutto mentre continuano a emergere intercettazioni e materiali d’archivio, inclusi audio attribuiti alla madre della vittima, che alimentano l’interesse di media, piattaforme online e canali YouTube dedicati al true crime.
FAQ
D: Chi ha redatto le nuove analisi sul computer di casa Poggi?
R: Le verifiche sono state svolte dagli informatici forensi Paolo Reale, Nanni Bassetti e Fabio Falleti su incarico della famiglia Poggi.
D: Le perizie indicano che Andrea Sempio ha visto i video intimi?
R: No, i tecnici escludono in modo categorico che Andrea Sempio abbia visualizzato quei filmati o le relative anteprime.
D: Dove erano conservati i video che ritraevano Chiara Poggi e Alberto Stasi?
R: I video erano memorizzati sul pc di casa della famiglia Poggi, un computer condiviso tra i vari membri.
D: Che cosa emerge sull’attività di Chiara la sera prima del delitto?
R: Le analisi indicano che Chiara Poggi avrebbe aperto una cartella del pc di Alberto Stasi contenente file erotici, visualizzandone almeno alcune anteprime.
D: Questo nuovo elemento modifica la sentenza definitiva contro Stasi?
R: No, la condanna di Alberto Stasi come unico responsabile, confermata dalla Cassazione, rimane valida, ma il contesto del movente viene ulteriormente approfondito.
D: Qual è la posizione della famiglia Poggi dopo le nuove perizie?
R: I familiari, tramite i loro legali, ritengono che le nuove prove rafforzino l’estraneità di Andrea Sempio e chiariscano meglio la dinamica relazionale precedente all’omicidio.
D: I media come hanno trattato questi sviluppi?
R: Programmi televisivi e piattaforme online, inclusi spazi guidati da giornalisti come Massimo Giletti, hanno rilanciato le novità alimentando il dibattito pubblico sul caso di Garlasco.
D: Qual è la fonte giornalistica principale di riferimento per queste informazioni?
R: I contenuti si basano su ricostruzioni apparse sulla stampa nazionale e su servizi di informazione che hanno riportato la relazione tecnica depositata presso la gip di Pavia, come evidenziato dagli articoli di cronaca giudiziaria dedicati al caso Poggi–Stasi.




