Garante Infanzia chiede stop al trasferimento della famiglia nel bosco senza la presenza della madre

Allontanati i “bimbi del bosco”: scontro politico e dubbi sui giudici
Il Tribunale per i minorenni dell’Aquila ha disposto, il 18 febbraio, il secondo allontanamento dei tre “bimbi del bosco”, figli della coppia anglo-australiana Nathan e Catherine, trasferendoli in una nuova struttura e interrompendo i contatti con la madre.
La decisione, giunta nel giorno previsto per le perizie psicologiche, ha acceso uno scontro politico-istituzionale, con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni che accusa i giudici di avere oltrepassato i propri limiti costituzionali.
Il caso, nato dalla scelta della famiglia di vivere in un bosco abruzzese in stile “neorurale”, è ora al centro di ispezioni annunciate dal ministero della Giustizia e dell’intervento della Garante per l’infanzia Marina Terragni, mentre i legali parlano di provvedimento “macroscopicamente errato”.
In sintesi:
- Il Tribunale dei minori dell’Aquila allontana i tre bambini anche dalla madre Catherine.
- Giorgia Meloni contesta i giudici: i figli “non sono dello Stato”.
- La Garante Marina Terragni chiede di sospendere il trasferimento senza la madre.
- Periti e avvocati denunciano rischio di nuovo trauma per i minori.
Al centro della vicenda c’è la famiglia “neorurale” che aveva scelto un bosco nel cuore dell’Abruzzo come luogo di vita alternativa, lontana dalla città.
Da circa quattro mesi i tre figli sono ospitati in una casa famiglia, dopo la sospensione della responsabilità genitoriale di Nathan e Catherine disposta dal Tribunale dei minorenni.
Proprio nel giorno fissato per le perizie psicologiche sui bambini, l’organo giudiziario ha ordinato l’allontanamento della madre e il trasferimento dei minori in un’altra struttura, motivando la scelta anche con l’atteggiamento definito “ostile e squalificante” attribuito a Catherine.
Nell’ordinanza, i giudici scrivono che la madre “deride i nostri tentativi di trovare un punto di incontro”, non si fida di nessuno e influenzerebbe i figli, che sarebbero “arrabbiati con tutti perché vogliono tornare a casa”.
La premier Giorgia Meloni replica duramente sui social, affermando che i figli “non sono dello Stato, ma delle mamme e dei papà” e contestando decisioni dal “chiaro tenore ideologico”.
La vicenda diventa immediatamente caso politico e mediatico nazionale.
Ispezioni, garanzie per i minori e critica tecnica alle perizie
Al ministero della Giustizia, in via Arenula, l’istruttoria sul Tribunale dei minorenni dell’Aquila è stata avviata già a novembre, contestualmente all’ordinanza che sospendeva la responsabilità genitoriale della coppia.
Finora l’attività ministeriale si è concentrata sull’esame degli atti, ma non viene escluso l’invio di ispettori, richiesta sostenuta con forza dalla Lega, che parla di famiglia “divisa e distrutta per cattiveria e arroganza”.
Il deputato di “Futuro Nazionale con Vannacci” Rossano Sasso annuncia un’interrogazione urgente ai ministri Carlo Nordio e Eugenia Roccella, definendo il provvedimento “agghiacciante”.
La Garante per l’infanzia e l’adolescenza, Marina Terragni, chiede formalmente di sospendere il trasferimento dei minori senza la madre e di poter incontrare i bambini con propri consulenti indipendenti.
L’avvocata della famiglia, Danila Solinas, insieme al collega Marco Femminella, contesta l’ordinanza definendola “irricevibile, macroscopicamente errata, nei presupposti logici e giuridici”, ricordando che i minori vengono “sradicati per la seconda volta” a distanza di pochi mesi.
*“Bambini che erano felici!”* insiste la legale, sottolineando il rischio di compromissioni affettive durature.
Il perito di parte, lo psichiatra Tonino Cantelmi, si dichiara “sgomento e indignato come cittadino, incredulo come professionista”.
*“Faremo di tutto, opposizione ad ogni livello”*, afferma, criticando la composizione della consulenza tecnica d’ufficio: un CTU che “lavora in una struttura per anziani” e un’ausiliaria con “tre anni e mezzo di iscrizione all’albo” che “non ha competenze specifiche sui minori”.
*“Penso che le conseguenze per i bambini saranno un ulteriore trauma”*, avverte, ricordando che il passaggio a una nuova struttura significa nuovi adulti sconosciuti e contesti spesso problematici.
Bambini, libertà educativa e controllo dello Stato: cosa può accadere ora
Il caso dei “bimbi del bosco” solleva un nodo cruciale: il confine tra libertà educativa familiare e intervento dello Stato nel nome della tutela dei minori.
La contestazione politica e tecnica alle motivazioni dell’ordinanza potrebbe accelerare l’ispezione ministeriale e aprire a un riesame delle misure adottate dal Tribunale dei minori dell’Aquila.
Gli sviluppi prossimi riguarderanno tre fronti: l’esito delle perizie psicologiche, le decisioni della Garante Marina Terragni e le eventuali iniziative disciplinari o correttive suggerite dal ministero della Giustizia.
Nel frattempo, il dibattito pubblico su affidi, case famiglia e discrezionalità giudiziaria è destinato a intensificarsi, incidendo su futuri orientamenti legislativi.
FAQ
Chi sono i “bimbi del bosco” coinvolti nel caso dell’Aquila?
I “bimbi del bosco” sono i tre figli della coppia anglo-australiana Nathan e Catherine, che viveva in un bosco abruzzese con stile di vita neorurale.
Perché il Tribunale dei minori ha disposto un nuovo trasferimento?
Il Tribunale dell’Aquila ha motivato il trasferimento con l’atteggiamento ritenuto “ostile e squalificante” della madre Catherine, giudicato influente sul comportamento e sullo stato emotivo dei bambini.
Qual è la posizione del governo sul caso dei bimbi del bosco?
Il governo, tramite Giorgia Meloni, critica la decisione, ribadendo che i figli appartengono ai genitori e denunciando decisioni giudiziarie dal “chiaro tenore ideologico”.
Cosa può fare la Garante per l’infanzia in questa situazione?
La Garante Marina Terragni può chiedere la sospensione del trasferimento, incontrare i minori con consulenti indipendenti e formulare raccomandazioni formali alle autorità giudiziarie competenti.
Da quali fonti è stata ricostruita questa vicenda giudiziaria?
L’analisi deriva da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente rielaborate dalla nostra Redazione.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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