Francesco Salvi svela il lato segreto di Antonio Ricci tra sacrifici estremi, sangue e spietata legge della televisione

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“Antonio Ricci si faceva sanguinare il sangue per tornare a casa prima o non farsi interrogare. Non vai in tv? Non esisti”: così Francesco Salvi
La televisione che ti cancella o ti consacra
Francesco Salvi sintetizza così il presente dello spettacolo: “Se non vai in tv non esisti”. Lo racconta partendo da un paradosso amaro: anni di tournée a teatro e di set cinematografici, eppure per strada c’è ancora chi gli chiede se ha “smesso di lavorare”.
Il tormentone “C’è da spostare una macchina” continua a inseguirlo, ridotto a battuta fissa: “Hai spostato la macchina?”, “Sì, è un diesel”. Un marchio pop che resiste, mentre il resto della carriera rischia di scomparire nel cono d’ombra creato dalla nuova tv generalista e dai social.
L’artista rifugge i reality come “Grande Fratello” e “L’Isola dei famosi”, che considera scorciatoie mediatiche poco affini al proprio percorso. Preferisce citare contenuti “fatti bene”: le indagini del commissario Montalbano, lo spettacolo popolare di “Ballando con le stelle”, il calcio sui canali privati, i film su Netflix, persino la pubblicità quando è scritta e girata con cura.
Nel suo sguardo sulla tv italiana c’è insieme nostalgia e lucidità: il piccolo schermo rimane il grande certificatore di esistenza pubblica, ma ha perso gran parte della libertà creativa dei tempi di “Drive In” e “MegaSalviShow”.
Dai tormentoni pop alla sperimentazione tra cinema e teatro
Dietro l’immagine del comico che sposta automobili impossibili, c’è una carriera stratificata. Gli inizi al mitico Derby di Milano, l’esplosione a “Drive In”, un varietà che ha riscritto i codici della comicità televisiva anni ’80, e poi la consacrazione con “MegaSalviShow”.
Nel mezzo, quattro apparizioni al Festival di Sanremo – “Esatto”, “A”, “Dammi 1 bacio”, “Statento” – che hanno trasformato il suo nonsense in linguaggio nazionale. Ma la fase attuale è dominata da progetti meno rumorosi e più autoriali.
Salvi ha appena scritto “Tegucicalpa”, romanzo surreale su un agente segreto della Cia che viaggia nel tempo in un universo dominato dal teletrasporto, fra complotti galattici, personaggi deliranti e filosofia in chiave comica. Al cinema è nel film “L’Amore, in teoria” di Luca Lucini, dove interpreta Media, clochard dal forte impatto umano, e in un’opera dedicata a San Francesco, di cui incarna la vecchiaia cieca e ironica. A teatro prepara il debutto al Teatro Parenti di Milano con “Unamuno nessuno e centomila”, accanto a Fabio Bussotti, autore e partner di scena.
Il genio laterale di Antonio Ricci al Derby
Dietro le quinte del Derby, Salvi tratteggia un ritratto sorprendente di Antonio Ricci, futuro padre televisivo di programmi come “Striscia la Notizia”. Ai tempi, giovane autore capace di piegare la realtà a proprio vantaggio con trovate imprevedibili.
Durante gli spettacoli, all’improvviso iniziava a sanguinargli il naso: stop, sipario, tutti preoccupati. Finché i colleghi scoprono il trucco: se lo provocava da solo per non perdere l’ultimo treno verso Alassio. Lo stesso stratagemma, racconta Salvi, lo aveva già usato a scuola per evitare le interrogazioni più insidiose.
L’umorismo di Ricci si nutriva di scherzi elaborati. Memorabile la beffa a Enrico Beruschi, terrorizzato dai cani: in pieno inverno convince Salvi a nascondere il cappotto del collega nella casetta dei dobermann fuori da un ristorante. Beruschi, paralizzato dalla paura, rinuncia al soprabito, torna a casa infreddolito e finisce a letto con la febbre. Un aneddoto che racconta meglio di mille analisi il laboratorio comico e crudele di quegli anni.
FAQ
D: Chi è Francesco Salvi?
R: È un attore, comico, cantautore e autore italiano, diventato celebre con “Drive In” e il tormentone “C’è da spostare una macchina”.
D: Perché Salvi dice “Se non vai in tv non esisti”?
R: Perché ritiene che, senza visibilità televisiva, il lavoro artistico resti invisibile al grande pubblico.
D: Quali programmi televisivi apprezza oggi?
R: Apprezza “Montalbano”, “Ballando con le stelle”, le partite sulle tv private, film su Netflix e pubblicità di qualità.
D: Perché rifiuta reality come Grande Fratello e Isola dei famosi?
R: Li considera format poco affini al suo percorso artistico e preferisce progetti più autoriali.
D: Di cosa parla il libro “Tegucicalpa”?
R: Di un agente segreto della Cia che viaggia nel tempo in un futuro dominato dal teletrasporto, tra complotti e paradossi surreali.
D: Che ruolo ha nel film “L’Amore, in teoria”?
R: Interpreta Media, un clochard, in un’esperienza che Salvi descrive come particolarmente intensa e gratificante.
D: Cosa racconta dell’amico Antonio Ricci?
R: Ricorda gli espedienti con cui Ricci si faceva sanguinare il naso per tornare a casa prima o evitare interrogazioni, e i suoi scherzi crudeli ma geniali.
D: Qual è la fonte giornalistica originale di queste dichiarazioni?
R: Le dichiarazioni di Francesco Salvi e gli aneddoti su Antonio Ricci provengono da un’intervista pubblicata su Libero.




