Flacks respinge le condizioni dei commissari su ex Ilva e chiede prestito statale per salvare l’acciaieria

Ex Ilva, lo scontro sul finanziamento che blocca la vendita degli impianti
Il futuro dell’ex Ilva entra in una fase decisiva: il gruppo Flacks, unico interlocutore finora formalmente designato dal governo nella procedura di vendita degli stabilimenti siderurgici, giudica “irricevibili” le condizioni poste dai commissari straordinari. Al centro dello scontro c’è la richiesta di un maxi finanziamento bancario pluriennale a copertura del business plan, che secondo Flacks nessun istituto di credito sarebbe disposto a concedere, vista l’incertezza giudiziaria e il nodo irrisolto del costo dell’energia. Per sbloccare il dossier, il potenziale acquirente propone un temporaneo vendor loan statale di 6-12 mesi, ritenuto indispensabile per riavviare gli impianti e attrarre successivamente i capitali privati. Sullo sfondo, l’attivismo di Jindal Steel and Power, su cui Flacks chiede massima trasparenza sulle reali coperture finanziarie, mentre restano aperti interrogativi industriali, occupazionali e ambientali su Taranto e sugli altri siti.
In sintesi:
- Flacks giudica “fuori mercato” le richieste dei commissari sull’ex Ilva, soprattutto sul fronte del credito bancario.
- Nessuna banca, secondo Flacks, è oggi disposta a finanziare un business plan pluriennale sull’asset Ilva.
- Flacks propone un vendor loan statale temporaneo per riavviare gli impianti e sbloccare i fondi privati.
- Il gruppo solleva dubbi sulle garanzie finanziarie di Jindal e si dice pronto a pareggiarne l’offerta.
Il nodo del credito, la proposta Flacks e il confronto con Jindal
Nel comunicato diffuso dal gruppo Flacks il “punto di frizione principale” è il finanziamento bancario richiesto dai commissari a copertura di un business plan pluriennale. Secondo la società, “nessun istituto di credito tra i numerosi contattati negli scorsi mesi sarebbe oggi disposto a concedere prestiti di questa natura”, tanto più su un asset come l’ex Ilva, segnato da procedimenti giudiziari che potrebbero portare al blocco degli impianti e da un quadro dei costi energetici ancora indefinito.
Flacks definisce una simile pretesa “fuori mercato persino per un’azienda in salute”, sottolineando come una condizione del genere non rientri nella prassi delle grandi operazioni industriali. Per superare l’impasse, la società propone che lo Stato attivi una linea di credito temporanea, un vendor loan di 6 mesi – massimo un anno – per riaccendere gli altiforni su basi finanziarie solide. L’acquirente, assicura Flacks, fornirebbe tutte le garanzie necessarie al rimborso del prestito.
Una volta ristabilita l’operatività continuativa degli impianti, le banche avrebbero già manifestato, secondo il gruppo, disponibilità a sostenere il rilancio con strumenti di finanziamento ordinari. In assenza di questa garanzia iniziale, Flacks afferma che sul mercato non vi sia “un singolo operatore” disposto a impegnare capitali a fondo perduto in un asset così esposto a rischi normativi e industriali.
Scenari per Taranto e confronto politico-industriale ancora aperto
La nota di Flacks introduce anche un elemento politicamente sensibile: il gruppo chiede se Jindal Steel and Power, l’altro potenziale acquirente dell’ex Ilva, abbia presentato al governo garanzie “concrete” sulla copertura finanziaria del proprio business plan, e si dice pronto a pareggiare qualunque offerta avanzata dal colosso indiano. Flacks ricorda inoltre di essere stato, “fino a questo momento”, l’unico soggetto formalmente incaricato di trattare in via esclusiva con l’esecutivo.
Parallelamente, la società annuncia la predisposizione di risposte dettagliate alle richieste dei commissari, comprensive di evidenze su ulteriori disponibilità patrimoniali oltre a quelle già certificate. Sul fronte sociale, Flacks ribadisce la disponibilità a un confronto “strutturato e costruttivo” con tutte le sigle sindacali presenti negli stabilimenti, con l’obiettivo dichiarato di garantire la sostenibilità industriale e occupazionale del piano di rilancio.
Il messaggio politico è chiaro: la “partita” per il destino dell’ex Ilva – in particolare per il sito di Taranto, strategico per la siderurgia nazionale ed europea – resta apertissima, tra richieste di garanzie pubbliche, rivalità tra potenziali acquirenti e necessità di rassicurare lavoratori, comunità locali e mercati.
FAQ
Perché Flacks definisce irricevibili le richieste dei commissari ex Ilva?
Flacks lo afferma perché il finanziamento bancario pluriennale richiesto sarebbe, secondo la società, irrealistico per qualsiasi istituto di credito, dato il profilo di rischio dell’asset Ilva.
Cosa prevede il vendor loan statale proposto da Flacks per l’ex Ilva?
Il vendor loan prevede un credito pubblico temporaneo, 6-12 mesi, rimborsabile dall’acquirente, necessario per riavviare gli impianti e sbloccare successivi finanziamenti privati.
Qual è il ruolo di Jindal Steel and Power nel dossier ex Ilva?
Jindal Steel and Power è un concorrente di Flacks, interessato all’acquisto. Flacks chiede trasparenza sulle garanzie finanziarie presentate al governo e si dice pronta a pareggiarne l’offerta.
Che impatto può avere la vicenda ex Ilva su Taranto e sull’occupazione?
L’impatto può essere decisivo: la continuità produttiva degli impianti condiziona migliaia di posti di lavoro diretti e indiretti e l’intero indotto siderurgico locale.
Quali sono le fonti utilizzate per la ricostruzione di questa notizia?
La ricostruzione deriva da un’elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente rielaborate dalla nostra Redazione.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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